Indagine Confindustria: imprenditori marchigiani 'soli e sfiduciati'. Martedì arriva Boccia

20/02/2017 - Sono un esercito di circa 600 imprenditori marchigiani quelli presi a campione dall'indagine di settembre di Confindustria Ancona divulgati oggi in anteprima per la stampa e che saranno diffusi nell'assemblea dei confindustriali marchigiani martedì a Jesi. Ne emerge una visione pessimistica del futuro. Schiavoni: Gli imprenditori marchigiani? Soli e sfiduciati. Il presidente nazionale di Confindustria nazionale Vincenzo Boccia atteso a Jesi martedì per l'annuale assemblea dei Confindustriali marchigiani. La video intervista

Un quadro pessimista quello che emerge dai risultati dell'Indagine di Confidustria Ancona "Imprenditori in Movimento" effettuata nel settembre scorso su 605 imprenditori di tutta la regione Marche anche esterni a Confidustria prevelentemente del settore manifatturiero, mentre 100 appartententi al settore servizi alle imprese.  "Gli imprenditori vedono grigio, sono soli e sfiduciati....". Esordisce così il presidente di Confindustria Ancona Claudio Schiavoni riferendosi all'indagine redatta dal professor dell'Università di Padova Daniele Marini che oltre ad essere tra i numerosi incarichi Direttore scientifico di Community Media Research è anche componente dell'Advisory Board di Finmeccanica ed editorialista per La Stampa e collaboratore del quotidiano online Linkiesta. La volontà di confrontarsi con la figura dell'imprenditore, sull'evoluzione del suo ruolo in anzienda e sulla sua funzione sociale per approfondire la relazione che lo lega all'impresa, al territorio ed al mondo associativo. 

Tra gli intervistati, quelli aderenti a Confidustria, i dati dicono che "sono decisamente più orientati all'export e per loro l'indice di fiducia verso il futuro è migliore della media". Le imprese, perlopiù piccole, fanno infatti i conti con una crisi molto pesante e non del tutto esaurita in cui si fatica ad intuire la nuova direzione. Ne risultano imprenditori "Provati, privatistici, periferici, pragmatici e che hanno bisogno di sapere che possono contare su qualcuno.

Provati. La ripresa? Non prima di un anno e mezzo. Questo quanto dichiara l'82% del campione di imprenditori e solo il 2% di loro vede il futuro in netta crescita, una percentuale irrisoria quest'ultima. L'imprenditore che si evince dall'indagine è in un meccanismo di difesa dal momento che vede tra le leve strategiche per la società la riduzione dei costi (43,1%) che viene prima dell'apertura ai mercati esteri e dell'investimento in nuovi prodotti (30%) e in nuove tecnologie (27%). In questo contesto di apertura all'internazionalizzazione è più spiccata negli iscritti a Confindustria, stando all'indagine. Il 39% dichiara di rivolgersi al mercato domestico contro il 60% delle Marche e il 40% degli iscritti che ricava il 20% di fatturato dal canale estero. L'indice di fiducia verso il futuro è di sfiducia per il 42% del campione. E su chi apprezza il lavoro dell'imprenditore i dati dicono i dipendenti e la popolazione del territorio - anche se nelle marche il dato è inferiore alla media nazionale- e meno dalle istituzioni pubbliche, circa il 70% ritiene di non essre stimato dalle istituzioni pubbliche. 
 

Privatistici perchè quasi il 60% degli imprenditori intervistati ritiene che mantenere la famiglia all'interno dell'azienda sia ancor al a migliore strategia anzichè guardare a manager estrerni o addirittura a cedere quote d'azienda (quest'ultima operazione di apertura è sostenuta solo dal 7%). E l'indice di apertura alla competitività è mediamente basso: 1 imprenditore su 2 è restio a coinvolgere nell'azienda forze esterne: leggermente più positivi i dati se si valuta il settore manifatturiero e la provincia di Ancona.
Il fattore di considerare l'azienda tutta per se, in un concetto privatistico del termine, non favorisce l'evoluzione delle aziende marchigiane. "E' uno scoglio di natura culturale, di educazione" spiega l'autore dell'indagine Daniele Marini riferendosi al campione di imprenditori marchigiani. Mentre dall'altro lato il presidente di Confidustria Ancona Claudio Schiavoni precisa: "Dal 2013 ad oggi, anno in  cui sono entrato in carica, ho voluto veder chiaro su coloro che non erano più iscritti a Confidustria Ancona e purtoppo ci siamo trovati davanti il dato che queste aziende avevano fallito". Dati camerali dal 2010 al settembre 2016, aggiunge il Direttore di Confindustria Ancona Filippo Schittone, dicono che "abbiamo assistito a 759 fallimenti e 2519 cessazioni".
Nonostante l'attaccamento all'azienda di famiglia il prof Marini ha voluto rimarcare che non c'è una specifica relazione tra azienda familiare e fallimento. "No è vero che le aziende familiari vanno peggio" ha precisato Marini che citando una ricerca 2016 dell'università Bocconi ha affermato come l'Italia con una quota di aziende familiale all'80% abbia però solo il 58% di manager esterni a rappresentare queste aziende familiari. Se invece si prede il caso del Regno Unito si parla di 90% a 

Periferici. Emerge all'indagine una forte percezione di marginalità della regione Marche rispetto al contesto nazionale. Il 60% degli intervistati ritiene che il nostro territorio conti poco o niente sotto il profilo economico. La percentuale sale fino al 90% se parliamo del profilo politico. 

Pragmatici. Oltre il 60% degli imprenditori considerano l'essere imprenditore più un un mestiere che una vocazione: in questo le Marche si discostano dalla media nazionale che vede al 52% il prevalere della vocazione. Un avisione dunque pragmatica piuttosto che idealistica che si accentua nella componente maschile, tra i piu giovani e coloro che vengono dal lavoro dipendente.

Hanno bisogno che qualcuno li sostenga dal momento che spesso si sentono soli e dove l'unica ancora di salvezza pare arrivare dalle associazioni di categoria. Tre imprenditori su 4 sostengono che, per fornire servizi adeguati, un'associazione dovrebbe avere un'unica regia, ma mantenere un presidio capillare sul territorio. 

E ora a questo grido lanciato dalle Marche dagli imprenditori dovrà correre ai ripari il presidente di Confidustria nazionale Vincenzo Boccia che sarà in visita per l'assemblea nazionale dei confidustriali alla Clabo Spa di Jesi, domani, martedì 21 febbraio.







Questo è un articolo pubblicato il 20-02-2017 alle 14:09 sul giornale del 21 febbraio 2017 - 6758 letture

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