La cultura della differenza sposa la poesia di Montale: doppio incontro a San Severino con Zanardo e Mancini

10/04/2017 - A chi le chiede: “Di cosa si occupa?” lei orgogliosamente dichiara di essere “attivista per i diritti delle donne”.

Un lavoro che svolge a tempo pieno Lorella Zanardo, scrittrice, documentarista, coautrice del documentario “Il Corpo delle Donne”, visto online da 12 milioni di persone al mondo, tradotto in più lingue, autrice dell’omonimo libro edito da Feltrinelli.

La Zanardo è intervenuta insieme al prof. Roberto Mancini, domenica 9 aprile nella Sala del Cinema Italia di San Severino Marche all’incontro dal titolo: "La rappresentazione delle Donne nei media: analisi di pregiudizi e stereotipi. La cultura del dono". L’evento, a cui hanno preso parte come pubblico anche alcune rappresentanti della Consulta delle Donne di Tolentino, è stato inserito nel ricco calendario di iniziative che affiancano la mostra “Amare un’ombra. Omaggio a Montale poeta e pittore”, ospitata nelle sale della Pinacoteca di San Severino Marche, promossa dall’Associazione “Archivio storico tipolitografia C. Bellabarba”, con il patrocinio del Comune e di numerosi enti.

L’incontro, aperto dai saluti coordinati dall’avvocato Francesco Rapaccioni, direttore artistico di “I Teatri di San Severino”, ha visto la partecipazione del Sindaco di San Severino Marche Rosa Piermattei, che ha voluto ringraziare la prof.ssa Donella Bellabarba, direttrice artistica della mostra su Montale, per la valorizzazione culturale che sta portando avanti con grande passione e professionalità a beneficio dell’intera comunità.

Nel suo saluto Ninfa Contigiani, presidente del Consiglio delle donne di Macerata ha ricordato che è necessario continuare a riflettere sulla questione femminile. Quello che lei presiede è un organo amministrativo composto in totale da 54 donne tra assessore, consigliere e rappresentanti di enti pubblici, che insieme propongono temi e pareri consultivi all'amministrazione comunale rispetto le problematiche della città e la loro possibile soluzione procedendo con uno sguardo di genere. Il Consiglio delle Donne di Macerata ora si sta interrogando sul come sia possibile invitare anche gli uomini a partecipare a questi organi. Ha voluto porre l’accento sulle amicizie marchigiane di Eugenio Montale la prof.ssa Donella Bellabarba, componente l’“Archivio storico tipolitografia C. Bellabarba”, anima de “Gli Incontri” inseriti nel cartellone della mostra che celebra il 50esimo anniversario degli “Xenia”, la raccolta poetica che il Nobel dedicò alla moglie Drusilla Tanzi, a tre anni dalla sua scomparsa, stampata dalla tipografia settempedana.

A 120 anni dalla nascita di Montale, la Bellabarba ha ricordato che San Severino Marche è l’unica realtà del centro Italia a presentare una mostra originale come questa, che mette insieme anche alcuni inediti schizzi di quel Montale-pittore amico dei maestri Scipione, Bartolini e altri. Partire dal territorio per arrivare fuori e vedere negli “Xenia” una delle possibilità di sviluppo di quella economia del turismo, oggi parzialmente compromessa dal terremoto e come occasione per far riflettere la comunità sul tipo di società che si vuol avere.

Ecco allora che il binomio Xenia/Drusilla, parla di una relazione intesa come scambio e condivisione, offrendoci una concezione della donna come essere vitale, capace di vedere oltre le apparenze e smascherarle, tematiche approfondite durante il pomeriggio dal professor Roberto Mancini, ordinario di Filosofia Teoretica presso l’Università di Macerata, membro del Direttivo dell’Università per la Pace delle Marche. Partendo dalla dipendenza che può portare la rincorsa al potere, il professore propone un processo educativo che richiede la cultura dei generi. Nelle differenze c'è infatti una ricchezza di umanizzazione. Per Mancini occorre riaprire il dialogo tra i generi, le generazioni e le culture. La comunità è un modo, non un luogo, in cui ciascuno è valore vivente. Vivere è convivere e non sopravvivere, ciò ci porta a vedere il tutto in una nuova prospettiva. Il valore dell’esistenza sta nelle relazioni, aldilà della felicità privata. La relazione si fonda sull' accoglienza reciproca, sulla cultura del dono, per generare insieme una risposta creativa alle fragilità umane. Dunque è importante ripartire da una lettura critica del rapporto tra donne e uomini per ricostruire una società “comunitaria”, che è tale perché ognuna e ognuno viene accolto e rispettato nella sua dignità.

Di questo ne è convinta anche la Zanardo, che partendo dalla visione del documentario “Il corpo delle donne”, realizzato anche insieme a Cesare Cantù, presente con lei in sala, ha affrontato alcune questioni relative al pregiudizio diffuso nella mentalità corrente circa il corpo e l’immagine delle donne. Per la Zanardo vi è l’esigenza dell’educazione a una vera reciprocità tra donne e uomini, in un incontro tra generi dove nessuno viene umiliato. Occorre restituire al Femminile la sua autorevolezza. I modelli dei media hanno proposto negli anni la scomparsa della soggettività femminile, mettendo invece in primo piano l’oggettivazione della donna, perpetrata poi anche dalle stesse donne in un processo di auto-oggettivazione ancora in corso. Partendo dalle giovani generazioni sarà possibile instaurare un giusto equilibrio, fornendo ai ragazzi innanzitutto i giusti strumenti di critica e consapevolezza quando si rapportano con il mondo delle immagini.

La Zanardo da anni si sta battendo perché in Italia venga istituita una materia già presente in molti Stati Europei: la media education, strumento per decodificare i messaggi mediatici, per proteggersi e difendersi dagli stereotipi proposti. Ideatrice del percorso educativo “Nuovi Occhi per la TV”, che propone l’educazione all’immagine per i giovani come strumento di cittadinanza attiva, la Zanardo ha scritto sul tema sempre per Feltrinelli, il libro “Senza Chiedere il Permesso”.

Dopo l’incontro di domenica, lunedì 10 aprile Lorella Zanardo è stata ospite nell'Aula magna dell'Istituto Ercole Rosa, degli studenti delle classi IV e V dell'ITTS "Divini", dell'IPIA "Ercole Rosa" e dell'Istituto "Bambin Gesù" di San Severino Marche, molto attenti verso i temi proposti. La Zanardo è convinta che un’altra televisione è possibile solo se saranno i cittadini a chiederla.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-04-2017 alle 16:41 sul giornale del 11 aprile 2017 - 1141 letture

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