Il 'più grande tenore del mondo di tutti i tempi': il pesarese Mario Del Monaco

Mario Del Monaco 4' di lettura 15/10/2014 - Il 16 ottobre ricorre l’anniversario della scomparsa di Mario Del Monaco, «o maior tenor do mundo de todos os tempos», come lo ha definito il critico brasiliano Armando Francisco Marengo, avvenuta nel 1982.

Quando si parla dei grandi musicisti ed interpreti della nostra regione, si pensa solitamente a Beniamino Gigli, Gioacchino Rossini, Gaspare Spontini e Giambattista Pergolesi; ma quanti pensano a Mario Del Monaco? E chissà quanti sanno che fosse marchigiano, e che poté diventare il più grande tenore di sempre grazie alle Marche. Per quanto personaggi «internazionali» come Del Monaco alla fin fine divengono di fatto cittadini del mondo, e che anche altre località italiane ne rivendicano orgogliosamente e ragionevolmente la sua appartenenza (ad esempio, la città di Treviso, dove visse per un certo periodo, oppure Firenze, dove egli nacque), dopo gli anni della sua fanciullezza trascorsi a Cremona e poi in Libia, approdò a Pesaro all’età di 13 anni, dove il papà vi si volle stabilire proprio per la presenza del ben noto ed esclusivo conservatorio musicale.

Il suo esordio, considerato il primo atto della sua strepitosa carriera artistica, avvenne a Mondolfo – Marotta (anche se il debutto vero e proprio avvenne a Cagli nel ’39), quando aveva 14 anni d’età, e già allora un quotidiano marchigiano, «Il Corriere Adriatico», scrisse che «egli, come oggi si presenta, costituisce un fenomeno che a giudizio di competenti, in un domani non lontano, sboccerà in un artista dalla voce possente». La storia di Del Monaco incrociò in seguito anche la «spiaggia di velluto», con un esito meno fortunato (va detto però che il critico lì presente non fosse senigalliese). Raccontò lui stesso: «vent’anni fa cantai a Senigallia “La Traviata”. La recita non fu assolutamente brillante, ma il fatto è che il critico presente allo spettacolo disse: dopo la prova offerta da Mario Del Monaco ieri sera, sono sicuro che di questo tenore non ne sentiremo mai più parlare.....»

Tuttavia, fu Pesaro a salvarlo artisticamente, dopo che il tenore si era trasferito al Teatro Reale di Roma, sconsigliatovi dal farlo dal proprio maestro di Pesaro Arturo Melocchi, il quale temeva che, stante la particolarità della sua voce, nella capitale glie l’avrebbero rovinata. Stava andando proprio così, se non fosse stato per la moglie di Del Monaco, Rina Filippini, anch’essa cantante lirica (soprano), la quale insistette con lui affinché tornasse a Pesaro, e convinse il maestro Melocchi a riprenderlo sotto la sua guida artistica (confermando così la tesi per la quale vicino ad un grande uomo vi è quasi sempre una grande donna).

Da lì si svolse una carriera unica e straordinaria, che contribuì ad elevare l’immagine dell’Italia nel mondo; basti ricordare, a titolo d’esempio, che nel ’59 i suoi fans di Mosca, in piena epoca dittatoriale comunista, gridarono sotto il suo albergo «Viva l’Italia» (si rammentino di tale episodio quegli ingenui, inesperti e talora incompetenti membri del Governo Renzi, i quali stanno attaccando mediaticamente i nostri amici russi), o che l’Imperatore del Giappone, nel ‘58, contravvenne per la prima volta al rigidissimo protocollo, per andare ad ascoltarlo a Tokio.

Oggi le spoglie di Del Monaco riposano a Pesaro, avvolte in un costume di «Otello» da lui stesso disegnato, dove ad evidenziarne la memoria, su di esse è stato realizzato un monumento sepolcrale da parte di Giò Pomodoro. Grazie Mario; i marchigiani, quand’anche in questo periodo di grave crisi economica indotta dall’Euro, avessero a temere nel proprio futuro od a perdere fiducia in se stessi, troverebbero senz’altro notevolissimo esempio in te, così come in tanti altri marchigiani straordinari che hanno dato grande lustro alla nostra meravigliosa regione.

Nota: quì è possibile ascoltare Del Monaco (in play back), con la sua voce incredibile, ospitato a «Domenica in» da Pippo Baudo, in una meravigliosa canzone di musica leggera, composta per lui da un altro illustre (d’origine) tuttora vivente, Detto Mariano: https://www.youtube.com/watch?v=IXgl3OzIpic .






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-10-2014 alle 07:18 sul giornale del 16 ottobre 2014 - 1138 letture

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