Banca Marche, Celani (FI) 'Occorre salvaguardare almeno le obbligazioni subordinate'

Piero Celani 3' di lettura 03/12/2015 - Quanti sono i risparmiatori messi in ginocchio dal recente intervento del Consiglio dei Ministri per salvare quattro istituti di credito?

Secondo Federconsumatori e Adusbef sono oltre 100.000 gli italiani che di colpo si sono ritrovati senza più i risparmi di una vita.

E mentre i risparmiatori piangono, i quattro istituti di credito: Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti, sono rinati con la dicitura “Nuova”, a nuova vita, senza più perdite e con un nuovo capitale. Con buona pace degli oltre 40mila marchigiani o degli oltre 35mila toscani e tanti cittadini abruzzesi che avevano creduto in queste banche e che dopo giorni e settimane di angoscia si sono ritrovati con un pugno di mosche; con della carta straccia in mano grazie all’intervento voluto dal Governo Renzi che ha messo a punto un salvataggio da 3,6 miliardi di euro, penalizzando, ancora una volta, i piccoli risparmiatori.

E così tantissime famiglie con i risparmi di una vita, tantissimi giovani con i loro primi risparmi, i pensionati, tanti artigiani e piccoli imprenditori, moltissima gente che si è fidata dei banchieri di fiducia di sempre…

Ora, dopo il danno, tutti i soggetti interessati, in un affannoso scaricabarile, dicono di voler correre ai ripari.

Ma non c’è tempo da perdere in sterili polemiche, è il momento in cui la Politica, le Istituzioni, le associazioni di categoria e i sindacati si adoperino tutti insieme affinché il Decreto venga modificato in Parlamento, così come sta adoperandosi l’Onorevole Deborah Bergamini (Forza Italia) con una serie di sub-emendamenti alla Legge di Stabilità, con lo scopo di salvaguardare almeno i possessori di obbligazioni subordinate, che non erano e non sono, assimilabili a capitali di rischio.

All’iniziale entusiasmo del quanto sono bello, quanto sono bravo, Matteo Renzi si è forse reso conto degli effetti tragici dell’intervento governativo sui risparmiatori e per bocca del vice ministro dell’Economia, Enrico Morando, fa sapere che “il Governo è consapevole che almeno ad una parte dei risparmiatori coinvolti, la natura dello strumento dell’obbligazione subordinata poteva non essere perfettamente nota”.

E mentre il Governo è “consapevole”, il governatore Ceriscioli, quello che rispondendo in Consiglio Regionale ad una interrogazione disse:”Cosa ne sapete di cosa ho fatto sotto traccia per Banca Marche?” e ancora “"Voi non sapete come mi sono mosso, se anche altri hanno la vostra idea, vuol dire che mi sono mosso con discrezione", continua imperterrito a sostenere che "Il provvedimento messo in campo dal governo per il salvataggio di Banca Marche permetterà alla banca di poter ripartire con fiducia e rilanciare l'istituto di credito senza utilizzo di fondi pubblici e dunque dei contribuenti".

Rilanciare la Banca delle Marche? Senza utilizzo di fondi pubblici e dunque dei contribuenti? Ma perché i 40mila marchigiani senza più i loro risparmi chi sono? Cittadini svizzeri?

Magnifica la sua dichiarazione riportata in un lancio d’agenzia.

"Da oggi – dice Ceriscioli - abbiamo di nuovo una banca ricapitalizzata, forte, nel pieno delle sue capacità operative, in grado di sostenere imprese, cittadini nei loro bisogni".

Qualcuno dica a Ceriscioli che anche il suo partito si è reso conto della tragicità dell’operazione e sta cercando dei correttivi. Cominci ad allinearsi dunque e calarsi nella realtà di quelle decine di migliaia di marchigiani che con il suo muoversi discretamente, si sono ritrovati discretamente più poveri.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-12-2015 alle 23:07 sul giornale del 04 dicembre 2015 - 614 letture

In questo articolo si parla di attualità, forza italia, ascoli piceno, banca marche, Piero Celani

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/arha