Ceroni (FI): "Sul terremoto Governo inefficiente, le risorse stanziate una miseria rispetto alle necessità"

Remigio Ceroni 06/04/2017 - "Sul terremoto dopo sette mesi siamo al punto di partenza. Siete riusciti a scontentare tutti, cittadini, imprese, professionisti. I sindaci hanno perfino minacciato di riconsegnare la fascia al prefetto, seppelliti dalla burocrazia più che dalle macerie".

Così il senatore Remigio Ceroni, coordinatore regionale di Forza Italia Marche, si è espresso ieri al Senato, durante la sua dichiarazione di voto sul decreto terremoto. “ Il Governo non ha saputo affrontare questa grave calamità in maniera efficace ed efficiente, dimostrandosi ancora una volta inadeguato – denuncia Ceroni - siamo al terzo decreto-legge e sono state emanate 18 ordinanze commissariali”. Nel suo discorso il senatore ha evidenziato i numeri del ritardo nel fronteggiare la situazione di emergenza: in sette mesi sono state installate 63 casette rispetto alle 3.000 necessarie, su 1.400 stalle ne sono state consegnate soltanto 33.

“Il sostegno alle imprese danneggiate dal sisma è ancora da venire. L'indennità una tantum di 5.000 euro a favore dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, delle attività commerciali, delle attività autonome e professionali non si sa che fine abbia fatto – ha proseguito Ceroni – i sopralluoghi sono ancora in alto mare. La ricostruzione è al punto di partenza sia quella leggera, che quella pesante. Pensate che non sono state neppure rimosse le macerie a distanza di sette mesi”.

Riguardo al bando per acquistare immobili da destinare agli sfollati, evidenzia il senatore: “Vi avevamo suggerito di acquistare gli appartamenti invenduti sul territorio per collocare le famiglie che avevano perduto la casa. Ci siete arrivati dopo nove mesi, ma è evidente che non li volete acquistare, perché il bando che avete fatto stilare prevede dei criteri in forza dei quali gli immobili acquisibili saranno solo poche decine – ha aggiunto - svete voluto a tutti i costi acquistare le Soluzioni abitative in emergenza (Sae) al costo di 1.280 euro al metro quadrato, a cui si aggiunge l'urbanizzazione, ma si capisce che qui c'è di mezzo il Consorzio nazionale servizi di Bologna e guai a deviare dalla scelta.

A chi le ha pronte a un prezzo più basso del 30 per cento, la Protezione civile ha risposto di partecipare alla prossima gara”. Riguardo al piano Anas Ceroni ha rilevato che “praticamente non è stato fatto ancora nulla. I cimiteri sono ancora bare a cielo aperto. I fondi stanziati sono totalmente insufficienti e risibili rispetto ai 23,5 miliardi di euro di danni stimati: 1,7 miliardi di euro stanziati per il 2016-2017 sono una miseria rispetto alle necessità”.

Ha concluso il senatore marchigiano: “Per i Comuni si doveva prevedere compensazioni delle entrate, ridotte per effetto delle esenzioni e delle sospensioni, procrastinare le rate dei mutui, i sindaci giustamente temono di essere costretti a chiudere in dissesto i bilanci. Da ultimo, era opportuno prevedere l'istituzione della zona economica speciale (Zes) per favorire le imprese che vogliono ripartire e investire nei territori terremotati. Senza un incentivo chi volete che vada lì a investire. Per addolcire la pillola di nuove tasse agli italiani diranno che servivano gli aiuti per le zone terremotate”.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-04-2017 alle 11:00 sul giornale del 07 aprile 2017 - 466 letture

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