Allarme anziani scomparsi dalle case di riposo della nostra regione

anziano 17/08/2013 - Ancora anziani scomparsi nel nostro territorio, ancora allontanamenti dalle case di riposo in cui sono ospiti.

A seguito dell’ennesimo ritrovamento del cadavere di un anziano scomparso da una casa di riposo, il Sig. Venanzo Buatti, scomparso nel pomeriggio del 4 luglio 2013 dalla casa di riposo di Ussita, e rinvenuto cadavere (un cane casualmente lo ha fiutato in un bosco) giovedì 8 agosto in una zona boschiva in località Sasso, non lontano da piazza dei Cavallari, dove in un primo momento aveva puntato il cane del soccorso alpino, l’Associazione Penelope Marche, che segue i familiari delle persone scomparse, intende denunciare pubblicamente quanto segue sul tema in oggetto.

Nonostante l’aumento degli anziani scomparsi dalle case di riposo, quello del Sig. Buatti è solo l’ultimo caso del 2013 nella nostra regione dopo i casi di Saverio Simonetti scomparso il 22 agosto 2010 dalla casa di riposo di Penna San Giovanni (Mc) e mai più ritrovato, di Adelio Morichi scomparso il 17 dicembre 2010 dalla casa di riposo di Montesicuro (An) e ritrovato cadavere da un cacciatore il 19 dicembre 2010, di Nazzareno Battista scomparso il 22 novembre 2012 dalla casa di riposo di Urbisaglia (Mc) e ritrovato cadavere il 27 novembre 2012, di Giuseppina Boccanera scomparsa il 22 dicembre 2012 dalla casa di riposo di Recanati e ritrovata cadavere due giorni dopo, il comportamento da parte delle Istituzioni e delle case di riposo che li ospitano, è sempre lo stesso: di assoluta normalità, quasi una routine come se nulla di grave fosse accaduto anche quando un organismo come l’associazione Penelope o qualche attento giornalista si interessa della situazione rilevandone criticità e valutando il comportamento di chi di dovere.

Nel caso specifico del Sig. Buatti le ricerche sono state interrotte dopo quattro giorni dalla scomparsa, eppure l’anziano affetto da disturbi psichiatrici e bisognoso di farmaci, e quindi vulnerabile, non era in grado di orientarsi e di potersi allontanare di molto dalla struttura, perché la casa di riposo di Castelsantangelo sul Nera, dove Buatti era ospite, era stata temporaneamente trasferita ad Ussita per alcuni lavori di ristrutturazione.

Ḕ dunque doveroso a questo punto interrogarsi sulle cautele adottate dalla casa di riposo che aveva in carico l’anziano per vigilare sullo stesso, allontanatosi dalla struttura senza alcuna difficoltà. Alla luce di quanto accaduto è evidente che la vigilanza è stata carente o inadeguata a quel minimo di standard qualitativo che con l’uso della diligenza richiesta dalla legge avrebbe impedito ad una persona di 77 anni e con problemi di allontanarsi dalla struttura in cui è ospite dove egli stesso o i suoi famigliari pagano per essere accudito.

Le ricerche istituzionali sul caso in questione nonostante l’impegno da parte delle Forze dell’Ordine vengono interrotte senza esito dopo quattro giorni dalla scomparsa. Dopo quasi venti giorni di silenzio sul caso e senza più nessuna notizia dell’anziano la Presidente di Penelope Marche sollecita la Prefettura di Macerata, ente preposto al coordinamento generale dell’attività di ricerca delle persone scomparse, con istanza alla prosecuzione delle ricerche dello scomparso, ma l’ente respinge la richiesta, senza una concreta motivazione ovvero perché mancano “elementi nuovi”.

Viste le circostanze e l’evidenza dei fatti è significativo interrogarsi sulla modalità di conduzione ed espletamento delle ricerche per il semplice fatto che un anziano con problemi psichiatrici non poteva essere in grado di allontanarsi dalla casa di riposo in modo tale da far perdere le proprie tracce. Secondo quanto espresso dal nono report semestrale a cura dell’Ufficio del Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse, il dato nazionale degli scomparsi over 65 alla data del 30.06.2012 è di 1.600 persone da rintracciare.

L’Associazione Penelope Marche ritenendo serio e preoccupante il costante aumento di anziani scomparsi, alcuni dalle case di riposo, e ritenendo che nei riguardi delle fasce più deboli, anziani per i quali è stata acclarata l’esistenza di disturbi psicologici/psichiatrici o di tipo neurologico, non sia stata predisposta un’attenta e pertinente assistenza agli stessi, poiché alcuni ritrovati cadaveri nei paraggi dove erano ospiti, non può non rilevare e denunciarne la scarsa attenzione da parte delle strutture cui sono ospiti. Parallelamente si è manifestato inadeguato in svariati casi il coordinamento delle modalità di ricerche da parte della Pubblica Amministrazione che sin d’ora si è rivelato poco efficace ed insensibile alle indicazioni che vengono dall’esterno.


da Associazione territoriale Penelope Marche





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-08-2013 alle 16:14 sul giornale del 19 agosto 2013 - 2876 letture

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