Tumori cerebrali, a Pesaro convegno per tracciare un nuovo modello organizzativo marchigiano

Letterio Morabito, direttore dell’ Unità di Neurochirurgia degli Ospedali Riuniti Marche Nord 08/06/2017 - Sabato 10 giugno un convegno per creare sinergie sul territorio e fare il punto sulle ultime scoperte nella lotta alle neoplasie cerebrali. Letterio Morabito, curatore scientifico dell’evento: “I professionisti devono collaborare. Al San Salvatore attivati protocolli sperimentali”.

Mettere in rete le strutture sanitarie presenti sul territorio per assicurare ai pazienti affetti da tumori cerebrali il miglior percorso di cura, attraverso una presa in carico tempestiva e multidisciplinare. Della necessità di un nuovo modello organizzativo, ma anche delle nuove frontiere della terapia oncologica si parlerà nel convegno “Tumori cerebrali nella rete ospedaliera marchigiana: dalla diagnosi al trattamento”, in programma sabato 10 giugno a Pesaro, dalle 9 alle 15.30, nell’Auditorium di Palazzo Montani Antaldi.

“Nelle Marche – spiega Letterio Morabito, direttore dell’ Unità di Neurochirurgia degli Ospedali Riuniti Marche Nord, che insieme al direttore dell’Unità di Oncologia, Rodolfo Mattioli, ha organizzato il congresso – si possono ipotizzare 75 nuovi casi di gliomi, ovvero tumori che si sviluppano nel cervello, diagnosticati ogni anno. La loro diffusione e la complessità di trattamento rappresentano una sfida per le equipe mediche di tipo multidisciplinare, ma la distanza tra le strutture sanitarie distribuite sul territorio richiede un maggior coordinamento per accompagnare il paziente lungo un percorso che lo faccia sentire al sicuro”. Il dottor Morabito sottolinea come, per combattere i tumori cerebrali, la sanità marchigiana sia in grado di attuare tutte le terapie con validità scientifica. “Ma – aggiunge – i professionisti che operano in questo campo interagiscono con difficoltà e ciò determina ritardi e disguidi. Se non è possibile costruire un policlinico per ogni cittadina delle Marche, dovranno essere i medici a costruire un policlinico intorno ad ogni paziente”.

La giornata rappresenta un’importante occasione per gli specialisti provenienti dalle principali strutture ospedaliere della regione di incontrarsi, interagire e condividere le proprie idee, contribuendo a costruire, con l’apporto di Riccardo Soffietti e Alessandro Ducati, luminari dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria Città della Salute di Torino, il “percorso marchigiano” da offrire ai pazienti affetti da neoplasie cerebrali.

Un convegno, dunque, dedicato ai tumori cerebrali dal punto di vista dei medici e dei malati per fare il punto sulle criticità dell’attuale modello organizzativo e individuare soluzioni in un’ottica di gestione del cambiamento, con i riflettori accesi anche sui progressi della medicina in questo campo. “A Pesaro – spiega Morabito – sono stati attuati tutti i protocolli necessari ad aderire ai nuovi studi scientifici e reclutare i pazienti per le terapie in sperimentazione”.

Nell’incontro, che seguirà le tappe di un ipotetico iter diagnostico – terapeutico, verranno analizzate le diverse metodiche disponibili e utilizzate in moltissimi centri delle Marche sia pubblici che privati, gli approcci chirurgici per ottenere l’asportazione radicale del tumore, gli studi istologici e molecolari e i trattamenti più indicati di chemioterapia e radioterapia.

LO SCENARIO ATTUALE
Nelle Marche la diagnosi dei tumori cerebrali è attualmente possibile in qualsiasi centro privato o pubblico che disponga di una Tac e di una Risonanza Magnetica. Successivamente, i due ospedali di riferimento, che dispongono di una Neurochirurgia, sono il San Salvatore di Pesaro e Torrette di Ancona. L’unità di Neurochirurgia degli Ospedali Riuniti Marche Nord è diretta dal dottor Letterio Morabito, mentre quella della cittadella sanitaria anconetana dal professor Massimo Scerrati. Il momento chirurgico è importante per l’asportazione della lesione e per la diagnosi istologica necessaria a stabilire il protocollo di terapia più adeguato. Lo sforzo di asportazione radicale del tumore contraddistingue il lavoro di Pesaro, che ha sviluppato tecniche chirurgiche all’avanguardia e che si avvale della collaborazione del professor Riccardo Soffietti dell’Università di Torino per il supporto oncologico e la valutazione dei protocolli più aggiornati sui singoli pazienti. All’interno del San Salvatore è anche presente una sezione di Neuro-Oncologia, che si occupa di seguire tutto l’iter terapeutico dei pazienti operati (radioterapia, chemioterapia e terapie immunologiche), e di aderire agli studi di neuro -oncologia più innovativi. La radioterapia può essere eseguita negli ospedali di Pesaro, Ancona e Macerata, che, però, non hanno a disposizione la strumentazione per la radiochirurgia. I reparti di Oncologia diffusi sul territorio sono in grado di seguire i pazienti per le chemioterapie, ma spesso non hanno la possibilità di dedicare uno dei medici a questo tipo di patologie, mentre andrebbe cercata una soluzione per mantenere comunque alto il livello di aggiornamento.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-06-2017 alle 08:32 sul giornale del 09 giugno 2017 - 1561 letture

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