Sisma, Curcio: "Dobbiamo diventare bravi a progettare la prevenzione"

Fabrizio Curcio 02/03/2017 - "Il concetto di progettare la prevenzione è fondamentale: solo se capiamo che l’aumento di sicurezza per i nostri territori passa da scelte politiche che guardano al medio-lungo termine potremo davvero pensare di passare dalle parole ai fatti".

Così il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, intervenuto al convegno “Resilienza e sicurezza per i territori e le città” organizzato a Roma dal Dipartimento “Progetto sostenibile ed efficienza energetica” dell’Ordine degli Architetti di Roma e provincia in collaborazione con la Struttura di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri #ItaliaSicura.

"Così come si progettano e pianificano gli interventi di gestione dell’emergenza la cui efficacia si vede, poi, quando si interviene laddove necessario, così dobbiamo diventare bravi a progettare la prevenzione, sia quella strutturale che ha un peso importante nella riduzione dei rischi sia quella culturale che è altrettanto fondamentale. Tutto ciò consapevoli di un aspetto: è davvero arduo riuscire a quantificare, a rendere in numeri e cifre accessibili a tutti, il vantaggio di investire in prevenzione in termini di risparmio economico, oltre ovviamente alle vite salvate. È difficile, ma dobbiamo insistere poiché nel sistema di protezione civile abbiamo tutti gli strumenti, tutte le conoscenze e le eccellenze necessarie per incidere in modo determinante negli obiettivi di prevenzione che si vogliono raggiungere complessivamente come Paese", ha concluso l’ingegnere Curcio.

Nel frattempo sono stati resi noti, nella giornata di lunedì 27 febbraio, nuovi numeri per quanti riguarda le verifiche di agibilità. Complessivamente, dall'inizio dell'emergenza, sono state acquisite e digitalizzate 48.904 schede AeDes, tra edifici pubblici e privati: di queste, 2.203 hanno riguardato edifici scolastici (66% agibili, 6% inagibili, le restanti caratterizzate da esiti di parziale o temporanea inagibilità); quasi 1.800 hanno riguardato altri edifici pubblici (45% agibili, 22% inagibili, le restanti caratterizzate da esiti di parziale o temporanea inagibilità). Su quasi 45mila edifici privati, il 45% è risultato agibile, a cui si aggiunge un 6% di edifici che non risultano danneggiati ma sono inagibili per rischio esterno, mentre il 29% è stato dichiarato inagibile e i restanti hanno avuto esiti di parziale o temporanea inagibilità. Le squadre attivate con procedura FAST a partire dai primi di novembre, in seguito alle forti scosse di fine ottobre, hanno condotto ad oggi 68.578 sopralluoghi sui soli edifici privati. Di queste ultime, 54.177 hanno consentito l'attribuzione dell'esito: di agibilità per il 57% degli esiti attribuiti, a cui si aggiunge un 3% di edifici che, pur non essendo danneggiati, risultano non utilizzabili per solo rischio esterno, mentre il 40% ha dato esito di non utilizzabilità per temporanea, parziale o totale inagibilità. Sono invece 14.401 gli edifici per i quali le squadre non hanno avuto la possibilità di accedere agli immobili o sono comunque necessari ulteriori sopralluoghi. Il numero di edifici interessati e le percentuali degli esiti di valutazione del danno, però, variano significativamente nelle quattro regioni interessate.

In particolare, nella Regione Marche, su 31.396 verifiche FAST su edifici privati, sono 25.963 le verifiche per le quali è stato attribuito l'esito: risultano 11.780 edifici agibili (45,4% degli esiti), 892 che, pur non essendo danneggiati, risultano “non utilizzabili” per solo rischio esterno e 13.291 “non utilizzabili" perché danneggiati.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-03-2017 alle 12:08 sul giornale del 03 marzo 2017 - 161 letture

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