Giunta: approvate le linee di indirizzo per l’organizzazione della diagnosi prenatale

2' di lettura 16/10/2015 - La giunta ha approvato le linee di indirizzo per l’organizzazione della diagnosi prenatale, che hanno l’obiettivo di offrire un servizio adeguato riducendo contestualmente la mobilità passiva verso altre regioni e configurando un polo di attrazione per le limitrofe.

L’accesso alla diagnosi prenatale, si legge nel documento, è tanto più necessario quanto più se ne diffonde tra le gestanti la domanda, spesso connessa al timore di patologie fetali, e l’avanzare dell’età delle stesse.

Elaborate da un gruppo di lavoro del Comitato Percorso Nascita, costituito e coordinato dall’Agenzia Regionale Sanitaria, le linee di indirizzo predisposte a seguito di numerosi incontri, prevedono di ottimizzare il percorso diagnostico prenatale.

Vengono ridefiniti gli standard assistenziali suddividendo il percorso in tre livelli assistenziali garantendo gli standard di appropriatezza:

il I° livello diffuso su tutti i punti nascita per lo diagnosi prenatale ecografica per tutte le donne nel corso della gravidanza allo scopo di verificare lo stato di salute del nascituro;

il II° livello, programmato su tre centri regionali, dove l’accesso è riservato ad un approfondimento diagnostico dei casi dubbi verificati al I° livello.

Ed infine il III° livello, con un'unica sede regionale presso AOU riuniti di Ancona, per la presa in carico delle situazioni più complesse garantendo un approccio multidisciplinare e fornendo tutte le risposte necessarie a definire la situazione clinica (es. esami genetici)

Il risultato atteso è quello di decongestionare il centro di terzo livello di Ancona da tutto quello che è possibile fare in periferia e, al contempo, migliorare l’offerta diagnostica alle gestanti potenzialmente a rischio, attivando compiutamente due centri di secondo livello, così da aumentare l’offerta con maggiore equità nella distribuzione territoriale e conseguente riduzione della mobilità passiva. Infine si perfezionerà una rete regionale virtuosa capace di determinare una maggiore uniformità delle prestazioni e l’aumento dell’appropriatezza delle stesse.

La riorganizzazione che si avvia oltre a migliorare l’accesso non prevede costi aggiuntivi, in quanto si tratta di una riorganizzazione interna alle aziende, e non si ripercuote in alcun modo sulle tariffe degli esami.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-10-2015 alle 15:14 sul giornale del 17 ottobre 2015 - 601 letture

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