Tassa di Bonifica: le Marche virtuose. In altre Regioni si paga anche per gli immobili urbani

Tassa di Bonifica Consorzio di Bonifica delle Marche 14/06/2017 - In Emilia di Romagna la tassa di bonifica si paga anche per gli appartamenti che si trovano al mare. La stessa cosa accade in molte altre Regioni ( Umbria, Toscana, Abruzzo ecc.) dove a pagare sono anche gli immobili urbani.

Il sistema marchigiano invece è virtuoso, in quanto obbliga a pagare i soggetti gestori, che poi si rivalgono addebitando la tassa di bonifica in bolletta, ma senza il ricarico dei costi amministrativi. Tutto ciò comporta che per una famiglia, il costo complessivo annuo sia inferiore a 2 euro.

"Il sistema introdotto dalla regione Marche per fare adempiere alle abitazioni - spiega il presidente del Consorzio di Bonifica Marche, l'avvocato Claudio Netti - ha fatto abbattere drasticamente le spese a carico delle famiglie. In merito alla necessità che a pagare la tassa di bonifica siano anche le abitazioni urbane, come spiega bene anche il Consorzio dell'Emilia Romagna, "in pianura, il beneficio idraulico portato alle abitazioni in aree urbane deriva dalla raccolta, regimazione e allontanamento delle acque di pioggia per la riduzione del rischio idraulico e il controllo dei livelli di falda attraverso la manutenzione e l'esercizio delle reti, impianti ed opere idrauliche". Oggi ci troviamo sempre più a dover affrontare eventi climatici esasperati, che spesso riversano al suolo quantità enormi d'acqua. Anche a seguito dello sviluppo urbanistico sfrenato degli ultimi 50 anni, che ha visto costruzioni spesso attaccate all'alveo dei fiumi, il rischio di inondazioni nelle città della costa è enormemente aumentato. Un tempo non esistevano colline completamente glabre e le stesse coltivazioni (frutteti, vigneti e uliveti) contribuivano a mitigare i rischi. Oggi invece, dobbiamo combattere un dissesto diffuso, che spesso causa danni enormi. Grazie al lavoro compiuto negli ultimi anni dal Consorzio di Bonifica, stiamo cercando di contenere i rischi, anche attraverso l'uso delle nostre dighe, che sostituiscono nel loro ruolo strategico, le casse di espansione, e quindi laminano le piene dei fiumi, salvando le popolazioni a valle. Per tutto questo, anche i cittadini che abitano sulla costa ricevono certamente un beneficio. Pagare dunque meno di 2 euro all'anno non dovrebbe essere avvertito come un sacrificio, ma come un doveroso contributo".

Un sistema virtuoso dunque, quello applicato nelle Marche, ma non ancora perfettamente integrato. Se i gestori di Pesaro ed Ancona si sono adeguati, quelli di Macerata, Fermo ed Ascoli ancora tentennano. " E' il solito problema italiano - commenta Netti - c'è chi osserva le leggi e chi è restio ad osservare il principio di legalità, assumendo comportamenti provinciali che non onorano le popolazioni amministrate".


da Consorzio di Bonifica delle Marche




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-06-2017 alle 15:33 sul giornale del 15 giugno 2017 - 910 letture

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