Marconi sul marchio per le amministrazioni 'Comune libero da rifiuti - Waste Free'

Luca Marconi 2' di lettura 31/03/2014 - L'impegno è quello del “Comune libero da rifiuti - Waste Free” sulla base di quanto recentemente deliberato dal Consiglio Regionale, e cioè l'istituzione di un vero e proprio marchio di qualità ambientale che certifichi l’operato delle Amministrazioni Comunali nei confronti delle politiche esercitate, delle azioni svolte e dei risultati conseguiti in merito alla riduzione della produzione dei rifiuti solidi urbani.

“Oggi abbiamo una legge, dice Luca Marconi, consigliere regionale UDC, relatore di maggioranza, che comincia ad avere qualche applicazione a livello comunale. La Regione Marche, infatti, attiva un impegno serio e concreto a favore di quelle Amministrazioni Comunali che otterranno il marchio “Comune libero da rifiuti - Waste Free” con l'erogazione di contributi specifici per il finanziamento di azioni ed iniziative dirette alla prevenzione della produzione dei rifiuti solidi urbani anche incidendo sul livello dei consumi e sulle abitudini di acquisto dei cittadini nonché sulle modalità di imballaggio impiegate dalle aziende produttrici di beni.

Sempre su questa tematica, di grande interesse per la tutela e la salvaguardia dell'ambiente Marconi, nei giorni scorsi, ha presentato un'interrogazione al Presidente della Giunta regionale proponendo la sperimentazione sul territorio di macchine tritarifiuti realizzati da privati e dalla stesso CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) in grado di frammentare i rifiuti, anche infetti, per trasformarli in materiale combustibile ecologico.

“Si tratta, spiega Marconi, di un processo meccano-chimico a basso impatto energetico ed eco sostenibile che produce un prodotto asciutto, con un volume notevolmente ridotto, un minimo tasso di umidità, sterile, batteriologicamente sicuro, stabile nel tempo, con elevato potere calorifico che può essere maneggiato e conservato senza rischi o problemi. Tale prodotto è un combustibile nobile che può essere usato anche come fonte di energia alternativa con un impatto ambientale pari a zero facilmente vendibile (manifestazioni d'interesse arrivano, per esempio, dai Cementifici europei che utilizzano una grande percentuale di questo combustibile da rifiuto rispetto alla stessa produzione italiana).”

Secondo il consigliere UDC questo nuova procedura, oltre ad abbattere i costi di smaltimento dei rifiuti in quanto non sarebbe più necessario mantenere attive tutte le costosissime discariche attualmente presenti sul territorio e si limiterebbero, almeno in parte, le spese per il trasporto dei rifiuti stessi, potrebbe anche significare nuova occupazione, controllo di qualità del prodotto ottenuto con impianti opportunamente certificati, risanamento e bonifica del territorio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-03-2014 alle 16:59 sul giornale del 01 aprile 2014 - 715 letture

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