Falconara: aereoporto 'Sanzio', scoperte compagnie aeree abusive. Un giro di circa 3 milioni di euro

aeroporto 4' di lettura 16/08/2013 - Scoperte compagnie aeree abusive all'aereoporto Sanzio. A mettere a segno il colpo, dopo una lunga indagine durata due anni, la Guardia di Finanza della Tenenza di Falconara. Nè mancavano piloti, delle rispettive compagnie abusive, senza brevetto. Un giro da circa 3.000.000,00 di euro perdipiù in parte non dichiarati al Fisco.

Nell’ambito delle attività volte al contrasto ed alla repressione del contrabbando dei traffici illeciti in genere, i Finanzieri della Tenenza di Falconara Marittima hanno scoperto un articolato e diffuso sistema con il quale venivano eseguite attività abusive di trasporto pubblico aereo di passeggeri e merci con destinazioni nazionali, comunitarie ed extracomunitarie, in totale spregio alla specifica normativa di settore. In particolare, le indagini, avviate a seguito di un controllo nell’Aeroporto delle Marche di Falconara Marittima, hanno portato a cinque aziende del settore ed una quindicina di soggetti (tra i quali alcuni piloti) costantemente impegnate, anche in altre zone del territorio nazionale, nell'attività illecita.


Le imprese indagate, infatti, al fine di soddisfare la crescente richiesta di trasporto di persone e merci proveniente dal “mercato”, si sono avvalse dell’opera – e della compiacenza - di piloti, che hanno utilizzato velivoli per fini diversi da quelli autorizzati. Questo per favorite, da un lato, dall’indisponibilità reale alla sede da parte delle compagnie regolarmente autorizzate all’esercizio dell’attività “aerotaxi” ad offrire tali servizi “personalizzati”, dall’altro, dalla possibilità di praticare voli a costi estremamente concorrenziali, proprio grazie anche al mancato rispetto degli “standard di sicurezza”. Un comportamento ha causato un rilevante nocumento, tra gli altri, a tutti i soggetti d’impresa regolarmente muniti della licenza d’esercizio e del relativo certificato di operatore aereo (si tratta di circa novanta imprese debitamente autorizzate in tutta Italia). Difatti, questi ultimi, al fine di assicurare gli standard di sicurezza e di assets prescritti dalla normativa di riferimento, sono costretti a sostenere maggiori spese di manutenzione degli aeromobili e delle relative organizzazioni di volo.

Gli investigatori, coordinati dal Comandante della Tenenza e sotto la costante direzione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, Rosario Lioniello, nel corso delle indagini, protratte per circa due anni, hanno proceduto ad escutere in atti circa trecento passeggeri. E’ così emerso che la totalità dei viaggi aerei oggetto di approfondimento era di natura prettamente commerciale e che gli utilizzatori avevano regolarmente pagato il biglietto di viaggio direttamente ai piloti e/o alle società proprietarie e/o amministratrici dei velivoli. Nell’occasione sono state emesse fatture riportanti prestazioni diverse da quelle effettuate e, in taluni casi, sono state fatte figurare prestazioni di natura pubblicitaria o di fantomatici noleggi dei velivoli.

Tra i piloti coinvolti, tutti operanti nello scalo anconetano, in particolare uno, risultava sprovvisto anche delle relative autorizzazioni di pilota professionale, e nonostante ciò, grazie all’appartenenza ad una nota associazione di volo operante all’interno dello scalo falconarese, ha effettuato trasporti di persone ed anche di armi da caccia verso i Balcani.

La prassi di mascherare queste attività illecite come voli promozionali, didattici, sportivi ed anche di carattere umanitario garantiva anche indebite agevolazioni fiscali. Dal momento che, in tali casi, sono previsti benefici vari in materia amministrativa e fiscale, con particolare riferimento anche alle imposte (accise) previste sui carburanti utilizzati dai velivoli.

L’input alla delicata attività investigativa, estesa anche ad altre aree del territorio nazionale, è scaturito da un controllo ai fini doganali effettuato su un carico di armi da caccia dichiarato in dogana da un imprenditore del settore in partenza per la Croazia. Il trasporto delle armi non sarebbe stato effettuato con velivolo di linea bensì con un piper privato, che dai successivi controlli effettuati dai Finanzieri, non risultava autorizzato a eseguire voli di carattere commerciale. I compensi introitati dalle società e dai piloti coinvolti nelle indagini, grazie all’illecita attività di trasporto pubblico di persone e merci, ammontano a circa 3.000.000,00 di euro, parte dei quali, peraltro, risultano non dichiarati ai fini fiscali.

Scatta, dunque, da parte dei Finanzieri la denuncia per 15 persone, tra cui 6 piloti, alla Procura della Repubblica di Ancona per i reati di esercizio abusivo della navigazione aerea (art. 1188 C.d.N.), impiego abusivo ed indebito di aeromobili (art 1143 C.d.N.), imbarco di armi da caccia su velivoli da turismo senza la prescritta autorizzazione (art 5 R.D. 10.02.1936, nr. 497). I piloti coinvolti, ora, saranno anche segnalati agli organi preposti, tra i quali l'ENAC. In questi casi, infatti, a seguito dell'eventuale condanna, è prevista la sanzione accessoria della sospensione dei titoli aeronautici.






Questo è un articolo pubblicato il 16-08-2013 alle 17:49 sul giornale del 17 agosto 2013 - 2337 letture

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