Ancona: arrestato lungo A14 tra Ancona Sud e Loreto-Porto Recanati l'ultimo uomo della banda pugliese

25/02/2017 - Arrestato lungo A14 tra Ancona Sud-Osimo e Loreto-Porto Recanati l'ultimo uomo della banda pugliese dell'operazione Gargano condotto dai Carabinieri.

E' stato arrestato anche il nono componente della banda pugliese sfuggito all’arresto lo scorso 12 gennaio. Le manette sono infatti scattate lungo l’A14 tra gli svincoli di Ancona Sud-Osimo e Loreto-Porto Recanati. Il fuggitivo era stato individuato presso la propria abitazione di San Severo. Si tratta dell'ultimo componente della banda foggiana, tratto in arresto dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Osimo, in esecuzione all’Ordinanza di Applicazione di Misura Cautelare emessa lo scorso 20 febbraio dal Tribunale di Ancona, a firma della Dott. Antonella Marrone. Si conclude così l'operazione “Gargano” e assicurando nei carceri di Ancona e Foggia tutto il gruppo malavitoso, costituito da nove pericolossissimi pluripregiudicati, ora a disposizione della Procura di Ancona.

L'uomo è stato trovato asserragliato nella soffitta della sua abitazione, ma inutilmente, poiché alle ore 20 di venerdì è stato scovato dai militari del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia osimana, in trasferta in Puglia in collaborazione con la Compagnia di San Severo, dando esecuzione all’Ordinanza dopo il furto di pneumatici perpetrato a Jesi il 12 gennaio 2017. Si tratta in particolare di M.A.L. nato e residente a San Severo, classe 1975, già pregiudicato per reati specifici contro il patrimonio e rapine.

A seguito di attività investigativa e per i gravissimi indizi di colpevolezza raccolti, veniva identificato come complice degli otto individui già tratti in arresto e preso  tra Ancona Sud e Loreto-Porttorecanati dopo la fuga. Il pluripregiudicato pugliese, bloccato e ammanettato veniva condotto presso la caserma della Compagnia di San Severo, dove veniva sottoposto al fotosegnalamento e rilievi dattiloscopici. Al termine delle formalità di rito, come disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, veniva tradotto e recluso presso la Casa Circondariale di Foggia.

L’arrestato, dovrà rispondere di diversi reati: rapina e riciclaggio ed autoriciclaggio, entrabi con l'aggravante del concorso di altri 8 complici. Si tratta in particolare dell'episodio alla ditta Titan Italia di Jesi dove avevano asportato pneumatici per trattori agricoli di varie marche e svariate misure per un valore complessivo di € 125.000,00 circa caricandoli su un rimorchio di provenienza furtiva, e, immediatamente dopo il furto, essendo stato fermato e da un militare della radiomobile di Ancona, giunto in supporto ai militari osimani, vi opponeva resistenza riuscendo a divincolarsi garantendosi la fuga e sottraendosi all’arresto, causando al militare lesioni personali guaribili in 5 giorni di prognosi come da referto medico emesso dall’Ospedale di Osimo.

Inoltre per aver appicato targhe false sul trattore e sul rimorchio che utilizzavano per il trasporto dei pneumatici di provenienza furtiva al fine di ostacolare l'identificazione della provenienza dei veicoli e della merce trasportata provento di furto e di rapina contro i carabinieri di Osimo e Ancona.

Ora tutti e nove i componenti della banda, benché attualmente reclusi in carcere, sono ancora oggetto di indagini connesse per altri furti commessi nella Val Musone e nella Vallesina.





Questo è un articolo pubblicato il 25-02-2017 alle 19:23 sul giornale del 27 febbraio 2017 - 334 letture

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