Ancona: “Spese pazze in Regione”. Tutto da rifare per gli imputati, assolto Filippini

avvocati legge tribunale 14/01/2018 - La Cassazione annulla il non luogo a procedere per gli indagati per peculato per l'mpropio utilizzo dei fondi regionali dal 2008 al 2012. A settembre per i 55 indagati era arrivato il proscioglimento, impugnato dalla Procura di Ancona e ribaltato dalla Cassazione, con l'esclusione del caso Filippini.

Ora la palla è nelle mani della procura di Ancona, che deciderà come procedere nel caso che vedrà con buone probabilità un dibattimento in aula. L'indagine aperta nel 2015 aveva inizialmente interessato 66 imputati, 5 dei quali assolti con rito abbreviato, tra i quali l'ex Governatore Spacca, il Segretario Pd Marche Francesco Comi, gli allora Consiglieri Massimo Binci e Giacomo Bugaro e l'ex addetto al gruppo Pd Oscar Roberto Ricci.

Mentre la posizione di 4 indagati è stata stralciata dalla Cassazione per legittimo impedimento dell'avvocato difensore l'unico ha aver ricevuto la conferma al non luogo a procedere è stato Andrea Filippini, allora collaboratore del Idv in Regione ed ex Presidente del Consiglio comunale di Ancona.

“la Procura ha omesso di analizzare, in modo specifico, distinto e dettagliato, le questioni di diritto o di fatto, e dunque anche di logicità o meno della motivazione, in merito alle contestazioni mosse ai collaboratori/consulenti dei gruppi consiliari, tra i quali Filippini Andrea, nonostante il GUP di Ancona, avesse dedicato un intero paragrafo alla loro posizione”, spiega l'avvocato difensore Laura Versace. Una particolarità tenuta in considerazione dal GUP, ma che non è valsa il proscioglimento ad altri indagati in posizioni analoghe “In sede di interrogatorio e in udienza preliminare, infatti, la difesa aveva fornito prova del fatto che numerosi studi e ricerche del Filippini erano confluiti in atti consiliari quali interrogazioni, mozioni, proposte di legge o risoluzioni nonché del fatto che le bozze di numerosi atti consiliari erano state redatte proprio dal Filippini. Il GUP aveva, altresì, accolto la tesi difensiva secondo cui neppure la comune appartenenza politica tra il Filippini e consigliere Eusebi, allora Presidente del gruppo IDV, potesse ritenersi quale elemento dimostrativo di un’avvenuta distrazione dei fondi pubblici, ma anzi dovesse essere valutata come elemento da valorizzare nella scelta dei soggetti cui conferire incarichi di collaborazione al fine di garantire il buon andamento dell’attività del gruppo e, quindi, della pubblica amministrazione” Conclude l'avvocato difensore Versace.


di Filippo Alfieri
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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-01-2018 alle 12:45 sul giornale del 15 gennaio 2018 - 1063 letture

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