Chiaravalle: Luca non ce l'ha fatta, la città in lacrime

2' di lettura 02/09/2014 - Luca vive. Vivono il suo cuore giovane e grande, il suo fegato, i suoi polmoni. Luca Cardamone continuerà a vivere nel ricordo e nei pensieri di tanti che lo hanno conosciuto, lo hanno amato, lo hanno apprezzato e stimato.


Luca continuerà a vivere anche se nella tarda mattinata di ieri l’ennesimo monitoraggio aveva registrato un elettroencefalogramma piatto ed alle 18, trascorse le 6 ore canoniche, il giovane era stato dichiarato morto. La speranza di vedere ancora sorridere il ventisettenne chiaravallese è definitivamente tramontata nel pomeriggio di ieri.

Immediatamente la famiglia ha concesso l’autorizzazione per l’espianto degli organi e il giovane, forte cuore di Luca batterà probabilmente prestonel petto di una ragazza bolognese che al giovane di Chiaravalle deve la vita.

Una vita si spegne ed altre ne nascono e rivedono la luce. Domenico Cardamone, padre forte e dignitoso di Luca, conferma che anche fegato, polmoni ed altri organi sono stati espiantati in attesa di essere trapiantati a chi ne ha assoluta necessità. Altri vivranno grazie a Luca. I lunghi giorni di dolore, di trepidante ansia, di spasmodica attesa non hanno scalfito l’esemplare comportamento della famiglia Cardamone: il loro è l’esempio più fulgido dicosa sia la dignità, l’umana pietà, il rispetto. Ventisette anni, apprezzato cuoco prima a Londra e poi a Barcellona, Luca Cardamone era stato vittima di un tremendo incidente venerdi scorso alle 9 sulla strada che collega Chiaravalle a Castelferretti.

Un’improvvisa ed inattesa invasione di corsia per cause ancora da chiarire, un impatto frontale terrificante tra l’Opel Corsa guidata dal ventisettenne e la Fiat Grande Punto condotta da un settantenne di Castelferretti. Ai soccorritori le condizioni di Cardamone erano immediatamente apparse gravissime: dieci minuti di massaggio cardiaco e somministrazioni di adrenalina avevano consentito al cuore di Luca di riprendere a battere, come se il giovane volesse rimanere attaccato alla vita con quella determinazione che era tra le sue migliori doti. Purtroppo però la gravissima situazione complessiva rendeva impossibile sperare in un miglioramento e ieri quel cuore generoso ha definitivamente cessato di battere

. “Desideriamo ringraziare - dice con pacatezza il fratello maggiore Giuseppe, pur in un momento di immenso dolore - tutto il personale dellospedale di Torrette, del reparto di rianimazione e del centro coordinamento trapianti per la sensibilità e l’attenzione che ci hanno dimostrato”. Luca aveva espresso la volontà di essere cremato anche se nei prossimi giorni nell’abbazia di Chiaravalle i familiari e gli amici organizzeranno un momento di preghiera e riflessione.

Caro al cielo è chi muore giovane: l’eterno verso di Menandro regala una speranza. Luca vive.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-09-2014 alle 20:49 sul giornale del 03 settembre 2014 - 3136 letture

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