Jesi: urologia, chirurghi da tutta Italia al Carlo Urbani per uno stage di laparoscopia

2' di lettura 23/11/2018 - L’Urologia di Jesi ospita in questi giorni 10 chirurghi provenienti da tutta Italia che stanno partecipando ad uno stage volto a divulgare le migliori conoscenze sulla laparoscopia, la particolare tecnica chirurgica eseguita attraverso piccoli orifizi anziché lunghe incisioni cutanee.

Lo stage, della durata di tre giorni, prevede corsi teorici, la presenza in sala chirurgica per assistere ad alcuni interventi su casi complessi e alcuni esercizi simulatori che i medici effettueranno attraverso un particolare macchinario. Si tratta del primo dei tre stage organizzato dall’associazione WeUro, acronimo che sta per “Noi Urologi”, fondata nel giugno scorso dai massimi esperti nazionali e internazionali di urologia con lo scopo di favorire conoscenza e formazione. A presiederla è il prof. Vincenzo Ferrara, che è alla guida del reparto di Urologia del Carlo Urbani di Jesi.

L’attività di formazione dei 10 chirurghi continuerà poi con altri due appuntamenti: uno al Cardarelli di Napoli, dove il prof. Vincenzo Ferrara, insieme ai suoi collaboratori e agli urologi di tale ospedale, dapprima li coinvolgerà nelle normali sedute operatorie, per poi seguirli durante interventi di laparoscopia su maiali appositamente allevati per tali sperimentazioni. Per finire, il terzo stage si terrà ad Arezzo dove, a completamento della loro formazione, i discenti potranno effettuare interventi chirurgici anche su cadaveri. Durante ognuno di tali stage saranno effettuati anche collegamenti video con urologi e ospedali italiani e stranieri, in particolare di Richmond (in Virginia-USA), di Parigi e di Tel Aviv.

“Una volta che i 10 chirurghi avranno appreso le tecniche chirurgiche - spiega il prof. Ferrara - andremo nei loro ospedali a seguirli negli interventi che loro stessi, in forza delle conoscenze acquisite, effettueranno sui pazienti. Tra i medici iscritti ai nostri corsi, il 30% di loro lavora in ospedali forniti di robot chirurgici e, nonostante questo, vengono da noi per imparare le tecniche laparoscopiche, in considerazione del fatto che la professionalità e l’esperienza accumulata in due decenni di interventi laparoscopici hanno fatto sì che l’Urologia del Carlo Urbani sia considerata un punto di riferimento nel panorama nazionale per l’esecuzione di interventi sempre più innovativi e meno invasivi. Rispetto all’uso del robot, la laparoscopia si fa preferire perché consente le stesse percentuali di guarigione nel trattamento dei tumori urologici e gli stessi risultati statistici in termini di perdite di sangue, di incontinenza urinaria e di disfunzione erettile post operatoria, (come testimoniato da tutti gli studi scientifici finora fatti nel mondo); inoltre, i costi delle tecniche laparoscopiche, rispetto agli interventi con robot, sono notevolmente più bassi, facendo risparmiare circa 4000 euro per ogni intervento”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-11-2018 alle 16:00 sul giornale del 24 novembre 2018 - 1852 letture

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