Ancona: stalker arrestato in azione dai Carabinieri, ora dovrà portare il braccialetto elettronico

15/02/2017 - Stalker anconetano arrestato mentre era in azione in una cabina telefonica dai Carabinieri, ora dovrà portare il braccialetto elettronico. Si concludono quattro lunghi anni di terrore per la vittima

Nel pomeriggio del 12 febbraio scorso, intorno alle 14.30 in via Conca ad Ancona terminava l'attività persecutoria di un vero e proprio stalker. A metterla in atto un quasi 60enne anconetano invaghitosi follemente di una donna conosciuta circa quattro anni fa. L’attività investigativa da parte del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ancona ha inizio qualche giorno fa quando la donna, caduta ormai in una condizione di paura tale da dover cambiare radicalmente le proprie abitudini di vita, riesce a trovare la forza per denunciare quanto le stava accadendo ormai da troppo tempo. E così, racconto dopo racconto, emergerà una storia fatta di atti persecutori incessanti, che andava avanti da diverso tempo, fatta di minacce sia verbali che scritte che alludevano anche a minare l’incolumità del figlio minorenne avuto dalla relazione con l’ex marito.

L’uomo, che tentava con ogni mezzo di poter approcciare ad una relazione sentimentale con la vittima, inviava continui messaggi d’amore, intervallati da altrettanti messaggi anonimi che pervenivano alla malcapitata attraverso prima l’uso di chat per poi arrivare, ad utilizzare cabine telefoniche sparse per la città in cui erano ancora più chiare ed esplicite le minacce di pericolo rivolte a lei, al figlio minorenne, ed a chiunque altro uomo si sarebbe avvicinato. A quel punto è risultato indispensabile, oltre che monitorare la vittima anche a sua insaputa, predisporre un servizio di pedinamento dello stalker utilizzando anche un localizzatore gps. Infatti nella mattinata del 12 febbraio l’uomo veniva seguito a distanza da personale in borghese già dall’uscita della propria abitazione nella provincia di Ancona, dove vi abita con la convivente ed al figlio avuto con la stessa, quindi si recava nella zona di Collemarino. Durante il tragitto, in cui sbrigava varie faccende personali e familiari, raggiungeva via Conca angolo via Tenna dove, parcheggiata l’auto, veniva visto dai militari scendere dal veicolo per poi raggiungere a piedi la vicina cabina telefonica situata davanti al supermercato nei pressi del “palazzo viola”.

Approfittando dell’orario e del giorno festivo, sicuro di non esser visto da alcuno ne tantomeno di essere seguito, grazie al “pedinamento elettronico” l’uomo veniva monitorato a distanza e solo in quella circostanza si attivava il contatto visivo, prelevava la cornetta del telefono, inseriva alcune monete, quindi iniziava a digitare i pulsanti della tastiera. Azione immortalata dagli scatti dei Carabinieri. A questo punto, i militari contattavano in diretta la vittima ricevendo, dopo pochi istanti, la conferma della ricezione di un nuovo messaggio minatorio con relativa utenza telefonica attestata su quella cabina telefonica. Il riscontro sarà immediato, la cabina è quella e l’uomo ha appena posato la cornetta. Pertanto, fatti pochi passi da quella cabina, viene subito bloccato dai militari appostati e tratto in arresto.

Tale l'incredulità nell'uomo che mai avrebbe pensato di esser preso. L’uomo non solo era convinto che la donna non avrebbe mai denunciato il fatto, vista la condizione psicologica in cui l’aveva portata, ma era anche convinto che non si sarebbe mai riusciti a risalire all’autore di tale azione, considerato che lo stesso aveva avuto anche l’accortezza di utilizzare delle monete per inviare il messaggio ed anche perché in quell’arco di tempo si sarebbe dovuto trovare insieme ai familiari, in un vicino ristorante, dove lo stavano aspettando. Per cui in futuro l’alibi sarebbe potuto risultare perfetto, e poter quindi negare la paternità del gesto. Una volta accompagnato presso gli uffici veniva, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria., sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di convalida, avvenuta proprio nella mattinata di San Valentino e che ha visto convalidarsi l’arresto con la custodia cautelare degli arresti domiciliari mediante l’apposizione del braccialetto elettronico.





Questo è un articolo pubblicato il 15-02-2017 alle 01:32 sul giornale del 15 febbraio 2017 - 3505 letture

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