Ancona: attacchi informatici, dopo i falsi profili pronto un piano per gli Ospedali Riuniti

17/01/2017 - Un piano congiunto finalizzato alla prevenzione e repressione di eventuali attacchi alle infrastrutture informatiche del locale nosocomio. È l’accordo siglato tra la Questura di Ancona con la collaborazione del Compartimento Polizia Postale e delle Telecomunicazioni di Ancona e l’Ospedale Riuniti di Ancona. Sono intervenuti, presso la Questura del capoluogo, per la firma dell’accordo il Questore di Ancona, Oreste Capocasa, il Dirigente Compartimento Polizia Postale e delle Telecomunicazioni di Ancona, Cinzia Grucci e il Direttore Generale degli Ospedali riuniti di Ancona, Michele Caporossi.

L’esigenza di sottoscrivere un accordo con la Polizia Postale è scaturita da diversi elementi che interessano l’attività informatica degli Ospedali Riuniti di Ancona. “Siamo il più grande ospedale delle Marche, quindi questo protocollo darà un contributo all’intero sistema – ha affermato Michele Caporossi Abbiamo deciso di muoverci in questa direzione perché come struttura ospedaliera siamo molto esposti sia per quanto concerne i circuiti di circolazione di applicativi interni dell’azienda sia per quanto riguarda tutto ciò che attiene all’ambiente web, poiché non c’è una precisa tracciatura dei firewall del web aziendali. Se pensiamo all’ambiente dei social network esiste un numero imprecisato di derivazione non protetti. La spinta verso questo piano congiunto è nata poiché abbiamo individuato diversi profili fake sui social network che utilizzavano il logo dell’Ospedale Riuniti di Ancona

Proprio da questi casi è partita la collaborazione con la Polizia Postale. Questi profili non solo non erano veritieri ma diffondevano anche foto di pazienti riconoscibili. Da subito non è venuto a mancare – ha sottolineato Caporossi – l’impegno della Questura con quale l’Ospedale ha una buona sinergia per quelle che possono essere le criticità, anche in termini di mera sicurezza, per una struttura ampia come quella di Torrette.

Il protocollo stipulato va a rafforzare secondo Cinzia Grucci della Polizia Postale la già ampia collaborazione presente con i soggetti pubblici. “Indubbiamente con questa firma è possibile stabilire in partenza un alert, consentire di individuare la fonte di minaccia, permettendo alla struttura sanitaria di individuarla in tempi brevissimi – ha dichiarato la Grucci – per isolarla, limitando i danni e conservando i dati, a quel punto subentriamo come Polizia Postale per individuare la fonte dell’attacco che solitamente proviene dall’estero. Il pregio di questa convenzione sta proprio nella rapidità della risposta”.

Gli attacchi più frequenti ha ricordato infine la Dirigente avvengono di norma secondo tre modalità: un allegato alla mail come fonte di infezione – un rimando ad un link – un attacco alla backdoor.


di Alessandro Faralla
    redazione@vivereancona.it






Questo è un articolo pubblicato il 17-01-2017 alle 19:48 sul giornale del 18 gennaio 2017 - 830 letture

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