Jesi: menù scolastici, la città aumenta il punteggio nazionale ma lascia il primo posto a Cremona

mensa scolastica 530px 15/03/2017 - Jesi migliora ulteriormente il proprio punteggio nel rating dei menu scolastici (salendo da 113 a 119), ma per effetto di performance migliori di altri Comuni non riesce a mantenere il primato nazionale, pur restando saldamente nella top ten (Cremona balza al primo posto con 138 punti, seguita da Trento a 132 e Rimini a 127; per le Marche Macerata è al 27° posto, Ancona al 34°).


È questo il risultato della seconda indagine di foodinsidersulle mense scolastiche, il sito nazionale dei genitori sensibili alla qualità del cibo che premia i menu più equilibrati in base ai parametri delle linee guida della ristorazione scolastica e le recenti raccomandazioni dell’Oms. L’indagine non considera aspetti come il gradimento del pasto, ma la qualità, la frequenza e la varietà degli alimenti proposti nei menu scolastici in base ai suddetti parametri. Il punteggio è il risultato della compilazione del test “Menu a punti” alla fine del quale si ottiene un ‘voto': sotto ai 50 punti non è sufficiente, dai 50 ai 100 è sufficiente, sopra ai 100 è un buon menu.

Non siamo primi come l’anno scorso - scrive nel sito Maria Cristina Borocci, vicepresidente della Commissione Mensa di Jesi - ma il nostro punteggio è migliorato, segno che il lavoro che stiamo facendo sta andando nella giusta direzione ed è questo che ci interessa”. I punti di forza del menu di Jesi, ricorda la vicepresidente della Commissione Mensa sono: la presenza di alimenti bio, l’introduzione di pasta semi-integrale, incremento delle porzioni e varietà di legumi e cereali, riduzione della presenza di insaccati e carni rosse a favore della carne bianca, almeno un primo piatto settimanale con verdura di stagione, merende a base di frutta fresca, somministrazione ormai quasi esclusiva di pesce fresco locale.

Le problematiche ricorrenti che emergono dai controlli di genitori e insegnanti e dal rilevamento quotidiano da parte delle sporzionatrici - rivela ancora la vicepresidente della Commissione - sono quelle comuni a molte altre realtà, legate alla gestione ed organizzazione di un servizio così complesso, riconducibili al gradimento, alle quantità, alla puntualità, al comportamento dell’utenza e degli operatori; caratteristiche “Alla luce della nostra esperienza - evidenzia la Borocci - ci piace tuttavia pensare che l’ingrediente più importante del nostro menu sia il gioco di squadra tra tutti i soggetti interessati e coinvolti (utenza, ditta erogatrice, società gestrice del servizio, Asur) costruito attraverso il controllo, il confronto e l’informazione. È un risultato che abbiamo ottenuto anche attraverso scontri duri, ma sempre costruttivi. E andiamo avanti”.

Soddisfatto anche il presidentedi JesiServizi, Salvatore Pisconti. “Sottoscrivo le parole della vicepresidente della Commissione Mensa e condivido la valorizzazione del gioco di squadra che è la base di partenza per continuare sempre a migliorare il servizio”.
I numeri del servizio di refezione scolastica di Jesi sono di tutto rispetto: circa 1.600 pasti giornalieri; 3 cucine di cui una centralizzata e due all’interno di nidi comunali; una Commissione Mensa attiva dal 2012 formata da una cinquantina tra genitori e insegnanti; una decina di incontri annuali verbalizzati tra rappresentanti della Commissione stessa, società comunale (JesiServizi) responsabile del servizio, ditta appaltatrice, capo cuoco e nutrizionisti; un monitoraggio tramite controlli, ispezioni e segnalazioni pari a circa il 30% dei giorni di erogazione del servizio.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-03-2017 alle 11:20 sul giornale del 16 marzo 2017 - 370 letture

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