Nuova Banca Marche, Etruria e Chieti acquistate da Ubi Banca per 1 euro: ecco i dettagli dell'operazione

12/01/2017 - Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti saranno acquistate da Ubi Banca: è ufficiale da poche ore, ossia dalla presentazione dell'offerta vincolante.

Si aspettava solo l'ufficialità dell'operazione, che passava necessariamente per il via libera proveniente da Bergamo. Il Consiglio di Istituto ha infatti deliberato l'offerta vincolante per l'acquisto del 100% del capitale di Nuova Banca Marche, Nuova Banca dell'Etruria e del Lazio e Nuova Cassa di Risparmio di Chieti.

Il prezzo? 1 euro. Ma andiamo in dettaglio: l'offerta indirizzata al Fondo Nazionale di risoluzione, valida fino al 18 gennaio 2017, prevede la cessione pro-soluto di circa 2,2 miliardi di euro di crediti lordi deteriorati tra sofferenze e inadempienze probabili lorde. L'offerta prevede inoltre che il venditore si impegni ad una ricapitalizzazione di circa 450 milioni di Euro.
L’Operazione si basa sul presupposto essenziale che, su base aggregata, le Target Bridge Institutions presentino i seguenti Parametri Rilevanti approvati dai rispettivi Consigli di Amministrazione, così come si legge nella nota diramata dall'Ubi: 

*un patrimonio netto contabile alla data di riferimento almeno pari a 1.010 milioni di Euro, fattorizzando:
- un livello di copertura pari ad almeno il 28,28% delle inadempienze probabili lorde e almeno del 60% delle sofferenze;
- oneri di ristrutturazione per 130 milioni di Euro;
- un accantonamento rappresentativo del fair value dei contratti connessi alle operazioni immobiliari (“Consorzio Palazzo della Fonte” e “Fondo Conero”), quantificato in massimi 100 milioni di Euro, soggetto a eventuale revisione;
- accantonamenti addizionali a fondi rischi e rettifiche a componenti dell’attivo delle Target Bridge Institutions conseguenti all’esito della due diligence effettuata, quantificati in 100 milioni di Euro.

*RWA (pillar 1) non superiori a 10,6 miliardi di Euro  

*un Liquidity Coverage Ratio medio ponderato superiore al 100%
*un CET1 ratio medio ponderato non inferiore al 9,1%.

L’operazione coinvolge 930.623 clienti, 547 filiali e 5.010 dipendenti. Circa 900 gli esuberi previsti.
~14,2 md/€ di impieghi lordi alla clientela (post cessione sofferenze e inadempienze probabili di cui 1,8 di deteriorati lordi (essenzialmente inadempienze probabili)
~18,5 md/€ di raccolta diretta (di cui 14,5 miliardi di depositi della clientela)
~7,5md/€ di raccolta indiretta.

L’acquisizione dovrà comunque attendere l'ok di Banca d'Italia, il via libera della Bce e di Bruxelles, oltre che dell’Antitrust, probabilmente fino al mese di marzo. Non sono invece previsti passaggi interni alle tre good banks, infatti Banca Marche Etruria e Chieti non sono società quotate in borsa.

Nella nota diffusa da Ubi sulle operazioni di acquisizione, si legge che "la conclusione dell’operazione a seguito dell’accettazione dell’offerta, offre alle Target Bridge Institutions la garanzia di continuità nell’ambito di un gruppo solido e complementare e presenta per UBI Banca un razionale industriale, finanziario ed economico significativo - a fronte di elementi di rischio minimizzati contrattualmente - atto a migliorare ulteriormente gli indicatori di redditività e patrimonializzazione rispetto a quelli recentemente pubblicati in sede di Piano Industriale 2019/2020"

Resta fuori dalle operazioni la Cariferrara, per la quale sta procedendo la valutazione di Bper, al fine di negoziare anche questa acquisizione.

Vediamo la situazione di Banca Marche, che secondo i resoconti di gestione di settembre 2016 conta 2.769 dipendenti, impiegati in 303 filiali che hanno in totale 547.930 clienti (10,5 miliardi di impieghi). L'acquisizione porterà a razionalizzare la forza lavoro nonchè le filiali dove si verificherebbero sovrapposizioni tra le attuali di Banca Marche e quelle di Ubi Banca, anch'esse presenti sul territorio. Nella nota Ubi Banca fa sapere che avvierà trattative con le organizzazioni sindacali per stabilire le condizioni di uscita dei dipendenti in esubero.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it




Questo è un articolo pubblicato il 12-01-2017 alle 14:55 sul giornale del 13 gennaio 2017 - 4003 letture

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