Sel ad Amati e Agostini: 'Valutazione opposta alla nostra sul governo regionale'

Sel, Sinistra Ecologia Libertà 3' di lettura 18/02/2015 - Con parecchia ipocrisia ed estremo ritardo il PD, per bocca degli On. Amati ed Agostini, in un evidente condizione di difficoltà, di spappolamento delle sue alleanze e in cerca di soccorso, fa appello alla sinistra.

Al di là delle tattiche e dei giochi è bene però concentrarsi e rispondere su alcuni passi dell'intervento e sul duro merito delle questioni.

La valutazione di Amati e Agostini sul governo regionale è che si sono conseguiti buoni risultati negli ultimi anni.

L'esatto opposto di quello che noi pensiamo. Noi diamo un giudizio fortemente critico sulla azione della maggioranza e del governo regionale PD – Spacca. Non c'è stata una adeguata programmazione a fronte di una aspra crisi economica-sociale: il PIL nelle Marche in questi anni è caduto di più della media nazionale, la disoccupazione è esplosa dal 4 al 10%, la precarietà è dilagante e interessa il 90% dei nuovi contratti, 130.000 marchigiani sono sotto la soglia di povertà e tanti altri non se la passano bene, le piccole imprese sono alle prese con la mancanza di domanda e col restringimento del credito. La cura da cavallo imposta alla Sanità ha aggravato i problemi delle lunghe liste di attesa, dei tickets esorbitanti, della “esplosione” dei pronto soccorso.

L'ambiente e il territorio sono stati fatti oggetto di scelte sbagliate (dai rigassificatori, agli impianti di biomasse, al mancato intervento di risanamento dei fiumi e dell'assetto idrogeologico, a misure di natura urbanistica che consumano suolo e agevolano occasioni speculative fino al taglio dei fondi per le aree protette).

Inoltre essi affermano che occorre partire “dallo storico rapporto con il centro”. Appunto: noi fin da cinque anni fa abbiamo pensato e praticato il contrario. Né con l'UDC né con l'eventuale simil UDC di Pettinari né con le “scelte civiche” centriste. Né tanto meno con il partito di Alfano con cui il PD continua a governare sul piano nazionale (e con Berlusconi alla bisogna) secondo una tattica cangiante e trasformistica tutta piegata strumentalmente all'esclusivo e centrale interesse del PD.

Ancora e soprattutto: è difficile oggi pensare ad un rapporto di alleanza con un partito come il PD che a livello nazionale sta conducendo una politica economica, tutta dentro i dettami del neo liberismo europeo, che lede i diritti dei lavoratori, aggrava di fatto la condizione delle persone, affossa le autonomie locali con tagli ai servizi e/o aumento dei tributi locali, manomette i delicati equilibri costituzionali, approva una legge elettorale iper-maggioritaria che assegna ad un solo partito (anche relativamente debole e non rappresentativo della maggioranza degli elettori) la maggioranza assoluta, liquidando di fatto le coalizioni e permettendogli – per questa via - di nominare tutte le più importanti cariche dello Stato e di procedere – anche da solo – a più pesanti modifiche costituzionali.

Infine: non ci sottrarremo al confronto che in democrazia è sempre benvenuto ma un rapporto di alleanza nel merito, programmatico e politico, nazionale e regionale, è stato da tempo sbarrato dal PD.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-02-2015 alle 17:20 sul giornale del 19 febbraio 2015 - 1115 letture

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