Jesi: dichiarato morto, anzi no, era un omonimo. Lo strano caso di Mario Pastori

Mario Pastori 22/02/2017 - Una vicenda surreale, se non fosse che la vittima di uno scambio di persona ha oggi conseguenze pesanti per il fatto di essere creduto morto.

E' successo proprio a Jesi, quando due giorni fa il sig. Mario Pastori, 80 anni e una buona salute, si è visto recapitare una strana lettera da parte dell'agenzia che opera per un istituto di credito: si chiedeva infatti agli eredi dell'uomo di pagare le rate della cessione del quinto che lo stesso aveva stipulato, perché creduto morto dalla stessa banca. 

L'anziano è vedovo e non ha figli ma deve accudire le due sorelle disabili, e proprio per far pronte alle spese delle rette del Collegio Pergolesi dove le stesse vivono, ha dovuto accendere un finanziamento.

Dapprima incredulo, il sig. Mario ha chiamato per capire come mai fosse arrivata una comunicazione rivolta agli eredi, essendo in vita! Ma le conseguenze di questo errore non sono purtroppo terminate.
L'Inps gli ha infatti bloccato l'invio della pensione.
Ma perché il sig. Pastori è creduto morto? Pare che sia arrivato all'Inps un certificato, proveniente dal Pronto Soccorso di Jesi, sul decesso di tal Mario Pastori, avvenuta a gennaio 2017.
L'errore probabilmente dipende dalla dichiarazione in cui è stato indicato il sig. Pastori in vita, invece della persona realmente morta. Il deceduto tra l'altro, ha una diversa data di nascita e altra residenza rispetto al nostro Mario. 

Nel mese di febbraio la povera vittima di omonimia ha incassato regolarmente la pensione, ma dopo il danno ecco la beffa: quella mensilità, proprio perché considerato deceduto, non gli spetterebbe e l'Inps potrebbe richiederla anche indietro!

L'Inps dice di avere le mani legate e di dover attendere l'espletamento della pratica per ripristinare l'invio della pensione al Sig. Pastori regolarmente.  Inevitabili le ricadute sulle tasche della vittima, che non potrà percepire la pensione per mesi e dovrà espletare tutte le pratiche per "ritornare in vita".

Come l'avrà presa il diretto interessato? "E' una persona ironica e ci scherza su, non si dispera, ma la condizione in cui versa ora, senza pensione ed in attesa che i tempi della burocrazia facciano il loro corso, non è di certo piacevole!", raccontano i familiari. "Speriamo la situazione ritorni presto alla normalità, ma ora sta pagando tanti soldi per provare di essere in vita!".

La vicenda non finisce così: il sig. Mario si è infatti rivolto ad un legale per ottenere il risarcimento di tutte le spese che sta affrontando e dovrà affrontare per ripristinare il suo status di "persona in vita". 


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it




Questo è un articolo pubblicato il 22-02-2017 alle 17:15 sul giornale del 23 febbraio 2017 - 1088 letture

In questo articolo si parla di cronaca, jesi, cristina carnevali, omonimia, errore, articolo, mario pastori, certificato di morte

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aGIE