Fabriano: favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, 3 arresti e danni allo Stato per 1 milione di euro

08/06/2016 - Tre gli arresti emessi dal gip del Tribunale di Ancona Carlo Cimini nell’ambito dell’operazione “Easy Job”, condotta da Polizia e Guardia di Finanza e coordinata dal sostituto Procuratore Ruggiero Dicuonzo. Si tratterebbe di tre soggetti ritenuti a capo di un’associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina su tutta la provincia e alla truffa aggravata ai danni dello Stato, che avrebbe consentito l’ingresso o la permanenza illecita nel territorio nazionale, di trecentonovantotto soggetti extra-comunitari (anche se poi una ventina sono risultati non coinvolti) e provocato un danno alle casse dell’Erario pari a circa 650.000 euro.

Le Forze dell’Ordine avevano riscontrato nella provincia dei flussi anomali di cittadini extracomunitari che, per rinnovare o ottenere il proprio permesso di soggiorno, presentavano buste paga emesse sempre dalle stesse aziende e proprio in prossimità della scadenza dei permessi. Contemporaneamente le Fiamme Gialle, avevano avviato delle indagini su segnalazione dell’INPS in merito ad un altrettanto anomalo flusso di richieste di indennità di disoccupazione provenienti da cittadini, extracomunitari e non, che erano stati assunti solo poco tempo prima dalle stesse aziende.

Lo sviluppo delle rispettive indagini ha condotto gli inquirenti verso gli stessi soggetti: un consulente del lavoro di Fabriano e un uomo e una donna con numerosi precedenti penali e di polizia per droga, truffa, falso e associazione a delinquere. Le intercettazioni telefoniche avrebbero poi accertato l’esistenza di un vero e proprio sodalizio criminale che, almeno a partire dal 2013, avvalendosi di tredici aziende per lo più inattive e intestate a prestanome, faceva fittiziamente assumere cittadini extracomunitari, che utilizzavano poi le relative buste paga per ottenere il rinnovo o anche solo la concessione del permesso di soggiorno. Una volta maturati i requisiti di legge e, comunque, poco tempo dopo l’assunzione, i soggetti sarebbero stati quindi licenziati e avrebbero presentato domanda per il riconoscimento delle indennità di disoccupazione. In tal modo i capi avrebbero ottenuto circa 400 euro dagli indennizzi spettanti ai sottoposti, mentre a questi ultimi sarebbero andati circa 100 euro.

Di tale meccanismo si sarebbero avvalsi anche alcuni cittadini italiani al fine di usufruire indebitamente delle predette indennità. Sono stati denuncitai a vario titolo trecentonovantotto individui. Nei confronti di tredici di loro è stata anche contestata l’associazione a delinquere e sono state eseguite perquisizioni presso le loro abitazioni sparse su tutto il territorio nazionale. Il danno patito dalle casse dello Stato, ricostruito anche grazie alla preziosa collaborazione del personale dell’INPS, ammonta a circa 650.000 euro, con riferimento alle indennità di disoccupazione illecitamente erogate, mentre ammontano ad oltre 1 milione di euro i contributi mai versati ed indebitamente riconosciuti a seguito dei contratti di lavoro fittizi.

Sono tuttora in corso sequestri per un ammontare equivalente nei confronti degli indagati al fine di recuperare le somme oggetto della truffa. A ricostruire i fatti, mercoledì mattina in Procura sono stati il Procuratore Elisabetta Melotti (in video) e il sostituto procuratore Dicuonzo.


di Enrico Fede
redazione@vivereancona.it

 






Questo è un articolo pubblicato il 08-06-2016 alle 15:20 sul giornale del 09 giugno 2016 - 1352 letture

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