Cooperazione internazionale, via libera della II Commissione al piano 2016-2018

Assemblea legislativa della Regione Marche 2' di lettura 29/09/2016 - La II commissione “Sviluppo economico” ha approvato il Piano regionale per la cooperazione e la solidarietà internazionale 2016/2018.

L'atto, relatori il presidente Gino Traversini (Pd) e il consigliere Piergiorgio Fabbri (M5s), è stato licenziato a maggioranza. Il piano può contare su 146 mila euro per le annualità 2016 e 2017 che serviranno per promuovere interventi e iniziative di cooperazione in Africa sub sahariana, nell'area Mediterranea e in Medio Oriente (Tunisia, Marocco, Egitto, Libano e Palestina), in America Latina e in alcuni Paesi dell'area balcanica (Albania, Bosnia Herzegovina, Serbia). “Ai fondi messi a disposizione dal bilancio regionale – sottolinea Traversini - vanno sommati quelli che attingiamo, insieme alle Ong, dalle casse dell'Unione europea, attraverso i bandi dedicati alla cooperazione e alla solidarietà. In tal senso le Marche sono state tra le prime regioni in Italia, a partire dal 2009, a sfruttare le risorse europee riuscendo a intercettare, per questo tipo di azioni, ogni anno, risorse comunitarie per circa un milione di euro”.

Il piano si pone in linea con i principi e le linee guida definiti a livello internazionale, europeo e nazionale nell'ambito della cooperazione allo sviluppo. Diversi i settori di intervento: dalla promozione e tutela dei diritti umani, al sostegno allo sviluppo locale e delle microimprese; dai servizi socio-sanitari al dialogo interculturale; dall'ambiente all'educazione alla cittadinanza globale; dal sostegno della parità di genere alla tutela dell'infanzia; dalla gestione dei processi migratori, al contenimento dell'immigrazione irregolare.

Critico il relatore di opposizione, Piergiorgio Fabbri (M5s) che al momento del voto – insieme a Piero Celani (FI) e Sandro Zaffiri (Lega Nord) - ha scelto di astenersi. “E’ un piano asfittico, con modestissime risorse a disposizione – afferma il consigliere pentastellato - che non compie un’analisi della situazione dei paesi in cui intende realizzare le iniziative di cooperazione e che non individua neppure le iniziative stesse, limitandosi ad inventariare le possibilità di finanziamento all’interno del quadro normativo attuale”. E ancora: “Nella situazione oggettiva che stiamo vivendo, penuria di risorse ed emergenza immigrazione, la dotazione per il finanziamento della legge regionale 9/2002 dovrebbe essere ben maggiore”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-09-2016 alle 15:50 sul giornale del 30 settembre 2016 - 581 letture

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