Ancona: cyberbullismo. In città maggiori i casi che vengono alla luce

Computer 06/02/2017 - Bullismo e la rete. Maggiori i casi che vengono alla luce nel Capoluogo dorico A dirlo è Cinzia Grucci dirigente della polizia postale di Ancona.

Maggiori i casi che vengono alla luce nel Capoluogo dorico. A dirlo è Cinzia Grucci dirigente della polizia postale di Ancona che in occasione della giornata di sensibilizzazione sul cyberbullismo che quest'anno si terrà nelle Marche, martedì 7 febbraio a Montemarciano e a Pesaro. Stando ai dati in possesso al nucleo di polizia infatti è proprio nella città di Ancona dove vengono alla luce maggiori casi rispetto a tutta la provincia di Ancona.

Due le vicende riportate ad esempio stanno ad indicare come questo fenomeno, spesso sottovalutato, abbia forti conseguenze sulle vittime. Quello di una ragazzina talmente impaurita e vessata che ha voluto essere accompagnata negli uffici dalla psicologa. Mentre in un'altra vicenda, sempre nella città dorica, quella di una giovanissima che ha passato un'anno intero a casa dopo le continue minacce e vessazioni prima di denunciare ed poi ha infine deciso di cambiare scuola. Casi che ci sembrano lontani eppure spesso troppo vicino a noi. E poi le vittime e carnefici sempre più piccoli e le questioni si fanno sempre più delicate.

"Tanti che vengono - dichiara Cinzia Grucci dirigente della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Ancona- ma alla fine non denunciano". Una problematica seria questa perchè sebbene da un lato si deve proteggere la vittima, dall'altro anche chi bullizza è lui stesso molto giovane, in età scolare. "Gli autori sono piccoli" precisa infatti la Grucci che evidenzia come "prima di dover arrivare a una querela" si debba fare tutto il possibile per "risolvere", ma una volta sentita la vittima e avvisati gli autori, è ovvio che la questione si debba chiudere. Su un totale di 237 casi nelle Marche nell'arco del 2016 solo 13 sono sfociati in denuncia all'autorità giudiziaria. Si tratta in particolare di 80 casi di diffamazione online, 80 di furto di identità sui social network, 21 di minacce, 12 di molestie, 11 di ingiurie a cui seguono 8 casi di diffusione di materiale pedopornografico e 4 di stalking.

Nel 2016 inoltre sono state 40 le indagini in merito ad abusi sessuali on line e di pedopornografia in rete con tanto di due arresti. "Nel territorio marchigiano le persone denunciate dal personale del compartimento per i reati di pornografia minorile, produzione, diffusione e detenzione di materiale pornografico ritraente minori sono state 29. Più di 900 siti monitorati, 15 perquisizioni effettuate e circa 150 siti web pedopornografici inseriti in black list” conclude infine Cinzia Grucci che rassicura come “prevenzione e formazione" siano "gli strumenti più efficaci per far sì che i giovani imparino a navigare con prudenza in internet e per aiutare, allo stesso tempo, i genitori a conoscere i mezzi a loro disposizione per proteggere i figli dai pericoli del web”.





Questo è un articolo pubblicato il 06-02-2017 alle 18:29 sul giornale del 07 febbraio 2017 - 3742 letture

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