Educare all'integrazione: presentati i progetti di ricerca promossi dall'Ombudsman

3' di lettura 18/06/2015 - Gli stranieri residenti nelle Marche rappresentano il 9% della popolazione e una quota importante di essi è costituita da cittadini in età scolare e prescolare. E' su di loro che si è concentrata l'attenzione dei due progetti di ricerca promossi dall'Ombudsman delle Marche e realizzati dal Dipartimento di economia, società, politica (DESP) dell'Università di Urbino Carlo Bo, in collaborazione con l'Ufficio scolastico regionale (USR).

I risultati delle due indagini sono stati presentati questa mattina a Palazzo delle Marche dall'Ombudsman Italo Tanoni, dai sociologi, curatori delle ricerche, Eduardo Barberis e Angela Genova (Uniurb), e dalla referente intercultura dell'USR Marche Elisabetta Micciarelli. Le ricerche sono state avviate nel 2013 e hanno proposto ad alunni e a dirigenti scolastici di tutto il territorio, questionari per valutare il grado di integrazione e gli interventi avviati nelle scuole per gestire le diversità culturali.

"L'idea di avviare queste ricerche è nata in seguito ad alcune segnalazioni di genitori di ragazzi stranieri che lamentavano comportamenti discriminatori nella scuola - spiega Tanoni - Adesso occorre studiare i dati emersi e prendere coscienza di alcune contraddizioni. Quello dell'accoglienza degli stranieri non è solo un problema di sistemazione logistica, è necessario costruire un'accoglienza di tipo culturale nella vita quotidiana e predisporre strumenti a livello educativo, investendo nella didattica e nella formazione". Nell'anno scolastico 2013/2014 gli studenti stranieri nelle Marche sono stati 26.545. Le Marche è la regione dove nelle scuole dell'infanzia c'è la maggiore percentuale (88%) di alunni non italiani, nati in Italia, percentuale più bassa nella primaria (69%) e nella secondaria (50%). Il progetto Di.Di.Ma. (Diversità e Discriminazione nelle Marche) ha raccolto 611 questionari in 11 istituti comprensivi, 31 classi e 14 Comuni.

Sono state coperte tutte le province e le specificità territoriali (grandi e piccoli comuni, aree costiere e aree interne). "Tra i dati principali emersi - spiega Barberis - il fatto che le classi più multiculturali mostrano una maggior disponibilità verso gli sconosciuti e verso la diversità, un minor uso di stereotipi negativi". Il ruolo dell'insegnante è fondamentale, "se l'insegnante è disponibile all'ascolto e al dialogo, la capacità degli studenti di accogliere i nuovi arrivati aumenta fino al 25%". Da non sottovalutare però "la percentuale del 13-14% di ragazzi tra i 12 e i 13 anni che hanno atteggiamenti discriminatori piuttosto consolidati nei confronti delle comunità straniere più presenti, marocchini, albanesi, cinesi".

Tra i "cattivi maestri" la televisione. "Chi abusa del mezzo televisivo - spiega Barberis - ha una maggiore propensione agli stereotipi". Il secondo progetto, MIR_Scuola (Mediazione Interculturale nelle Scuole della Regione Marche), curato dalla sociologa Angela Genova, era rivolto ai Dirigenti scolastici e alle pratiche attivate nelle scuole per promuovere l'interculturalità. Il 30% dei 223 intervistati ha dichiarato episodi di discriminazione nella propria scuola. "Dalla ricerca - conclude Genova - emerge la necessità di lavorare di più sulla pedagogia culturale". Sul fronte della formazione Elisabetta Micciarelli ha annunciato lo stanziamento di fondi ad hoc da parte dell'Ufficio scolastico regionale per promuovere corsi per docenti in tutto il territorio.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-06-2015 alle 18:05 sul giornale del 19 giugno 2015 - 758 letture

In questo articolo si parla di attualità, marche, Assemblea legislativa delle Marche

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