Celani: "Ancora traslochi nella sanità del Piceno?"

Piero Celani 28/03/2017 - Un altro pezzo della sanità picena pare destinato a traslocare. Questa volta tocca al 118 che da via degli Iris dovrebbe trasferirsi in quel di Ancona. Non c’è che dire. La rivoluzione in campo sanitario promessa da Ceriscioli si sta rivelando sempre più, se mai ve ne fosse stato bisogno, una visione nordcentrica della regione.

Le Marche per il governatore-assessore alla sanità, evidentemente finiscono ad Ancona o nei suoi pressi. Tutto il resto del territorio è da scartare. Buono per essere ricordato in campagna elettorale ma per il resto…. Per il resto, giù in quella parte sud della regione non vale proprio la pena di investire anche in campo sanitario. Basta un’aspirina e per il resto tutti ad Ancona. Così dopo la radioterapia, ultima o penultima in ordine di tempo, ora tocca al 118 che la gestione pesaro-anconetana della regione vorrebbe nel capoluogo.

Per carità, nessuna polemica campanilistica. Ci mancherebbe. Ma sarebbe tempo che il prof. Ceriscioli ponesse rimedio alla sua politica sanitaria che doveva essere il fiore all’occhiello della sua gestione e che invece si sta rivelando un clamoroso flop. Accentrare tutto nel capoluogo regionale significa disconoscere quanto sia importante la conoscenza dei territori per poter garantire risposte tempestive ed efficaci alle popolazioni, così come il 118 Piceno ha dimostrato nell'emergenza terremoto. Chiudere la centrale operativa del 118 di Ascoli, che è l'unica che già serve due Province (Ascoli e Fermo) e che è la seconda più grande della Regione per bacino d'utenza, rappresenta quindi un ulteriore affronto alla sanità del sud delle Marche. Tempo addietro lo invitai a restituire la delega e rimettere la sanità nelle mani di professionisti competenti. Ora rilancio, con forza, l’invito. La Giunta regionale non può davvero pensare che le Marche vanno divise in due. C’è tutto un grosso pezzo delle Marche che merita la stessa attenzione del nord della regione.

La penalizzazione di Ascoli e del Piceno è troppo evidente per non pensare a logiche che poco hanno di buona amministrazione e molto, invece, di logiche partitiche. Ma la sanità non ha e non deve avere appiccicate diciture partitiche. Il cittadino piddino ha gli stessi diritti del cittadino di centrodestra e la sanità non può e non deve essere territorio gestito in esclusiva dal partito di governo. Ceriscioli, restituisca dignità alla nostra sanità. Ridia certezze in campo sanitario ai marchigiani che hanno diritto ad essere curati nel migliore dei modi e senza dover presentare, come molto spesso ho sostenuto, anziché la tessera sanitaria quella del PD.





Questo è un articolo pubblicato il 28-03-2017 alle 18:42 sul giornale del 29 marzo 2017 - 617 letture

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