Gli studenti del Liceo Linguistico Mamiani di Pesaro a lezione da Rav Laras: 'siate curiosi'

I ragazzi del Liceo Mamiani incontrano Rav Laras 17/02/2017 - Ricordare: questo é l'imperativo morale che la “Giornata della Memoria” ci suggerisce ormai dal 2000, anno in cui venne istituita in Italia; ricordare gli orrori compiuti in una delle pagine più cupe della storia mondiale per non ripeterli; ricordare per comprendere ciò che ancora oggi avviene in tante parti del mondo a volte nella completa indifferenza.

Ed é proprio da questo imperativo morale che partono la numerose iniziative a cui hanno preso parte gli alunni del Liceo Mamiani di Pesaro che a partire dallo scorso 20 gennaio ospita anche una mostra didattica sui Genocidi del XX secolo. Tra i vari progetti attivati durante questo anno scolastico, uno in particolare ha segnato i giovani liceali.

Si tratta dell'incontro con Rav Laras, uno dei rabbini più eminenti per quel che riguarda il dialogo ebraico-cristiano e che ha accettato, nonostante l'età e la malattia, ad incontrare un gruppo di studenti della 5A e della 5E del Liceo Linguistico accompagnati e guidati dai loro docenti.

Questo storico incontro è stato poi il fulcro sul quale si è sviluppato il documentario che è risultato vincitore – ex equo con il Liceo Torelli di Fano – del concorso annuale “I Giovani ricordano la Shoah” indetto dal Ministero dell'Istruzione e che quest'anno era incentrato sul tema del negazionismo. Prendendo spunto dal titolo di questa edizione “Il Mondo non Vi Crederà Mai”, gli studenti hanno saputo creare un video che, come puntualizza la motivazione data dalla giuria del concorso “ si caratterizza per la pluralità dei linguaggi (musica, drammatizzazione, coreografie) e risulta essere molto impattante a livello emotivo”.

Non era richiesta la realizzazione di un video” mi spiega Chiara Menichetti, studentessa della 5Ama abbiamo pensato che questa modalità fosse il miglior vettore per raccontare qualcosa che non abbiamo vissuto ma che ci ha toccato nel profondo e in particolar modo per dare voce a quelle persone a cui è stata negata la possibilità di raccontare la propria storia. Questo lavoro vuole essere un invito ai giovani a non dimenticare quella parte della storia”.

Il documentario consta di varie parti - alcune cantate, alcune recitate – che fanno da contorno alla toccante intervista al rabbino. A condurre le domande è stato Marco Rinaldi, studente della 5E, che così ricorda quell'incontro: “prima di parlarci, lo consideravo soprattutto dal punto di visto religioso. Niente di più sbagliato! Il Professor Larav è anche un filosofo e uno storico il cui punto di vista sulla Shoah e sul negazionismo mi ha colpito molto”.

Marco confessa che il colloquio con l'anziano rabbino lo ha spiazzato: Larav ha ripercorso insieme ai suoi giovani ascoltatori la storia del negazionismo concludendo con un messaggio di cui i ragazzi hanno fatto tesoro: “nonostante non facciamo più parte di quella generazione che ha vissuto la seconda guerra mondiale “ ricorda Marco “noi giovani abbiamo un modo per contrastare il negazionismo ed è quello di Impegnarci affinché il ricordo non si affievolisca mai. E Larav ci ha suggerito un modo pratico per farlo: innanzitutto essere curiosi e avere una cultura personale; informarci per coltivare una capacità di giudizio sempre maggiore per poter discernere al meglio le informazioni che ci arrivano e per questo senza lasciarsi influenzare da tutto ciò che viene pubblicato sui social media o trovato in internet”.

In fondo, il negazionismo, parte proprio da una poca conoscenza delle atrocità commesse non solo contro gli ebrei ma in tutti i genocidi che hanno insanguinato il XX secolo.

E in una società dove ogni giorno, soprattutto i più giovani, vengono letteralmente bombardati da notizie più o meno attendibili, il messaggio di Larav deve risuonare in tutte le aule scolastiche: i giovani devono sviluppare un senso critico per capire bene le informazioni e la veridicità di ciò che leggono, attraverso lo sviluppo di una cultura generale che partendo dalla scuola deve diventare parte della loro quotidianità.







Questo è un articolo pubblicato il 17-02-2017 alle 09:35 sul giornale del 18 febbraio 2017 - 2021 letture

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