Trivelle e lo sversamento nelle acque di Fano, Ricciatti: "Fatto di estrema gravità"

Trivellazioni in Adriatico 2' di lettura 12/04/2016 - Un fatto di estrema gravità che mostra evidentemente quali sono i rischi per l’ambiente e la salute legati alle attività di estrazione offshore nel Mare Adriatico. Il documentato sversamento di acque di produzione dalle piattaforme Eni, nelle acque antistanti al comune di Fano, mi coinvolge direttamente non solo per l’impegno politico intenso su questi temi, ma anche come cittadina di quella città”.

Ad affermarlo l’on. Lara Ricciatti di Sinistra Italiana, membro della commissione Attività produttive della Camera, in merito alla video inchiesta ‘Italian Offshore’, trasmesso parzialmente nel corso della trasmissione televisiva ‘Piazza Pulita’, andata in onda ieri sera su La7.

L’inchiesta ha ad oggetto l’attività di due piattaforme marittime Eni, poste a 25 km dalla costa adriatica all’altezza del comune di Fano. Per una delle due, la piattaforma Basil, viene documentato, attraverso riprese subacquee, uno sversamento continuo di acque industriali in mare, che fuoriescono da un tubo di scarico situato alla profondità di 19 metri sotto la piattaforma.

Nel documentario vengono, inoltre, citati dati inediti del ministero dell’Ambiente relativi all’altra piattaforma presente nell’area, denominata Brenda, secondo i quali sarebbero stati scaricati in mare nel corso del 2015, con le stesse modalità, 54 milioni di litri di rifiuti industriali.

Il documentario d’inchiesta cita, inoltre, il dato relativo alle 36 piattaforme Eni operanti nel Mar Adriatico, le quali, nel corso dell’anno 2014, avrebbero sversato in mare complessivamente “1,2 miliardi di litri di acque di produzione, che possono contenere metalli pesanti, idrocarburi e persino materiale radioattivo”.

"Ho depositato questa mattina stessa una interrogazione parlamentare, rivolta ai ministri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, per chiedere che si verifichino immediatamente le rivelazioni dell’inchiesta Italian Offshore”, continua Ricciatti. “Ho chiesto in particolare che vengano verificati, anche attraverso i competenti uffici UNMIG (Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse), ai quali spetta il ruolo ispettivo e di vigilanza anche per la salvaguardia dell’ambiente nell’ambito dello svolgimento di attività legate alla produzione di idrocarburi, l’effettivo scarico di acque di produzione in mare e la loro composizione, fornendo chiarimenti sulla presenza di metalli pesanti, idrocarburi ed eventuale materiale radioattivo”.

“Anche se le piattaforme citate non sono direttamente coinvolte dal referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile, in quanto situate oltre le 12 miglia dalla costa, il documentario mostra in modo evidente come la presenza di queste strutture in una area particolare come il Mar Adriatico non sia pericolosa solo in caso di incidenti, ma anche in condizioni di ordinaria attività. Mi auguro che domenica arrivi un segnale chiaro e forte dagli italiani su questo tema”.


da On. Lara Ricciatti
Deputata Sinistra Italiana





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-04-2016 alle 13:18 sul giornale del 13 aprile 2016 - 2155 letture

In questo articolo si parla di politica, adriatico, Parlamento, petrolio, lara ricciatti, idrocarburi, trivellazioni, sinistra italiana

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Giorgio Panaroni (il vecchio)

12 aprile, 13:49
Ci stanno avvelenando anche il mare e gli onorevoli locali che fanno? Una interpellanza parlamentare! Sono anni che si parla di pericoli.Una interpellanza e basta? E la politica locale? Cari concittadini, sarà il caso di darci una smossa?

1. Ci hanno detto che le piattaforme sono sicure e che non comportano nessun rischio per l'ambiente.
Poi vengono fuori le storie degli sversamenti e l'interdizione entro 500 metri dalle piattaforme (per motivi di sicurezza).

Evidentemente comportano sia un rischio per l'ambiente e sono anche piuttosto insicure.

2. Ci hanno detto che sono a rischio i posti di lavoro. Poi viene fuori che l'unica variazione dei posti di lavoro sono quelli dall'entrata in vigore della legge di stabilità sulle trivelle in questione (solo quelle entro le 12).

Il personale sulle piattaforme è estremamente limitato, dunque non si capisce quali posti di lavoro (ne quanti) sarebbero a rischio.

Evidentemente anche sui posti di lavoro ci stanno raccontando bugie.

3. Ci hanno detto che non ci sarebbero nessuna ripercussione sul turismo e sulla pesca, ma stranamente nel raggio di mezzo chilometro (punto 1) non ci si può avvicinare, pena denunce penali (scusate il gioco di parole).

Peraltro il signor carloni, strenuo difensore dei posti di lavoro (che non esistono) e del no al referendum (con il suo elenco di numeretti letti o inventati) parla di "difesa del turismo".

Evidentemente anche sul turismo e sulla pesca ci stanno raccontando bugie.

Ecco, dunque, con che tipo di politica abbiamo a che fare; gente che inventa, fa propaganda, mente, sempre nel proprio interesse e quasi mai quello del popolo.

Fate voi.

luigi alberto weiss

13 aprile, 08:06
A Piazzapulita la cosa più imbarazzante è stato il sindaco di Pesaro Matteo Ricci, che pur di attaccare la parlamentare del Cinquestelle, ha ridicolizzato il documentario Italian Offshore, nonostante l'evidenza delle immagini . Si è aggrappato lle Bandiere blu, quando tutti sanno come certi riconoscimenti vengono "conquistati".

Silvia Pieri

14 aprile, 11:09
peccato che lo sversamento sia una bufala




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