Falconara: contatti con l'attentatore di Berlino, altra esplusione

anis amristd 15/01/2017 - Aveva contatti con l'attentatore di Berlino. Questo quanto ha portato all'espulsione di un tunisino, già noto per vari reati, a Falconara. A lui si aggiunge un'altra espulsione da parte della questura di Ancona per un'altro tunisino ritenuto pericoloso.

E' stato il Ministero dell'Interno ad ufficializzare l'espulsione. A farne le spese il 32enne Kabli S. domiciliato a Falconara Marittima dove viveva in uno stabile abusivo nei pressi del quartiere di Villanova. L'uomo, simpatizzante jihadista, dopo l'attentato di Berlino lo scorso dicembre aveva pubblicato su un social la bandiera del califfato. Per lui si parlerebbe anche di contatti con un connazionale collegato all'attentatore di Berlino Anis Amri (in foto ndr). Poco prima di Natale l'ultimo fermo da parte dei Carabinieri dal momento che andava in giro con un machete con cui aveva minacciato un romeno, l'uomo non era nuovo ad episodi di violenza tanto che mesi fa aveva minacciato il titolare di un Kebab di via Flaminia. Kabli dal Cie di Torino è stato rimpatriato con un volo da Malpensa a Tunisi. 

La Questura di Ancona ha inoltre espulso un'altro straniero ritenuto pericoloso. Sabato sera infatti i poliziotti dell’Ufficio Immigrazione hanno concluso l’iter procedurale per un tunisino clandestino 32enne, N.B.A., con precedenti per reati contro il patrimonio e gli stupefacenti, che era stato scarcerato dopo essere stato arrestato ancora una volta. Al termine del periodo di detenzione il giudice, trattandosi di soggetto socialmente pericoloso, ne ha disposto l’espulsione dal territorio nazionale come misura di sicurezza. Un’altra misura stavolta amministrativa pendeva sull’uomo dalla questura di Macerata, dove in precedenza era stato rintracciato da clandestino; al termine delle incombenze burocratiche una pattuglia della Questura ha preso in carico il tunisino e, nella trascorsa nottata lo ha accompagnato presso il C.I.E. di Torino, dove il tunisino sarà trattenuto per il giorni necessari a completare l’iter identificativo, per poi essere espulso dall’Italia e messo dalla Polizia sul primo volo per Tunisi. Pur trattandosi di servizi onerosi ed impegnativi, la Questura di Ancona ha preferito anche in questo caso, per motivi di sicurezza pubblica, l'espulsione alla carcerazione.

Proprio nei giorni scorsi l'incontro al Viminale tra il Commissario europeo per le Migrazioni, gli Affari interni e la Cittadinanza, Dimitris Avramopoulos e il Ministro dell’Interno italiano, Marco Minniti che hanno parlato anche di sicurezza. <<Rafforzamento della cooperazione nei settori del contrasto al terrorismo, scambio di informazioni, radicalizzazione e della sicurezza informatica. >>. Questo quanto dichiarato congiuntamente. <<L’Italia si è impegnata a lavorare con i partner europei per realizzare un’autentica ed efficace Unione della Sicurezza, e la Commissione, insieme con Europol, continuerà a sostenere l’Italia e gli Stati membri per dare piena attuazione a tutti gli strumenti giuridici e operativi nella lotta contro il terrorismo>> hanno proseguito. Dal 2017, dati alla mano, ci sono state altre due espulsioni per motivi di sicurezza: una a Padova per un 32enne marocchino ed una a Ravenna per un 26enne tunisino.





Questo è un articolo pubblicato il 15-01-2017 alle 22:59 sul giornale del 16 gennaio 2017 - 7852 letture

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