Senigallia: Mangialardi agli ultimi 1000 giorni, "Abbiamo cambiato per sempre Senigallia". Il futuro è al servizio dei cittadini

maurizio mangialardi 04/01/2018 - Mangialardi pronto al rush finale per i suoi “ultimi” mille giorni da primo cittadino con una porta aperta sul futuro. Politicamente parlando. Dalla ventilata ipotesi di una candidatura alle Politiche, al dopo Senigallia, alla chiusura di un ventennio politico che ha cambiato la città, il primo cittadino traccia il bilancio di quello che è stato.

E' entrato in consiglio comunale nel '94 come consigliere, è stato assessore per dieci anni e altrettanti da sindaco.. Nel 2020 si chiude un ventennio?
“La città e il territorio sono completamente trasformati. Senigallia ha riacquistato un importante valore di rappresentanza regionale e nazionale che aveva perso. Ha ritrovato l'appeal turistico e ha saputo governare i processi di cambiamento anticipando i tempi. 15 anni fa avevamo le auto in piazza del Duca, al Foro Annonario, la biblioteca e i Macelli erano ricettacolo di degrado, in via Carducci si profilava un orizzonte pericoloso.. Abbiamo pensato un'altra città fatta di piste ciclabili, di aree pedonali, di consumo zero del territorio, di riqualificazione del centro storico e della sua monumentalizzazione, di attrazioni culturali, sconvolgendo il tradizionale binomio mare-sole... Siamo stati i primi in Italia a fare la differenziata porta a porta. Cose oggi scontate allora nessuno le pensava.”

Di cosa va più orgoglioso?
“Di aver ridato un ruolo alla città per cui oggi ci riconoscono ovunque e di aver saputo ascoltare assumendoci poi le responsabilità delle scelte. Esempi di queste scelte sono la complanare, allora tanto criticata e di cui non si può fare a meno. La Rotonda, per anni in abbandono, è il simbolo del turismo balneare nazionale. Il Porto della Rovere, il teatro La Fenice con stagioni da sold out, le frazioni rinate come Scapezzano e Roncitelli oggi gioielli di borgo, e poi il sociale, al primo posto in tutti i nostri bilanci, e grandi eventi consolidati di caratura internazionale”.

Cosa resta da fare in questi ultimi mille giorni?
“Completeremo la riqualificazione del centro storico e il comparto degli Orti del Vescovo. Continueremo a reperire fondi europei e lasceremo un'immagine di Senigallia vocata alla grande bellezza.

Qualche rammarico?
“Abbiamo avuto una grande visione e ne vado fiero. Non abbiamo accontentato tutti ma è giusto così. Chi accontenta tutta sbaglia sempre, politicamente”.

Si è vociferato di un suo impegno per le prossime Politche..
“Qualcuno ha ragionato sulla mia disponibilità ma non era compatibile con il ruolo di sindaco. Del resto io a dimettermi non c'ho mai pensato un attimo. Ho sempre detto che sarei rimasto fino alla fine per completare il mandato che i lettori mi hanno assegnato e così sarà”.

E dopo il 2020? Ci saranno le Regionali? O attenderà le future amministrative?
“Intanto io un lavoro ce l'ho, sono insegnante e quello è il mio mestiere. In politica non bisogna mai fare programmi su di sé ma pensare si di può, per le proprie esperienze e capacità, risolvere i problemi. Io resto a disposizione dei cittadini”.





Questa è un'intervista pubblicata il 04-01-2018 alle 00:24 sul giornale del 05 gennaio 2018 - 558 letture

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