Montemarciano: delitto Moro, la storia di un legame unico con la famiglia dello statista ucciso dalle Br

10/05/2018 - Nel 40° anniversario dalla morte di Aldo Moro, Montemarciano ricorda lo strettissimo legame che la città ebbe con la famiglia dello statista ucciso il 9 maggio 1978 dalla Brigate Rosse dopo 55 dal sequestro.

La moglie dell'allora Presidente della Democrazia Cristiana Eleonora Chiaravelli era montemarcianese e a Montemarciano si sono svolti momenti importantissima della vita dei due coniugi. A cominciare dal matrimonio che si celebrò il 5 aprile del 1945 nel santuario degli Alberici, a Montemarciano. Un evento che segnò profondamente il legame forte e indissolubile fra lo statista e Eleonora. Lo stesso Moro, nei giorni in cui viveva il dramma della prigionia, in una delle tante lettere rivolte alla moglie, ricordò con affetto e commozione il giorno del suo matrimonio e una cena di Natale organizzata in tempo di guerra da tutto il paese di Montemarciano per i militari italiani prigionieri dei tedeschi.

Durante gli anni vissuti a Roma il legame tra la famiglia Moro e Montemarciano non fu mai interrotto, anche se le visite si diradarono nel tempo a causa dei numerosi impegni istituzionale del presidente. Sia Aldo Moro che la moglie Eleonora erano particolarmente legati ai religiosi del posto, ad alcune suore e soprattutto a mons. Nazzareno Fabietti, sacerdote che li aveva sposati, che in occasione del suo 50° anniversario del ministero parrocchiale fu ricevuto a Roma da Moro e dalla moglie. Dopo il dramma dell'assassinio del presidente della Democrazia Cristiana, la città si ricordò sempre della famiglia Moro e le dimostrò vicinanza e cordoglio.

Come nel marzo del 1982 quando fu apposta una lapide in ricordo della morte di Aldo Moro e degli uomini della sua scorta Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino, uccisi nell'assalto di via Fani del16 marzo 1978. Alla cerimonia partecipò la stessa vedova Moro, la “signora Nora”, come tutti la chiamavano. Molti anni dopo, nel 2008, in occasione di uno dei tanti anniversari celebrati a Montemarciano per non dimenticare la tragedia, l'allora sindaco Gerardo Cingolani consegnò alla figlia Agnese Moro la pergamena della cittadinanza onoraria ad Eleonora Chiavarelli. La vedova Moro infatti in quella circostanza non potè essere presente a causa della frattura di un femore che la costrinse a letto. In quell'occasione però la figlia Agnese rilasciò una delle poche dichiarazioni pubbliche sulla vicenda del sequestro e del delitto Moro.

“Mi piace questa idea di una comunità che lavora silenziosamente per il bene degli altri -disse Agnese- Questo è lo spirito di Montemarciano, che fa anche parte della riserva di forza a cui mia madre dovette fare ricorso durante il sequestro di mio padre". “Il legame tra Montemarciano e la famiglia Moro è forte -ricorda il sindaco Liana Serrani- qui il presidente Moro trovò l'amore della sua vita e si sposò. Ma non solo. Tornò per festeggiare le nozze d'argento 25 anni dopo e anche nei giorni bui del sequestro in paese già si conoscevano dettagli allora sconosciuti alle cronache dell'epoca, come il fatto che i politici di allora si facessero negare alle richieste di aiuto dalla famiglia. Montemarciano e sarà sempre vicina ai familiari di Moro”.







Questo è un articolo pubblicato il 10-05-2018 alle 07:45 sul giornale del 11 maggio 2018 - 2091 letture

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