Sanità, FP CGIL AV2: 'Ma il Ministro Padoan ha capito cosa fa l'ASUR?'

Fp Cgil 06/05/2017 - In occasione del question time del 27 aprile alla Camera dei Deputati della Repubblica, abbiamo ascoltato la “non risposta” del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, alla giusta interrogazione numero 32980 della deputata jesina Maria Valentina Vezzali del Gruppo Scelta Civica – ALA CLP – MAIE.

La deputata, proprio contro il “taglio” di oltre 1 milione e 200 mila euro operato complessivamente a danno dei fondi contrattuali dell’Area del Comparto dell’Area Vasta 2 nell’intero biennio 2015-2016, aveva infatti depositato una precisa interrogazione a risposta scritta in data 23 novembre 2016.

Specificatamente, un “taglio” di oltre 600 mila euro a danno del fondo “del lavoro straordinario, del servizio di pronta disponibilità e delle indennità per particolari condizioni di disagio, pericolo e danno”, e di oltre 600 mila euro a danno del fondo “delle progressioni economiche orizzontali, dei coordinamenti e posizioni organizzative”.

In essa, correttamente, si evidenziava l’irregolarità dei “tagli” operati a danno dei fondi, sia per il fatto di essere stati apportati “retroattivamente” sia sul 2015 che sul 2016, nonché di aver reso “asimmetrici ed incapienti” i medesimi fondi, sul 2017 e per gli anni a venire.

Nello specifico dei “tagli”, la deputata, giustamente chiedeva spiegazioni come mai, in maniera non conforme, l’A.S.U.R., contrariamente a quanto indicato dallo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze, discriminasse il personale “con rapporto di lavoro a tempo determinato supplente, straordinario e quello da stabilizzare” circa la quantificazione dei fondi, prendendo in considerazione solamente il personale a tempo indeterminato.

Il Ministro Padoan, che ovviamente non ha potuto sottrarsi nel dar subito ragione alla deputata, rispondendo “che debba intendersi tutto il personale in servizio” – quindi sia il personale a tempo indeterminato che quello a tempo determinato – “in quanto interamente destinatario delle indicazioni dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro”, ha purtroppo omesso di stigmatizzare l’errore commesso dall’A.S.U.R., cosa che un Ministro avrebbe dovuto fare, senza lasciarsi condizionare (probabilmente) dal colore governativo della Regione Marche.

Clamoroso peraltro che un Ministro del Ministero dell’Economia e delle Finanze non ricordi che l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, in ordine all’assistenza sulla Contrattazione Integrativa ed uniforme applicazione dei Contratti Collettivi, abbia scritto all’I.G.O.P. (Ispettorato generale per gli ordinamenti del personale e l’analisi dei costi del lavoro pubblico), un Organismo facente parte dello medesimo Ministero dell’Economia e delle Finanze, affermando che le risorse del fondo del lavoro straordinario e disagio, per la loro specifica finalità cui sono destinate dalla legge e dalla contrattazione collettiva, non devono e non possono manifestare una correlazione diretta ed automatica con il numero dei dipendenti in servizio, sussistendo una correlazione inversa, considerato che, proprio in presenza di una riduzione del personale, al fine di garantire la continuità dei L.E.A., si potrebbe determinare presso un Ente del Servizio Sanitario Nazionale una maggiore esigenza di ricorso a tale fondo.

La restante risposta del Ministro è risultata addirittura completamente fuori tema rispetto alla interrogazione.

Il Ministro ha spiegato che esiste uno mirato finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale per la “stabilizzazione”.

Ma ha dimenticato, il Ministro, di specificare che la legge da Egli stesso richiamata, la numero 232 dell’11 dicembre 2016, si rivolge sì alla “stabilizzazione”, ma a quella relativa agli anni 2017 e 2018, mentre, pur non essendo ciò l’argomento dell’interrogazione – dovrebbe essere nota al Ministro la differenza tra Budget assunzionale normativamente consentito in base alle periodiche norme di finanza pubblica dedicato alla “stabilizzazione” e la quantificazione dei fondi contrattuali computando tutto il personale effettivamente in servizio nell’intero anno – a causa dei “tagli” giustamente lamentati dalla deputata, le “stabilizzazioni” che erano previste per l’Area Vasta 2 per l’anno 2016, non sono state ancora portate a compimento !

Ben 67 i precari aventi diritto per l’anno 2016 – di cui 40 Infermieri, 25 Operatori Socio Sanitari, 1 Tecnico della Prevenzione ed 1 Assistente Sociale – che ancora aspettano di fare le prove esame-colloquio per essere “stabilizzati” !

Questo personale non solo non è stato preso in considerazione per la definizione di ponderati fondi contrattuali, ma ora i fondi contrattuali resi “incapienti”, non possono essere sufficienti per sostenere anche i trattamenti economici del personale derivante dai processi di stabilizzazione, non essendolo nemmeno per il personale di ruolo in servizio !

La regola prevede di assumere il valore dei fondi anno 2015 quale limite invalicabile per i fondi da definire dal 2016 ed anni successivi, ma se i fondi 2015 sono irregolarmente quantificati, “tagliati”, ecco che i fondi successivi al 2015 non potranno mai essere “capienti e proporzionati” per tutto il personale effettivamente in servizio nell’intero anno, considerato che di esso farebbe parte il c.d. personale “assumibile”, tra cui appunto il personale da “stabilizzare”.

Quanto prescritto dal Protocollo d’Intesa regionale firmato il 27 febbraio dal Presidente Luca Ceriscioli – “di rifare, in autotutela, in maniera ESATTA i fondi contrattuali nelle Aree Vaste” – al momento rimane inapplicato a causa dell’ostruzionismo dell’A.S.U.R., la quale da una parte ha ricavato 5,3 milioni di euro dal “taglio” dei fondi contrattuali dei lavoratori e delle lavoratrici delle Aree Vaste, dall’altra ha già speso 15 milioni di euro per comprare la Palazzina dell’Interporto!



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-05-2017 alle 08:36 sul giornale del 08 maggio 2017 - 760 letture

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