Ancona: la città blindata a ridosso del G7 di Taormina. Sorvegliata via terra, via mare e via cielo

Elicottero polizia di stato 12/05/2017 - Anche Ancona blindata a ridosso del G7 di Taormina. Sorvegliata via terra, via mare, via cielo. Due arresti da parte della Polizia di Frontiera. Tra passaporti falsi e titoli di viaggio contraffatti.

Da giorni il capoluogo dorico viene battuto palmo a palmo, a 360° dalla Polizia di Stato, impegnata in un’attività di prevenzione e repressione di ogni forma di reato, con particolare riguardo ai reati predatori, al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e all’immigrazione clandestina Per quanto riguarda i flussi migratori, infatti, in concomitanza con l G7 di Taormina, dal 10 al 30 maggio sono stati temporaneamente sospesi gli accordi di Schengen per la libera circolazione delle persone, con il provvisorio ripristino dei controlli documentali alle frontiere interne. Il porto di Ancona e l’aeroporto di Falconara sono particolarmente attenzionati dalla Polizia: due “porte” strategiche che si affacciano al centro dell’Italia. La Polizia alza la guardia e il Questore Oreste Capocasa da ieri ha messo in campo decine e decine di poliziotti, di tutte le specialità: equipaggi della Squadra Volante, delle Unità Operative di Primo Intervento, Unità Cinofile, Squadra Nautica, pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine Umbria e Marche, equipaggi della Polizia di Frontiera, della Stradale, della Polfer, pattuglie in borghese della Squadra Mobile, della DIGOS e finanche un equipaggio del Reparto Volo di Pescara. Ieri pomeriggio oltre 100 gli agenti impiegati via terra, via mare e via cielo, hanno operato simultaneamente, tessendo ora dopo ora una rete di controlli e di ispezioni.

I risultati non sono mancati: 2 arresti, denunce, 3384 persone controllate, 869 cittadini extracomunitari identificati, 1783 veicoli controllati, 13 locali controllati, 32 posti di controllo. Al fianco dei poliziotti, che operavano in costante copertura aerea, vi era l’occhio attento e vigile dell’elicottero dell’11° Reparto Volo di Pescara che sorvolando tutti gli obiettivi del capoluogo riusciva a monitorare persone e veicoli in movimento, “il Sistema Mercurio” la nuova piattaforma tecnologica della Polizia di Stato per il controllo del territorio, fissato sulla plancia delle pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine, i tablet in uso alla Squadra Volante che in tempo reale permette consultazioni e segnalazioni alla Banca Date Interforze.

Giovedì, alle ore 14.30 circa, al Porto di Ancona, gli agenti della Polizia di Frontiera, durante il controllo dei documenti ai passeggeri in arrivo nel capoluogo a bordo di una nave proveniente da Atene ponevano particolare attenzione a un passaporto di un cittadino indiano, classe 1975, sul quale vi era stato apposto al suo interno un permesso rilasciato apparentemente dall’autorità greca per autorizzarlo a circolare nell’area Schengen. Da un attento esame al titolo di viaggio i poliziotti notavano delle cancellature sulla data di scadenza del passaporto e analizzando nel dettaglio il permesso di circolazione si avvedevano che era palesemente difforme da quelli originali rilasciati dalla Grecia. Accompagnato presso gli Uffici dell’Ufficio di Frontiera presso lo scalo Marittimo venivano accertate le esatte generalità e dopo le formalità di rito veniva tratto in arresto.

Sempre nel pomeriggio di giovedì, intorno alle 18, gli agenti della Polizia di Frontiera presso l’aeroporto Raffaello Sanzio di Falconara Marittima notavano un cittadino straniero che nel procedere alle operazioni di imbarco per un volo diretto in Belgio manifestava un inspiegabile nervosismo tentando di affrettare le operazioni e cercando di recuperare in fretta e furia il passaporto ordinario che aveva presentato. Grazie alla professionalità e all’intuito gli agenti, visionando il titolo di viaggio scoprivano che non vi erano gli elementi di sicurezza nella prima e seconda pagina che riportava le generalità dell’intestatario, la descrizione fisica e le validità del documento.

Da un attento esame, le pagine originali ed ufficiali erano state sapientemente tolte e sostituite ad arte con quelle contraffatte. Il cittadino originario della Guinea, classe 1984, residente in provincia di Macerata si era creato una nuova identità la cui fedina penale era immacolata, tanto da ottenere anche un permesso di soggiorno con le false generalità. Sottoposto ai rilievi fotodattiloscopici emergeva l’esatta identità dell’uomo che, dopo le formalità di rito, veniva tratto in arresto.





Questo è un articolo pubblicato il 12-05-2017 alle 23:53 sul giornale del 13 maggio 2017 - 1023 letture

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