Senigallia: Ospedale, l'Asur regionale blocca la soppressione dell'Utic di Cardiologia

24/07/2017 - Le tanto contestate delibere con cui l'Asur prevede la soppressione dell'Utic di cardiologia dell'ospedale di Senigallia sono state congelate. L'annuncio è arrivato lunedì pomeriggio durante la seduta della commissione consiliare che ha visto la partecipazione dei vertici regionali dell'Asur.

La convocazione della commissione era stata chiesta dalla minoranza per discutere proprio le previsioni delle delibere 361 e 481 che eliminavano l'Utic, ossia l'unità di terapia intensiva dell'ospedale di Senigallia. Una previsone rispetto alla quale i consiglieri dell'Unione Civica Roberto Paradisi e Luigi Rebecchini e di Forza Italia Alan Canestrari hanno presentato anche uno specifico ordine del giorno per il consiglio comunale. Durante la seduta il presidente della commissione regionale Sanità Fabrizio Volpini ha annunciato che le due delibere sono state sospese per avere il tempo di rivedere la previsione. In ballo, in base alla legge nazionale, ci sono due utic per tre ospedali (Senigallia, Jesi, Fabriano). A decidere a chi andranno le due utic saranno i reali volumi di lavoro dei rispettivi reparti di cardiologia.

Ma andiamo con ordine. La seduta, particolarmente affollata per la presenza di cittadini e sanitari invitati a partecipare anche dall'opposizione, è stata aperta dalla presidente Margherita Angeletti che saluto il direttore generale dell'Asur Alessandro Marini, il dell'Area Vasta 2 Maurizio Bevilacqua, il presidente della commissione regionale sanità Fabrizio Volpini, l'assessore comunale alla sanità Carlo Girolametti e il sindaco Maurizio Mangialardi.

Il consigliere dell'Unione Civica Luigi Rebecchini ha ricordato come la richiesta della convocazione della commissione sanità si sia resa necessaria per chiedere a gran voce di fermare la soppressione dell'utic anche perchè frutto di due delibere regionali della Vigilia di Capodanno e del giugno scorso, delibere che "smantellano l'unità di terapia intensiva cardiologica, inaugurata con tante autocelebrazioni nel 2006 con la volontà di trasformare l'ospedale di Senigallia in un grande poliambulatorio". Rebecchini ha anche ricordato la "sofferenza di molti reparti perchè in sotto organico, i disagi otorino, gastroenterologia (vedi cartello affisso), la risonanza magnetica non ancora installata".

"I due atti citati non non riguarda questa area vasta ma interessa l'intero sistema sanitario nazionale. Esiste infatti una norma nazionale che rivede completamente il sistema e dà criteri stringenti su come deve essere configurato -ha spiegato il direttore generale Alessandro Marini- Per l territorio provinciale sarebbero previsti un ospedale di primo livello e due ospedali di base. Noi questo non lo abbiamo accettato e la nuova giunta regionale ha modificato questa previsione prevedendo la costituzione di un presidio unico di area vasta fatto su quattro plessi così da salvaguardare le attività ospedaliere. Dunque si ragiona sulla distribuzione delle unità operative sui quattro plessi, è cosa diversa che parlare di chiusura. Se avessimo fatto la somma delle 4 cardiologia dei 4 ospedali dalla provincia, ne avremmo chiuse 3. Senigallia in particolare non perde l'utic perchè resta in area vasta. Lo sforzo è quello di lavorare non considerando il singolo pezzo di ospedale ma l'area vasta così da salvaguardare i servizi, altrimenti la legge nazionale imporrebbe chiusure. L'assistenza per gli acuti ce l'hanno tutti gli ospedali, cambia solo la codifica dei servizi. Non c'è alcuna azione per comprimere il patrimonio sanitario di questa regione".

Nel suo intervento il direttore dell'area vasta 2 Maurizio Bevilacqua ha ricordato i "numeri" dell'ospedale di Senigallia. "Stiamo cercando di riallineare questo ospedale in passato penalizzato -ha detto Bevilacqua- Abbiamo inaugurato una nuova sala parto, riattivato la dialisi estiva che nel 2014 non c'era più e oggi effettua ben 300 prestazioni. Abbiamo completato l'iter per la nonima dei primari di nefrologia e centro trasfusionale. In totale sono stati stanziati un milione e 700 mila euro nel 2015 e un milione e 200 mila euro nel 2016 per gli investimenti. Abbiamo un nuovo sistema di radiologia digitale al pronto soccorso e tre ecografi multidisciplianari, due ecografi per cardiologia, endoscopi per gastroenterologia. Un altro milione e 600 mila euro è stato stanziato per la risonanza magnetica e acqusizione di una nuova ambulanza per i trasporti da ospedale a ospedale. Stiamo completando la riqualificazione del 6 piano del nuovo monoblocco dove ritornerà una parte della medicina. Questione personale: i medici non ci sono non perchè l'area vasta non ne vuole assumere ma perchè non si trovano per certe specializzazioni come pronto soccorso e anestesisti. Il 4 agosto ci sarà la prova di idoneità per quattro nuovi medici e due ne daremo a gastroenterologia. Ospedale di Senigallia è coordinatore della Brest Unit, l'unità senologica multidisciplinare che sarà d'esempio anche ad altre aree vaste. Ad oculistica con l'arrivo del dottor Liperra siamo tornati ai livelli di prestazioni precedenti la crisi del 2013 e nel 2016 abbiamo registrato 1485 prestazioni. L'otorino rientra in un progetto organico che prevede integrazione ospedale-territorio, dal 1 agosto ci sarà un otorino in più integrato da un collega in ambito territoriale".

"Tutti contestammo, in un consiglio grande sulla sanità nel 2013, il programma della precedente amministrazione regionale Spacca. Il piano di riordino è quello, anche se c'è stato uno sforzo di miglioramento da parte dei successori. C'è però anche un piano di ridordino che attiene alla politica locale e riguarda la redistribuzione delle risorse -ha affermato l'assessore comunale alla sanità Carlo Girolametti- Chiedemmo subito un riequilibrio per quel piano Spacca che spostava l'amministrazione a Fabriano e penalizzava l'ospedale di Senigallia rispetto a Jesi. Le branche chirugiche insieme all'utic sono fondamentali per caratterizzare un ospedale di primo livello quale ancora oggi Senigallia è. Senigallia non sarà mai un poliambuatorio. Vediamo storture e siamo molto attenti al riallineamento perchè nel momento in cui le scelte nazionali e regionali penalizzano Senigallia, chiediamo un riequilibrio che facciamo molta fatica a vedere per colpa di quel biennio 2013-2115 di gestione Spacca e Ciccarelli di cui stiamo ancora soffrendo. So che è stata chiesta una indagine conoscitiva delle risorse in campo nelle varie strutture ospedaliere e non prima di settembre sapremo la distribuzione delle risorse. Io chiedo di fare in modo che queste risorse siano il più aderenti possibili alla realtà. Noi vigiliremo sulla distribuzione delle risorse e invitiamo i cittadini ad essere presenti sempre come oggi".

Nel suo intervento il presidente della commissione regionale sanità Fabrizio Volpini ha annunciato la sospensione della delibera che prevede la soppressione dell'utic di Cardiologia. "In passato ricordo una reazione unitaria da parte della politica per la salvaguardia della sanità dove maggioranza e opposizione trovavano la sintesi, oggi però mi pare che questa unità non ci sia ed auspico un cambiamento di rotta in questo senso -ha esordito Volpini- . In questi giorni ho cercato, per le mie competenze di presidente della commissione sanità, di dare seguito a quanto detto nell'incontro avvenuto qualche settimana fa in ospedale tra me, i tecnici Storti e Morini (tecnici della delibera ndr), il direttore Bevilacqua e il sindaco Mangialardi in cui si voleva cambiare quella determina. Da quel giorno, per il ruolo che mi compete, ho lavorato per modificare quella determina che oggi è stata sospesa. Ma non basta. Per l'immediato futuro l'impegno è di guardare i carichi di lavoro che vengono fatti nelle tre cardiologie di Senigallia, Jesi e Fabriano e saranno i carichi e i volumi di lavoro a fare decidere dove lasciare le due utic disponibili e questo per non commettere quegli errori del 2013, frutto di un altro clima politico, quando la scelta dell'Utic a Fabriano teneva conto di altri parametri. E i carichi di lavoro danno ragione a Senigallia. Penso poi ad altre situazioni dell'ospedale di Senigallia. Avevamo una nefrologia bloccata, oggi è ripartita la dialisi estiva e abbiamo il primario, ostetricia e ginecologia ha il parto in analgesia in modo strutturato. Non esiste solo l'ospedale ma una serie di servizi come la prevenzione e le attività consultoriali che non danno nell'occhio ma che sono fondamentali perchè oggi l'emergenza è la cronicità e la non autosufficienza ed è la sfida che abbiamo di fronte. Questa sfida la si può combattere solo se pensiamo ad un altro modello di assistenza sanitaria, diversa, più leggera perchè l'allugamento della vita la si affronta con residenze protette, rsa dedicate, assistenza sanitaria e così via".

In conclusione il sindaco Maurizio Mangialardi ha assunto l'impegno di arrivare ad una unità di intenti anche con l'opposizione. "Per questa città la sanità regionale deve avere un occhio di riguardo perchè siamo 45 mila e 100 mila in estate e non può essere che non venga tenuto conto di questo. Ringrazio il presidente della commissione regionale sanità per i risultati ottenuti grazie alla sua tenacia, capacità e competenza nell'avviare progetti per il territorio. Poi ci sono provvedimenti nazionali che non sono competenze locali. Rispetto alle determine 361 e la 481, queste sono state sospese per aprire un confronto e trovare una soluzione.  Voglio chiudere la commissione con un impegno Quello di arrivare ad un documento condiviso per la salvaguardia della nostra sanità. Ringrazio Marini e Bevilacqua perchè insieme hanno scritto un documento per mettere in sicurezza la nostra struttura. Ringrazio anche Paradisi e Rebecchini per l'ordine del giorno e vorrei che non ci fermassino in consiglio comunale per non cercare la bandierina e l'applauso. Serve l'unità per una battaglia comune".





Questo è un articolo pubblicato il 24-07-2017 alle 22:00 sul giornale del 25 luglio 2017 - 1919 letture

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