Alluvioni e dissesto idrogeologico: Acacia Scarpetti, "Quello che manca è il buon senso"

Luca Acacia Scarpetti Italia dei Valori 2' di lettura 18/10/2014 - Da qualche giorno si ascoltano incessantemente politici da ogni parte d’ Italia, chiedere fondi per il pericolo alluvioni. Urlano di presunte “bombe d’acqua”, come se nel passato non fosse mai piovuto. Io vedo solo Bombe di ignoranza e di malafede.

Ci fosse stata una sola persona parlare della mancanza del buon senso prima diffuso, nella gestione del territorio. Una volta si gestiva il territorio a mano e con la forza animale, pioveva quanto oggi, e le frane erano rarissime. Quello che manca oggi, è la mancanza di regole necessarie per colmare quel vuoto umano, formatosi per l’avvento “del gridare il nulla”!

Sapete perché ad ogni forte pioggia, neanche straordinaria (e lo dicono i più autorevoli studiosi del settore), oggi succedono disastri e ieri no? Perché province e comuni hanno dismesso la figura dei cantonieri responsabili di cantoni di strada con obbligo di residenza in loco, come avveniva sino agli anni 70, e perché molti nuovi agricoltori, gestiscono dilettantisticamente e masochisticamente i propri fondi agricoli. Tutto qua. Ecco perché da neo consigliere regionale IDV nel 2011 presentai una mozione per ripristinare subito la figura del cantoniere provinciale, ed ecco perché nel 2012 presentai, unico in Italia, un testo di legge “Norme di Polizia Rurale”.

Non si tratta di una ghigliottina per gli agricoltori. Per almeno il 50 % di loro, che gestiscono i terreni come “Dio Comanda”, non cambia nulla. Per le aziende che invece non eseguono fossi di scolo, che lavorano i terreni sino ai margini estremi dei fossi, dei greppi, dei vuoti, questa legge sarà un semplice strumento per intimare loro di fare le cose come si deve. Tutti i cittadini hanno obblighi civili e penali. Se cade una finestra, un vaso di fiori, se cade una antenna, ne rispondiamo direttamente. Non si capisce perché pochissimi retrogradi coltivatori e amministratori, possano impunemente causare disastri come affermano fonti scientifiche, e invece di pagare i danni chiedono e ottengono fondi di risarcimento.

I fossi di scolo delle acque, si sono sempre fatti, quando oltretutto si lavoravano i terreni con i buoi: possibile che non si possano fare oggi con i trattori. Pochissimi euro di spesa apparente annua e il problema alluvioni si depotenzia del 90 % fidatevi. Anche perché il beneficiario più grande di tale pratica agricola che chiedo per legge, è l’agricoltore stesso, che non spende poi per ripristinare il fondo dalle micro e maxi frane, e non vede impoverirsi il proprio terreno da preziosa sostanza organica.

Spero solo che i tempi siano maturi, per un voto in aula prima della fine della legislatura: queste sono le riforme di cui il paese ha bisogno, il resto sono chiacchiere.


da Luca Acacia Scarpetti
Consigliere regionale IDV


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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-10-2014 alle 11:01 sul giornale del 20 ottobre 2014 - 1252 letture

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