Ancona: operazione "Doppio cielo", arrestato marocchino ai vertici di un gruppo criminale

07/03/2017 - Si conclude l'operazione "Doppio cielo". Ad Ancona la Mobile arresta giovane marocchino ai vertici di un gruppo criminale. Il suo compito era procurare a pagamento documenti falsi ai connazionali clandestini.

Dopo una una complessa ed articolata attività di indagine, si conclude l'operazione "Doppio cielo". La Polizia di Stato ha infatti dato esecuzione ad otto fermi di indiziato di delitto nei confronti di altrettante persone, tutte gravemente indiziate di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. L’attività investigativa, avviata nel mese di dicembre e finalizzata a contrastare il massiccio flusso migratorio che dall’Algeria giunge sulle coste sarde ha permesso di identificare un nucleo di fiancheggiatori, che stabilizzati su tutto il territorio nazionale, fornivano ai loro connazionali l'assistenza per giungere in Italia: fornivano falsi documenti da utilizzare per circolare liberamente con la prospettiva di raggiungere altre nazioni europee e, in alcuni casi, di accompagnarli oltre frontiera.

A capo dell’organizzazione S. N., 30enne algerino, in Italia da oltre 10 anni e sposato con una 35enne cagliaritana, ritenuta complice del marito, domiciliati ad Assemini. I due, grazie alla loro conoscenza delle dinamiche locali legate ai così detti “sbarchi diretti” che da anni interessano le coste sud occidentali della Sardegna, nel tempo avevano creato una fitta rete di contatti, anche a livello transnazionale, offrendo un vero e proprio servizio a “pagamento” ai clandestini connazionali dell'uomo che una volta sbarcati sull’isola richiedevano un titolo falso per poter circolare liberamente.

Un vero e proprio business quello messo su dalla coppia con tariffe variabili tra i 100 ed i 400 a seconda del tipo di documento da falsificare. A collaborare con i due almeno sei persone tra Roma e Sassari, tutti accomunati da un'esperienza sarda alle dirette dipendenze di N.S. e della moglie. I collaboratori in particolare si occupavano di reperire i connazionali appena giunti che avevano necessità dei documenti. Tra quelli più richiesti la ricevuta dell’istanza di protezione internazionale, un documento che permette una discreta libertà di movimento senza tuttavia compromettere la possibilità di richiedere, una volta raggiunta la meta europea desiderata, una reale richiesta di protezione internazionale, eludendo così i presupposti della Convenzione di Dublino.

Grazie agli accertamenti effettuati dagli operatori del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica per la Sardegna che hanno analizzato nel dettaglio tutti i documenti reperiti dagli investigatori, si è potuta accertare la natura assolutamente fraudolenta dell'attività. Oltre alla coppia infatti sono finiti nei guai, con provvedimenti restrittivi, anche: K.O., diciottenne marocchino domiciliato a Fertilia (SS), K M A 26enne algerino domiciliato a Capoterra, R.B. diciasettenne algerino, B N E 24enne algerino domiciliato a Cagliari e S R 24enne algerino domiciliato a Roma.

L’esecuzione delle misure precautelari è avvenuta con la collaborazione del Servizio Centrale Operativo, le Squadre Mobili di Roma, Ancona, Sassari e Nuoro, il Reparto Prevenzione Crimine Sardegna e del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza. In particolare, ad Ancona è stato fermato B A 29enne marocchino domiciliato in Villasor, allontanatosi dalla Sardegna recentemente, forse poiché temeva di essere presto arrestato. Era B A., anch’esso considerato ai vertici del gruppo criminale, ad occuparsi di procacciare i documenti falsi all’organizzazione che gestiva stranieri di nazionalità marocchina.

In un primo momento, il ricercato aveva trovato rifugio nella città di Pesaro per poi spostarsi ad Ancona dove è stato intercettato e fermato in piazza della Repubblica dal personale della Sezione criminalità straniera della Squadra Mobile di Ancona diretta da Virgilio Russo. La Mobile infatti una volta ricevute le sue foto ha battuto tutte le zone dove avrebbe potuto trovarsi lo straniero appena giunto in città. Porto, la stazione e Piano San Lazzaro. Non è chiaro se voleva imbarcarsi per sfuggire alla cattura; al momento del fermo non ha fatto dichiarazioni e non è stato trovato in possesso di biglietti navali o aerei. Con l’ ausilio dei colleghi della Squadra Mobile di Cagliari e dagli uomini del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e del Servizio di Polizia Scientifica, nel frattempo sopraggiunti, il marocchino è stato scortato in Questura dove, dopo il fotosegnalmento di rito e la notifica del provvedimento restrittivo, è stato infine accompagnato al Carcere di Montacuto.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-03-2017 alle 15:17 sul giornale del 08 marzo 2017 - 253 letture

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