Malaigia: 'Formalizzata la richiesta urgente di discutere e risolvere l'inganno socio sanitario'

Marzia Malaigia 28/06/2016 - La Vicepresidente Marzia Malaigia in occasione della seduta della IV Commissione Sanità e politiche sociali svoltasi martedì mattina, ha formalizzato la richiesta urgente di discutere e risolvere la scandaloso inganno socio sanitario che ha colpito in questi giorni le persone non autosufficienti.

In concreto, nell'ultima delibera dell'Asur di maggio u.s. che il “trasporto non prevalentemente sanitario” non è più garantito, se non a pagamento, a pazienti con patologie neuromuscolari, che necessitano di un mezzo di trasporto adeguatamente attrezzato per recarsi a visite ospedaliere, ricoveri o riabilitazioni e fisioterapie quotidiane e continuative. Si sollecita la questione in Commissione per avere chiarimenti dall'Assessorato e dai dirigenti competenti sull'assurdo paradosso creato dalla disposizione del maggio scorso: in quale modo viene rispettato il diritto al servizio di mobilità riconosciuto dalla legge regionale 36/1998 nella quale si definisce “il trasporto sanitario quale attività di interesse generale improntata al rispetto dei principi di universalità, solidarietà, economicità ed appropriatezza”?

E in quale maniera viene ottemperata la delibera di Giunta Regionale 292 del 2012 che stabilisce che gli oneri dei trasporti non prevalentemente sanitari siano a carico del Sistema Sanitario Regionale? La segnalazione è giunta alla Vicepresidente con una nota inviata mezzo mail da un utente che, in rappresentanza di molti altri pazienti, in questi giorni ha lanciato l’SOS dopo aver scoperto quasi per caso, tra un trasporto e l’altro, che il servizio gratuito sarebbe venuto meno. La maggioranza delle famiglie non è in grado di far fronte a questa spesa e non possono organizzarsi con mezzi propri, cosa che costituisce un ulteriore ostacolo, che va ad aggiungersi ad altre difficoltà per organizzare una vita oggettivamente più complicata.

La Regione dovrà dare risposte concrete a chi si vede negato un diritto fondamentale: si deve necessariamente tutelare la salvaguardia dell’esigibilità del diritto alle prestazioni socio-sanitarie, ovvero il diritto alla salute protetto dalla Costituzione come ambito inviolabile della dignità umana. Più dettagliatamente, si deve tener conto dello specifico articolo 3-septies, comma 2, lettera b, del d.lgs n.502 del 1992 ai sensi del quale tali prestazioni sociali a rilevanza sanitaria comprendono “tutte le attività del sistema sociale che hanno l’obiettivo di supportare la persona in stato di bisogno, con problemi di disabilità o di emarginazione condizionanti lo stato di salute”.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-06-2016 alle 15:55 sul giornale del 29 giugno 2016 - 765 letture

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