Jesi: allagamenti e disagi, la cronaca di Marinella Cimarelli

3' di lettura 02/09/2018 - La forte ondata di maltempo di sabato 1 settembre che ha interessato in particolar modo la città, ha creato allagamenti, danni e disagi a tantissimi cittadini. La redazione ha ricevuto infatti tante testimonianze come quella di Marinella Cimarelli, che pubblichiamo.

Iniziato a piovere a dirotto mi accingo a fare il giro delle stanze per controllare tutte le finestre. Io abito in prossimità dell'Arco Clementino. Mentre cammino per il corridoio scivolo con le pantofole sull'acqua e mi accorgo che viene copiosamente dal finestrone che da su un cortile interno.

Mentre tento di aprire il finestrone per vedere cosa sta succedendo una valanga d'acqua precipita in casa con una violenza inaudita e mi accorgo che è altra più di mezzo metro! Intuisco che è otturato lo scarico e capisco che se non riesco ad accedere al terrazzino sarà sempre peggio, mentre l'acqua invade l'antibagno, il bagno ed inizia a dirigersi per le scale. Getto tutti gli stracci, asciugamenti e lenzuoli che ho sopra l'acqua per cercare di fermare ma è tutto inutile, allora chiamo il 112 non ricordando il numero dei vigili del fuoco. I carabinieri cercano di mettermi in contatto con loro ma le linee sono intasate e non ci riescono.

A quel punto faccio il 115 come da loro suggerito e mi rispondono che hanno tantissime chiamate e molteplici interventi dello stesso tipo, per cui non sanno quando potranno venire a darmi una mano. Ci dicono di staccare la luce e di metterci in sicurezza. La corrente elettrica la stacchiamo ma capisco che se non trovo una soluzione per la casa finisce male, ho il timore che l'acqua raggiunga le camere, dove c'è il parquet. Fortunatamente in quell'attimo rientra mia figlia, la quale, partita per andare ad un matrimonio fuori città, spaventata dalla grandine e dalle bombe d'acqua rinuncia e torna a casa.

Prendo il coraggio e scavalco la finestra strettissima (ancora mi chiedo come ci sono riuscita!) del piccolo bagno di servizio, mi calo nel cortile dove l'acqua è oramai a livello di un metro ed inizio a riempire catinelle d'acqua e passarle a mia figlia che le getta nel water, e andiamo avanti così per mezz'ora.

La paura è tanta, temiamo che col peso dell'acqua si sfondi il pavimento e precipito nella cantina di sotto. Ogni tanto riproviamo a chiamare i pompieri ma o non rispondono o sono occupati, c'è una segreteria telefonica. Arrivo faticosamente allo scarico e tolgo la griglia ma la cosa non migliora di molto, l'acqua non scorre più di tanto e, continua a piovere a dirotto.

Mi viene in mente di chiamare il mio idraulico di fiducia, solitamente mi rivolgo ai fratelli Alessandro e Simone Fratoni e uno dei due mi arriva in un attimo, e a quel punto mi si allarga il cuore. Il ragazzo toglie un 'tappo' dal buco dello scarico fatto per evitare il ristagno dell'acqua e degli odori , ma non era certo un aggeggio da mettere nel terrazzino. A quel punto l'acqua inizia a confluire velocemente nello scarico ed il terrazzino si svolta finalmente.

Nel frattempo l'acqua ha percorso le scale ed ha bagnato tutto quello che era di sotto, gli stracci sono finiti e dovunque è allagamento.

Arrivano i pompieri, constatano che il buco dello scarico ora è libero e se ne vanno, giustamente, hanno tantissime chiamate per gli allagamenti.

Ecco cos'è successo in un pomeriggio qualsiasi di settembre sotto un cielo nero, la grandine e la paura. Il tempo cambia e forse nessuno di noi è abbastanza preparato.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it







Questo è un articolo pubblicato il 02-09-2018 alle 10:31 sul giornale del 03 settembre 2018 - 1218 letture

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