Celani (FI): "Tra interrogazioni e mozioni, le Marche affondano"

piero celani 21/09/2017 - Ricostruzione? Economia? Lavoro? Macché. Gli argomenti forti sul tappeto erano davvero tanti e ci aspettavamo che i primi Consigli dopo la pausa estiva fossero destinati ad affrontarne se non tutti almeno qualcuno. Del resto gli ultimi dati ci descrivono una regione Marche in ginocchio.

Siamo la Cenerentola delle regioni. Invece niente. Il primo Consiglio regionale post estivo ha discusso della legge di fusione dei Comuni (poi ritirata) e il secondo solo di interrogazioni e mozioni. Interrogazioni e mozioni mentre il territorio regionale annaspa. Non c’è che dire: La Giunta Regionale ha una visione strategica che mi sfugge. Vola talmente alto che ha finito per non vedere più la sua terra. Oddio. Veramente non vola più nemmeno. Eh, sì. Mentre era tutto concentrato sulle importantissime interrogazioni e mozioni, l’unico volo diretto Ancona – Roma è stato tagliato dall’Alitalia. Ma che importa.

Tanto fra poco non avremo più nemmeno l’aeroporto. Così tra interrogazioni e mozioni, le Marche affondano. L’occupazione scende ancora ( secondo i dati dell’Ires Cgil registriamo un bel -3,9%!) e l’export (dati Istat) viaggia a -1,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (allarmante e molto, il dato della provincia di Ascoli in flessione del 14,2% rispetto all’anno precedente). Conquistiamo così il terz’ultimo posto in classifica precedendo il Molise e la Basilicata. E la Giunta che ti fa? Propone forse al Consiglio un dibattito costruttivo sul cosa fare per risollevare questa economia disastrata? Propone la ricetta piddina per nuovi orizzonti di lavoro e prosperità? No. Propone interrogazioni e mozioni. Intanto, registriamo voci di corridoio che vorrebbero i renzianissimi big della giunta apprestarsi a divulgare mirabolanti risultati della loro biennale gestione. Non so come faranno a smentire i dati dell’Istat e le elaborazioni dell’Ires Cgil, certo è che si apprestano a celebrare una regione che ahimè, è solo nella loro fervida fantasia. Peccato che un territorio come quello marchigiano non si possa continuare ad amministrare con la fantasia o con i proclami.

Abbiamo bisogno di concretezza. Quella concretezza che potrebbe invertire i dati sull’occupazione e far sì che non siano più in controtendenza rispetto ai valori nazionali. Quella concretezza che potrebbe invertire, con politiche di ampio respiro, invertire i pessimi dati sull’export e rilanciare a pieno titolo la nostra economia i cui settori, un tempo trainanti, oggi vivacchiano alla giornata. Ma in casa PD tutto va bene. Non so quale film stiano vedendo ma certo non è il film reale, quello della vita di tutti i giorni, dei piccoli e medi imprenditori sempre più in affanno, di migliaia di giovani che cercano disperatamente un lavoro, delle migliaia che il lavoro l’hanno perso e non vedono prospettive. Da tempo chiedo insieme al collega Zaffiri, un dibattito in aula sui temi dell’economia e del lavoro, anche per capire quale sia, secondo il governo regionale, il piano industriale che ha in mente e che dopo due anni e mezzo forse giace ancora nei cassetti della scrivania del Presidente o di qualche assessore.

La risposta? Eccola. Interrogazioni e mozioni. Poi sarà la volta delle fusioni comunali e poi ancora delle sagre. Con buona pace del sistema Marche, un tempo modello economico ed ora una regione prostrata, stanca, che non ha più nemmeno l’ottimismo della speranza. Una regione senza slanci, senza programmazione, senza futuro. Noi di Forza Italia siamo pronti a dare il nostro contributo e voi?





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-09-2017 alle 19:58 sul giornale del 22 settembre 2017 - 595 letture

In questo articolo si parla di forza italia, politica, ascoli piceno, Piero Celani

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