Modena: finisce in città la latitanza dell'uomo complice di tentato omicidio ad Ancona

polizia 2' di lettura 09/02/2015 - E' finita sabato, a Modena, la latitanza dell'uomo complice di un tentato omicidio ad Ancona. La vittima della spedizione punitiva riportò lesioni gravissime tra cui una frattura al cranio, dopo botte con una mazza da baseball, e tagli su varie parti vitali del corpo. A la parola fine alla vicenda anche gli uomini della Mobile dorica.

Dopo i fatti delittuosi dello scorso 4 gennaio di via Beniamino Gigli, dove un tunisino di 34 anni E.G. veniva gravemente ferito da due connazionali con una mazza da baseball ed un coltello con cui veniva ferito al volto, la Squadra Mobile di Ancona dava inizio ad una fitta attività investigativa per identificare e arrestare anche il secondo uomo. Mentre il primo era stato veniva arrestato subito dopo i fatti, dell'altro, che aveva agito in concorso, venivano perse le tracce. Ma poi l’incessante lavoro di ricostruzione della vicenda, alle numerose attività di riconoscimento fotografico, i poliziotti della Mobile Sezione Omicidi e lesioni, sono riusciti a dare un nome e un volto anche al secondo esecutore materiale delle lesioni inferte ad E.G. che il 4 gennaio era finito all’ospedale di Torrette in gravissime condizioni.

Si tratta di un altro tunisino, F.G. classe ’64, che il giorno dell'aggressione era venuto ad Ancona appositamente per eseguire questa "giustizia" privata insieme all'amico F.G., probabilmente per recuperare una somma di denaro dovuta da E.G. per una partita di droga. Non appena consumata la “spedizione punitiva”, il secondo uomo E.G. si allontanava dalla provincia di Ancona, ma nel frattempo la procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona nella persona del Sostituto Procuratore Irene Bilotta emetteva un decreto di fermo di persona gravemente indiziata di delitto di lesioni gravi (una frattura al cranio con l’uso di una mazza da baseball e tagli su varie parti vitali del corpo, fatti con un coltello) commesse in concorso.

Nella giornata di sabato 7 febbraio, dopo un mese di indagini e di ricerche su tutto il territorio nazionale, il 50enne tunisino F.G. veniva rintracciato in territorio emiliano e immediatamente scattava il dispositivo di cattura nei suoi confronti. Appostamenti e pedinamenti fatti in stretta collaborazione con la Squadra Mobile di Modena e la Polizia Municipale, hanno permesso di assicurare alla giustizia anche il secondo aggressore dopo un mese di latitanza. Ora l'accusa è per lui tentato omicidio, tentata estorsione, lesioni gravi e porto di armi e strumenti atti ad offendere commessi in concorso.






Questo è un articolo pubblicato il 09-02-2015 alle 23:43 sul giornale del 10 febbraio 2015 - 1329 letture

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