Jesi: "Dobbiamo reagire". Il numero uno di Confindustria lancia l'appello agli imprenditori

Jesi: "Dobbiamo reagire". Il numero uno di Confindustria lancia l'appello agli imprenditori 22/02/2017 - Boccia agli imprenditori marchigiani: "Dobbiamo reagire". E' questo l'appello che il numero uno di Confindustria nazionale lancia da Jesi. Mentre il presidente di Confindustria Ancona Schiavoni rincara sul ritardo infrastrutturale cronico, dal fallimento dell'uscita ad Ovest del porto fino alla questione Quadrilatero, per non parlare della tassazione. Il sentimento del terremoto resta ancora forte nel cuore dei Confindustriali. "Si noi siamo soli", lo viviamo sulla nostra pelle". Il video

Il numero uno di Confidustria torna nelle Marche per la tradizionale assemblea dei Confindustriali, questa volta ad ospitarlo è la città di Jesi ed in particolare la Clabe Spa dei Patron Roberto e Pierluigi Bocchini. "Dobbiamo reagire" affonda Vincenzo Boccia. Il tutto nella consapevolezza: "Si noi siamo soli", lo viviamo sulla nostra pelle". Così afferma il presidente Claudio Schiavoni parla ad una platea gremita di imprendiitori marchingiani, quelli colpiti dal sisma e non solo. E L'INDAGINE DEL PROFESSOR DANIELE MARINI GLI DA RAGIONE.  IMPRENDITORI SEMPRE PIÙ SOLI E SFIDUCIATI.

INFRASTRUTTURE E TASSAZIONE IL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA ANCONA: C'È RITARDO. Schiavoni alla platea di imprenditori marchigiani sottolinea il ritardo infrastrutturale cronico che pone sempre più ai margini le Marche, e poi la tassazione. “Ci sono ancora amministratori locali che vedono nell’industria un problema, che usano la leva dei tributi locali per recuperare risorse che forse potrebbero essere recuperate con una gestione più efficace ed efficiente. Il caso del Comune di Senigallia è emblematico: da un lato dichiara che l’industria non è gradita; dall’altro, sugli stabilimenti industriali gli aumenti previsti per la TARI sono di circa il 33% rispetto al 2016 e addirittura del 44% rispetto al 2015”.
“Restiamo un territorio che paga un gap pesantissimo - ricorda ancora Schiavoni - per la debolezza delle proprie infrastrutture. Per questo abbiamo sentito il bisogno di dichiarare la nostra amarezza nel prendere atto del fallimento del progetto dell’Uscita Ovest che avrebbe collegato il Porto di Ancona con l’Autostrada A14 e non abbiamo gioito per la sigla del protocollo sul Lungomare Nord. Siamo stufi di annunci, di promesse che spesso naufragano nei cavilli legali, nelle pastoie burocratiche, nell’impossibilità di realizzare progetti faraonici. Noi vorremmo vedere la realizzazione delle opere promesse e soprattutto abbiamo bisogno che le nostre vie di comunicazione siano completate, ben asfaltate, allo stato dell’arte, non rattoppate come spesso ci capita di constatare. Noi stiamo pazientemente aspettando che la Quadrilatero diventi finalmente un’opera viaria compiuta, altrimenti – se i tempi dovessero allungarsi ancora, nonostante l’impegno dell’attuale azienda appaltante – rischieremo di disporre di un’opera pensata per un’economia che in parte oggi non c’è più, al pari di quanto è stato per l’Interporto delle Marche. Ci piacerebbe anche avere un aeroporto efficiente e in grado di accorciare le distanze dal resto del mondo ma la crisi in cui si trova rende difficile tracciarne il futuro".

INDUSTRIA 4.0: LA DIGITALIZZAZIONE NECESSARIA E L'IMPEGNO DELLA REGIONE Non poteva mancare un passaggio sul tema caldo del momento: Industria 4.0 ovvero una consistente digitalizzazione collegata con tutte le unità produttive dell’economia per dare vita alla manifattura intelligente. “L’industria 4.0 renderà più competitive le nostre aziende ma determinerà una nuova selezione nel mondo del lavoro. Le fabbriche saranno sempre più automatizzate e interconnesse mentre i big data saranno il vero patrimonio del futuro. Anche le Marche e la nostra provincia sono focalizzate su questo nuovo orizzonte, ma sappiamo bene che per diffondere efficacemente il paradigma 4.0 occorre superare molti ostacoli. Il 90% delle aziende sotto 50 dipendenti e l’80% di quelle al disotto dei 100 dipendenti sono ritenute a bassa digitalizzazione”. Ma il vero problema è il gap culturale: nelle fabbriche ci sono generazioni di lavoratori che fanno fatica a usare strumenti digitali. “Questo è l’aspetto che più ci preoccupa, soprattutto se pensiamo che nei prossimi 20 anni il 47% dei mestieri che ci sono oggi non ci saranno più e che verranno sostituiti da nuove professioni, tutte basate su competenze digitali”. Guardiamo con attenzione e fiducia alle iniziative che la Regione Marche, in primis grazie all’impegno e alla determinazione dell’Assessora alle Attività Produttive, Manuela Bora, sta mettendo a punto per sostenere il nostro mondo rispetto a questo tema. Sappiamo essere in itinere un provvedimento legislativo Regionale su Industria 4.0, provvedimento per cui proprio l’Assessora aveva manifestato mesi fa l’intenzione di presentare una proposta di legge regionale prima ancora che il Ministro Calenda presentasse il Piano Industria 4.0. Nel frattempo, come Confindustria Ancona siamo al fianco della Federazione regionale che ha vinto in ambito comunitario una call per lo studio di fattibilità di un Digital Innovation Hub nelle Marche con l’obiettivo di attivarlo rapidamente.

LA CITTADELLA DELLE TECNOLOGIE A JESI“Stiamo dedicando energie al progetto della Cittadella delle Tecnologie proposto all’opinione pubblica in occasione dell’Assemblea di fine 2014. Vorrei essere chiaro in merito: per noi la Cittadella delle tecnologie non è un’operazione immobiliare. Al contrario, la Cittadella delle Tecnologie intende proporsi come modello concreto di ibridazione del know how tecnologico e luogo in grado di favorire la “contaminazione positiva” tra tutti gli attori della manifattura intelligente: università e centri di ricerca, Knowledge companies e tutti gli attori ed operatori del settore tecnologico, dell’innovazione e dell’economia della conoscenza.
 

LE SFIDE. Il Presidente Schiavoni lancia una nuova sfida, che vede le grandi imprese manifatturiere associate in Confindustria che si possano stabilmente relazionarsi con quelle di dimensioni più piccole, per condividere modelli organizzativi, per affiancarle nell’introduzione delle tecnologie abilitanti, per consentire a chi è in filiera di acquisire modalità e processi organizzativi coerenti. La sfida è lanciata a tutti gli imprenditori in sala e anche al Presidente Boccia a cui si rivolge direttamente: “Caro Presidente, questo è un possibile Patto tra gli oltre centocinquantamila imprenditori associati a Confindustria che riscoprano, proprio attraverso il nostro Sistema Associativo, il valore dell’essere appartenenti ad una casa comune e del network di oltre 230 associazioni presenti sull’intero territorio nazionale. Un Patto che riscopra, in modo più moderno, quell’impegno solidale che da sempre rende Confindustria distintiva, ossia dove il più grande è al fianco del più piccolo, questa volta però per farlo crescere in competenze e competitività, guidandolo attraverso processi innovativi e riorganizzativi, per elevare tutto il nostro sistema di impresa, recuperando chi oggi soffre di più e da solo non riuscirebbe a ripartire”. Tra le sfide c'è anche il processo di unificazione in atto. A parlare è ancora Schiavoni: “In questi anni di impegno associativo ho dedicato gran parte delle mie energie ad un obiettivo già dichiarato da chi mi aveva preceduto nell’incarico: promuovere insieme alle altre Associazioni Territoriali del nostro sistema di rappresentanza nelle Marche un progetto che facesse di Confindustria un modello di razionalità, efficienza ed efficacia. Un ulteriore ringraziamento ai Past President attraverso un video e l’analisi del contesto attuale, in cui “è aumentata la consapevolezza che l’associazionismo deve mutare pelle se vuole riappropriarsi di quel ruolo che poc’anzi ho orgogliosamente ricordato: essere soggetto di sintesi e rappresentanza delle tante istanze di una parte significativa della società, capace di contribuire allo sviluppo economico e sociale e alla modernizzazione del Paese. Al pari del sottoscritto anche i Colleghi Presidenti delle altre Territoriali nelle Marche hanno sentito questa necessità; così ci siamo rimboccati le maniche per delineare una nuova Confindustria 4.0 che fosse confacente alle necessità tipicamente marchigiane. Non siamo ancora giunti al traguardo finale; siamo però ragionevolmente fiduciosi, più di quanto possa apparire dalla cronaca economica di alcuni quotidiani. Vi annuncio, pertanto, che per Confindustria Ancona, se avremo il supporto ed l’approvazione degli organi direttivi e dei nostri Soci, questa Assemblea Pubblica sarà l’ultima nella quale ci presenteremo come associazione di rappresentanza territoriale a livello provinciale. Con i Colleghi di Ascoli Piceno e di Pesaro Urbino abbiamo già condiviso un piano di azione che ci consentirà nel giro di poche settimane di costituire una nuova unica Associazione Territoriale. È un progetto aperto, dove tutti avranno pari dignità e voce. Auspico che tutti insieme si possa tagliare il nastro di avvio di questa nuova Associazione per condividere il percorso fin dal primo istante.







Questo è un articolo pubblicato il 22-02-2017 alle 09:03 sul giornale del 23 febbraio 2017 - 3614 letture

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