Morto Carlo Riva, l’ingegnere di Sarnico che trasformò l’azienda in un cantiere del lusso. Il lutto colpisce anche Ancona

Carlo Riva 11/04/2017 - Morto Carlo Riva, l’ingegnere di Sarnico che trasformò l’azienda di famiglia in una cantiere del lusso. Il lutto colpisce anche i suoi cantieri, ora del gruppo Ferretti, di Ancona.

La storia dell'ingegnere di Sarnico che dalle rive del lago d’Iseo ha trasformato l’azienda di famiglia in una cantiere del lusso conosciuto in tutto il mondo risuona anche ad Ancona. Il gruppo omonimo, ora in mano ai Ferretti, costruisce yacht di super lusso anche nel cantiere anconetano Cnr. Addio così alla veneranda età di 95 anni  ad un ingegnere che fece della nautica una esperienza di lusso. Ora il mondo della nautica di tutto il mondo piange Carlo Riva, scomparso lunedì nella sua Sarnico.

A ricordare l'Ingegnere Riva proprio Alberto Galassi, Amministratore Delegato Ferretti Group. “Ci ha lasciato Carlo Riva, il più grande di tutti. Il mondo perde un geniale creatore di barche, un maestro di stile, un gigante della storia industriale e imprenditoriale della nostra Italia. Io, personalmente, perdo un maestro, un esempio di genialità, d’impegno e di amore per il lavoro”.

L’ingegnere ha insegnato a tutti noi cosa significano visione, creatività e passione. La sua inesauribile energia innovativa ne fa l’indiscusso Maestro della nautica del XX secolo, un uomo le cui straordinarie creazioni appartengono già alla storia. Le barche di Carlo Riva saranno per sempre le più belle del mondo, fonte d’ispirazione per tutti noi che sentiamo, forte, la responsabilità di custodire e portare nel futuro il più importante marchio della nautica mondiale”.

LA STORIA. Nato a Sarnico il 24 febbraio 1922, nel periodo leggendario della motonautica, all’inizio della produzione dei primi scafi da corsa, fu animato fin dalla più giovane età da una passione sconfinata per le barche e per il lavoro del cantiere. Nell’azienda di famiglia entrò da giovanissimo, seguendo le orme del padre Serafino, e prima ancora del nonno Ernesto e del bisnonno Pietro, fondatore dell’azienda nel 1842. Nel 1954, Carlo inaugurò il nuovo avveniristico cantiere - ancora oggi tutelato dalla Sovrintendenza ai Beni Artistici e Architettonici - e lo organizzò con un’impostazione produttiva all’avanguardia. Negli stessi anni trasformò l’idea stessa di barca: da strumento di lavoro, mezzo di trasporto merci e passeggeri o “bolide” da competizione nelle prime gare in acqua, a oggetto di piacere e lusso, creando un prodotto unico per estetica e funzione, eleganza e cura dei particolari. Carlo è l’artefice dell’età dell’oro di Riva, il Maestro che ha trasformato il marchio e le sue barche in uno status symbol, grazie a modelli come Ariston e Tritone, Sebino e Florida, fino al “mito” Aquarama, presentato nel 1962. Imbarcazioni diventate oggetto del desiderio per aristocratici, attori, campioni dello sport, uomini d’affari e celebrità di ogni genere. Tra i tanti: Sophia Loren, Brigitte Bardot e Liz Taylor, Sean Connery e Jean Paul Belmondo, Richard Burton e Jackie Stewart. Oltre a reali, principi e sceicchi in ogni parte del mondo. Nei decenni ’50 e ’60, quelli della ricostruzione industriale italiana e del “miracolo economico”, dominati dal mito della velocità e dell’auto da corsa, Carlo Riva intuisce lo spirito dei tempi e produce barche in legno dal design inconfondibile. Queste opere d’arte nautica si distinguono da subito per l’utilizzo di materiali pregiati, l’attenzione rigorosa ai dettagli e la cura artigianale con cui vengono realizzate. Ecco Ariston, di cui l’Ingegnere dice: “Disegnato con amore, nato forte e puro come un cavallo di razza. Indimenticabile! Il mio signore del mare”. Capostipite dei motoscafi e lussuosa “auto d’acqua”, viene seguita da Tritone, il primo bimotore. Poi è la volta di Sebino, che inaugura la produzione in serie, e di Florida, che nel nome vuole omaggiare gli Stati Uniti e la magia che lo stato americano porta con sé. Le imbarcazioni prodotte sotto la guida di Carlo Riva sono partite tutte da un’idea geniale che ha anticipato un’esigenza, lanciando una moda mai fine a se stessa ma frutto di una ricerca progettuale e costruttiva che ha sempre fatto la differenza. Nel 1962, con la produzione di Aquarama, Riva conquista lo scettro di cantiere simbolo della nautica. Nel primo anno di produzione vengono venduti 21 esemplari, l’anno successivo esce la versione Super. Aquarama resta in produzione fino agli anni ’90, e l’ultima unità, la #784, è ancora oggi conservata presso il museo del Cantiere, a Sarnico. L’Ingegner Riva dimostra nuovamente la sua lungimiranza imprenditoriale quando nel 1969 crea la prima barca in vetroresina, dimostrando grande capacità innovativa nel rispetto dei valori tradizionali. Lo spirito imprenditoriale, unico e inesauribile, non si riconosce solo nelle imbarcazioni che realizza ma anche nella capacità di prevedere esigenze e opportunità. Anticipando i bisogni degli armatori, progetta infatti i Riva Boat Service, nati per l’assistenza tecnica e la vendita .Dopo aver lasciato il cantiere nel 1972, sposta il centro dei suoi interessi sul Porto Turistico Internazionale di Rapallo, che gli viene dedicato il 25 luglio 1975 e che da allora porta il suo nome. Nel 2005, nel Principato di Monaco, “casa prediletta” di Riva in Costa Azzurra, Alberto II di Monaco lo insignisce del titolo di “Personnalité de la Mer”.

Carlo Riva l'uomo dai mille consigli, ma anche vicinanza e appoggio ai Cantieri Riva: presente fino all'ultimo, la scorsa primavera era al debutto di “Rivamare” ultimo capolavoro dei cantieri di Sarnico. Carlo Riva si è spento serenamente, forse, come diceva egli stesso “con un po’ di nostalgia nel rivivere la galoppata della mia bella vita di barcaiolo”.





Questo è un articolo pubblicato il 11-04-2017 alle 23:54 sul giornale del 12 aprile 2017 - 871 letture

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