'Officina Nati per Leggere Marche': perché i libri fanno bene alla salute

Officina Nati per leggere Marche 5' di lettura 12/05/2013 - Sabato 11 maggio ad Ancona si è svolto il convegno "Officina Nati per leggere Marche", organizzato in collaborazione con la Regione, l'Associazione Italiana Biblioteche Marche, l'Associazione Culturale Pediatri Marche e la Federazione Italiana Medici Pediatri Marche. Presenti al seminario anche una rappresentanza di lettori volontari e bibliotecari di Fano, tra questi Tommaso Paiano, Presidente dell'AIB Marche, e Valeria Patregnani, responsabile dei servizi bibliotecari della Mediateca Montanari di Fano e referente Nati per Leggere per l'AIB Marche.

Al centro dell'incontro il progetto nazionale "Nati per leggere" per la promozione della lettura ad alta voce ai bambini di età compresa tra i 6 mesi ed i 6 anni. Un momento formativo ed un’opportunità per riflettere sui risultati del progetto a livello nazionale, ad oltre dieci anni dalla sua nascita. Sulla scia del progetto americano Reach Out and Read (1989) e di quello inglese Bookstart (1992), in Italia, nel 1999, prende forma Nati per Leggere, con l'obiettivo di promuovere l'alfabetizzazione dell'infanzia. L'Assessore alla Cultura della Regione Marche, Pietro Marcolini, ha aperto l'incontro ricordando l'importanza del progetto e la necessità di creare una rete di collegamento capillare ed interdisciplinare sul territorio. Una rete feconda ed articolata, capace di coinvolgere bibliotecari, pediatri, operatori sanitari e culturali.

Introdotto da Laura Olimpi, pediatra e referente Nati per Leggere per ACP Marche, che ha sottolineato la necessità di promuovere la lettura come fonte di dialogo tra cittadini, enti pubblici ed operatori, il pediatra e Presidente del Centro della Salute del Bambino di Trieste, Giorgio Tamburlini, si è poi concentrato sull'importanza d'investire nei primi 1000 giorni di vita del bambino per favorire la cosiddetta "emergent literacy". Tamburlini ha illustrato gli effetti neurobiologici, psicologici ed economici di una costante e corretta familiarizzare del bambino con i libri e la lettura a partire dalla prima infanzia. "Meno parole si ascoltano, meno parole si sanno. Quindi, il contesto culturale, scolastico e professionale è determinante. Dobbiamo dare ai genitori uno strumento semplice per rendere di qualità il tempo che passano con i propri figli". "Il capitale umano è la nostra ricchezza e su questo occorre investire. Infatti, è dimostrato che buoni livelli di literacy sono collegati anche ad un migliore uso dei servizi sanitari" conclude Tamburlini.

Il pediatra Gabriele Garbuglia ha invece parlato dell'importanza del pediatra di famiglia, che riveste un ruolo fondamentale nello stimolare e migliorare le capacità di apprendimento dei bambini, oltre che per quanto riguarda la salute fisica. "Leggere fa bene alla salute, perciò, è importante che il libro entri in ambulatorio e nelle sale di attesa, non solo per rendere la visita più piacevole, ma anche perché la lettura può cambiare il futuro dei nostri piccoli pazienti - spiega Garbuglia - Il libro produce effetti positivi sullo sviluppo cognitivo e linguistico del bambino e può diventare terapia, soprattutto in situazioni familiari difficili, dove è presente una patologia fisica o comportamentale, oppure, nel caso di disturbi di letto-scrittura".

Valeria Patregnani, referente Nati per Leggere per AIB Marche, ha coordinato l'intervento dal titolo "Libro fammi grande: leggere nell’infanzia" a cura di Rita Valentino Merletti, autrice, esperta in progetti di promozione della lettura e Presidente della giuria del Premio nazionale Nati per Leggere, e Gigi Paladin, psicologo, bibliotecario e docente di psicologia sociale e tecniche di animazione della lettura all'Università di Brescia. L'editoria, infatti, nel corso degli anni, ha fornito strumenti sempre più adatti per far fronte alle diverse esigenze dell'infanzia. "Bisogna crederci, non in modo teorico, ma emotivo" precisa Rita Valentino Merletti. Come disse Rodari: "La parola creativa è quella da trasmettere, è quella che mette in moto, fomenta, accende un fuoco. Questo, attraverso un semplice atto quotidiano: leggere un libro ad un bambino". Paladin si è poi concentrato sulle diverse tipologie di libri per l'infanzia in relazione alle varie fascia d'età, passando dai libri di contatto, a quelli dell'imprinting, a quelli altamente iconici o fotografici, fino agli albi illustrati, alle protostorie e alle prime narrazioni, spiegando come il percorso di lettura del bambino inizia già nel momento in cui cerca di cogliere quello che vede rappresentato nel libro. "Importante è la qualità dei libri scelti e della figura che va a leggerli" spiega Valeria Patregnani. Anche per questo nasce il Premio nazionale Nati per Leggere: "Per una promozione di qualità ed indirizzata ad un pubblico vasto. Lo scopo è duplice: sollecitare gli editori a produrre libri sempre più adatti a diverse fasce d'età e divulgare un prodotto leggibile da tutti, anche da parte di chi non ha conoscenze specifiche".

Dopo la pausa pranzo, Giovanna Malgaroli, segreteria nazionale Nati per Leggere ha introdotto l'analisi dei dati raccolti con il monitoraggio sul contesto nazionale e sui vari progetti regionali. Un'analisi che ha evidenziato come il progetto Nati per Leggere sia in continua crescita, trattandosi dell'unico progetto strutturato sul territorio a favore della lettura, che si avvale anche delle preziosi risorse messe a disposizione dal volontariato. In base alle diverse aree territoriali, hanno relazionato: Valeria Patregnani per le Marche, Corrado Rossetti ed Olimpia Bartolucci per l'Umbria, Andrea Bianchini per la Provincia di Pesaro Urbino ed Elena Carrano per Macerata.

Valeria Patregnani, referente Nati per Leggere per l'AIB Marche, e Tommaso Paiano, Presidente dell'Associazione Italiana Biblioteche Marche, si sono infine concentrati sulle azioni ed i progetti regionali Nati per Leggere. "Dietro alle attività di Nati per Leggere c'è un forte impegno civile, il nostro obiettivo è elaborare normative specifiche per la lettura, sviluppare una formazione sempre più approfondita, prendere atto dei progetti locali e concordare azioni congiunte anche a livello finanziario" spiega Paiano. Toccante e atteso, l'intervento dal titolo “Perché leggere ad alta voce? Per la meraviglia…” a cura di Alfonso Cuccurullo, lettore professionista e formatore Nati per Leggere. “Sono qui per testimoniare che leggere permette di migliorare la qualità della vita". Cuccurullo ha infine salutato il pubblico leggendo con grande maestria "La grande fabbrica delle parole" di Agnès de Lestrade e Valeria Docampo.












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