Loreto: inaugurazione del Centro di Diagnosi Prenatale di II livello dell’Ospedale di Comunità

25/03/2017 - Un punto di riferimento altamente specialistico per i dubbi che possono emergere in gravidanza sulle malformazioni congenite: Loreto diviene il Centro di Diagnosi Prenatale di II livello per la diagnosi di problemi e patologie del feto, malformazioni, malattie genetiche, infezioni in gravidanza stabilendo un percorso parallelo per i sospetti di patologia.

“Una bella giornata per Loreto e per le Marche – ha detto il presidente della Regione Luca Ceriscioli all’inaugurazione di questa mattina - un servizio che viene offerto alle mamme che aspettano un bimbo e possono avere qui una diagnostica prenatale di secondo livello.

Significa per le 12 mila partorienti marchigiane, seicento di loro possono avere necessità di approfondimento sulla condizione del feto, poter gestire al meglio dopo la nascita i bisogni del bambino. Sappiamo che i problemi congeniti sono quelli che causano nel primo anno maggiori rischi di morte e in generale con limitazioni di disabilità nel tempo. Se affrontati per tempo, se diagnosticati correttamente, in molti casi si mettono in atto scelte e terapie a favore del bimbo e della famiglia.

Un bellissimo servizio in un luogo speciale che potrà accompagnare grazie a spazi attrezzati e tecnologie con la massima serietà le famiglie che si affidano a questa struttura”. Loreto “è un luogo simbolico – ha aggiunto il presidente - un punto di riferimento che sostiene anche spiritualmente chi deve affrontare un percorso impegnativo e si affida a questa struttura”.

L’Ospedale di Comunità Santa Casa, dove questa mattina è stata installata una statua in bronzo che rappresenta la Madonna incinta donata dal vescovo Tonucci e realizzata da Don Dino Cecconi, diviene quindi la seconda struttura nelle Marche di secondo livello, insieme a Marche Nord di Pesaro, in grado di svolgere screening neonatale di II livello, offrire consulenza di ginecologi e genetisti collegati in rete con tutti i punti nascita della regione e supportare gli eventuali interventi del polo pediatrico Salesi in qualità di Centro Diagnostico di III livello.

In questo senso, Loreto garantisce una linea di continuità con l’eventuale passaggio al Salesi. All’interno dell’ospedale, un’ala con 7 stanze separate e ben attrezzate per offrire alle pazienti la tranquillità e la privacy necessaria, personale altamente specializzato dal punto di vista sia medico che ostetrico-infermieristico, adeguati macchinari di ultima generazione che permettono una diagnostica di alto livello come l’ecografo di fascia elevata (Voluson E10) unico in regione che attraverso una sonda a matrice elettronica permette uno studio in tempo reale in 4D.

Il Centro garantisce anche un supporto di counselling fornito da psicologi e psicoterapeuti per l’accompagnamento delle coppie nelle fasi comunicative della diagnosi e successivamente nei percorsi che si attiveranno a seguito di decisioni da prendere come l’eventuale interruzione di gravidanza.

Le malformazioni congenite sono difetti caratterizzati da un’anomalia della forma o della struttura di una parte del corpo. Ad oggi nelle Marche si hanno circa 12000 nascite l’anno con un’attesa di circa 600 bambini che presentano una malformazione alla nascita.

A questo numero vanno aggiunte le malformazioni che non permettono ai feti di giungere a termine o che vanno incontro ad una procedura di interruzione della gravidanza. Pertanto è lecito attendersi una necessità di diagnosi di malformazioni fetali che supera i 2000/2500 casi l’anno.

E’ di circa 10000 unità la cifra annuale delle persone coinvolte dalla problematica tra genitori e familiari. La Diagnosi Prenatale si occupa delle malformazioni congenite, difetti caratterizzati da un’anomalia della forma o della struttura di una parte del corpo, problematica di salute pubblica rilevante e ad alto impatto sociale, economico ed emotivo.

La valutazione del rischio di cromosomopatie fetali mediante esami di screening non invasivi e l’approfondimento diagnostico mediante procedure invasive, villcoentesi e amniocentesi, ha permesso di ottimizzare la diagnosi di tali patologie attualmente di rilievo per l’innalzarsi dell’età materna al concepimento.

L’esame ecografico eseguito in epoca prenatale può diagnosticare una certa quantità di malformazioni e la precoce identificazione, oltre ai potenziali effetti sul tasso di handicap e sulla mortalità perinatale, permette delle scelte che vanno oltre l’interruzione della gravidanza. In alcune condizioni è proponibile una terapia intrauterina e una diagnosi accurata può aiutare a decidere il corso successivo del management ostetrico, a scegliere il luogo più appropriato per la nascita dove le cure postnatali siano più consone e tempestive con notevole miglioramento degli outcome neonatali e riduzione dei costi sociali.

Inoltre la preparazione psicologica dei genitori alla nascita di un bambino che avrà problemi può essere migliore se acquisita gradualmente durante la gravidanza e vissuta in modo radicalmente diverso rispetto alla notizia inattesa di una malformazione vista come una mancanza del sistema e degli operatori.

Questione che ha comportato l’innesco della pressione medico legale attualmente esistente su strutture ed operatori sanitari con la crescente richiesta di risarcimento per mancata diagnosi. La gestione delle malformazioni fetali prevede una serie di step definiti che solo se ben ottimizzati e raccordati tra di loro può portare ad una risposta efficace del Sistema Sanitario.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-03-2017 alle 15:59 sul giornale del 27 marzo 2017 - 685 letture

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