Castelbellino: l'Amministrazione ricorre al Presidente della Repubblica contro la centrale a biogas

Comune di Castelbellino 6' di lettura 25/10/2012 - Martedì 23 ottobre 2012 il Comune di Castelbellino ha trasmesso il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il Decreto della Regione Marche che autorizza la Società Agricola “4C” a costruire un impianto di produzione di energia elettrica da Biogas a ridosso del fiume Esino, tra le località di Scorcelletti e Pantiere.

Il ricorso è l’atto finale di una vicenda che vede l’Amministrazione Comunale contrapposta ai competenti uffici regionali, i quali hanno rilasciato la concessione alla costruzione dell’impianto attraverso una Conferenza dei Servizi piena di omissioni ed errori procedimentali che hanno di fatto impedito all’Amministrazione di esercitare la propria facoltà di influire nel processo decisionale dal quale trae origine l’autorizzazione.

In particolare, il ricorso, si fonda sull’impugnativa del Governo Italiano nei confronti della Legge della Regione Marche del marzo scorso con la quale si autorizzano gli impianti senza una adeguata Valutazione di Impatto Ambientale, eludendo così persino la relativa Direttiva Comunitaria. E’, inoltre, volto a porre in luce la violazione delle regole che attengono allo svolgimento della Conferenza dei Servizi cosiddetta “decisoria”, destinata a concludersi con una determinazione motivata del Responsabile del Procedimento che renda conto delle posizioni emerse in seno alla conferenza medesima.

Nello specifico, invece, i lavori della Conferenza non sono sfociati nell’adozione di una inequivocabile decisione e l’ufficio preposto della Regione Marche, anziché provvedere alla convocazione di un’ulteriore seduta, ha ritenuto di definire in modo autonomo il procedimento senza che ci fossero, al momento, l’assenso della Soprintendenza e dei Vigili del Fuoco e travisando le valutazioni che erano state espresse dal Sindaco del Comune di Castelbellino. Sindaco che aveva rivendicato le ragioni del parere contrario motivandolo con l’accoglimento del primo giudizio negativo della Soprintendenza e con la mancata accettazione da parte della società costruttrice dell’osservazione in merito alla costituzione di un Comitato di Controllo con la presenza dello stesso Comune.

A ciò va aggiunta l’iniqua valutazione della fideiussione prevista per il ripristino dei luoghi dopo la dismissione dell’impianto che l’Ufficio Tecnico del Comune di Castelbellino ha valutato essere superiore a quella proposta dalla Regione Marche.

Il 20 febbraio 2012 il Consiglio Comunale di Castelbellino è stato il primo a produrre le osservazioni in merito alla corretta ubicazione degli impianti a biogas tramite un ordine del giorno approvato all’unanimità e trasmesso in Regione che evidenziava serie motivazioni di criticità territoriale e di sostenibilità ambientale in relazione alla localizzazione dell’impianto. Si richiedeva, inoltre, alcuni approfondimenti, verifiche e controlli, che hanno poi condotto alla revoca dei contributi temporaneamente ed indebitamente assegnati.

Nel corso di tutti questi mesi, il Sindaco è stato interpellato da molti comuni della Regione Marche e da molte altre zone d’Italia con il fine richiedere la liberatoria per l’utilizzo dello stesso documento, giudicato esaustivo nell’analisi valutativa dei vari aspetti correlati all’installazione di impianti a biogas nei territori e politicamente corretto, perché percepito da tutti come un importante contributo all’irrinunciabile dibattito sulle energie rinnovabili ed in particolare al biogas stesso, argomento rispetto al quale l’Amministrazione Comunale di Castelbellino ha sempre espresso una valutazione di favore, riconoscendone l’importanza ambientale e strategica. Ma con regole e certezza del diritto.

Una alquanto approssimativa burocrazia regionale, un’Amministrazione Regionale ed un Consiglio distratti sul merito dei contenuti delle osservazioni del Comune di Castelbellino, hanno fatto si che solo dopo otto mesi dalla richiesta di sospensione dell’iter autorizzativo, e a Conferenza dei Servizi ultimata, si siano prodotti alcuni atti derivanti dalle ragioni che per primi avevamo proposto, estromettendo, di fatto e in modo beffardo, l’impianto già autorizzato a Castelbellino dalla normativa regionale in via di emanazione, che inserirà misure più restrittive in relazione all’iter di approvazione di questi impianti.

Ricorrere alle vie legali per tutelare la nostra popolazione dai rilievi di carattere ambientali da sempre proposti è, alla luce di tutto ciò, un percorso obbligato che tiene conto dello svolgimento dei fatti, del senso di giustizia e dell’etica amministrativa; ci rivolgiamo alla massima autorità della Repubblica per ottenere un procedimento di giustizia che riprenda le motivazioni del ricorso del Comune di Castelbellino in rappresentanza della cittadinanza e che permetta a ricorrenti ed intimati, Regione e Società costruttrice, di ottenere un pronunciamento in merito alle questioni rilevate che garantisca la conformità alla normativa vigente.

In tutti questi mesi l’Amministrazione Comunale ha avuto modo di osservare con il dovuto rispetto il dibattito pubblico e di ascoltare le ragioni sia delle istituzioni sia dei molti cittadini che protestavano per tante delle ragioni che per primo il Comune di Castelbellino aveva evidenziate, tanto che fin da dicembre scorso aveva aperto un confronto continuo su questi temi con la cittadinanza. Nel contempo si sono dovuti fronteggiare i continui e impropri attacchi del Comitato di Tutela e Salute, il quale, con volantini che richiamavano veleni e nubi tossiche, non si è fatto mancare la ghiotta opportunità di screditare il Sindaco e l’Amministrazione Comunale, anche attraverso il dileggio e con le minacce di diffide e denunce, delle quali a distanza di mesi non abbiamo avuto ancora riscontro. Comportamenti che hanno prodotto gesti anonimi censurabili fondati su ingiurie ed atti di vigliaccheria civile dai quali non abbiamo ancora ascoltato le necessarie prese di distanza. Tutto ciò non può che condurci ad una pura constatazione: a Castelbellino, l’apporto del Comitato di Tutela e Salute è stato scadente e viziato da pregiudizi politici. Qualora il Presidente della Repubblica dia ragione al Comune e rimandi l’autorizzazione in Regione per la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, auspicheremo, come già fatto a suo tempo, la costituzione di un comitato effettivo di cittadini con il quale collaborare e renderlo partecipe dei procedimenti decisionali. Fin da domani, aspettiamo i cittadini di Castelbellino in comune, anche quelli che si sono affidati al Comitato di Tutela e Salute, per illustrare il ricorso e per fornire le necessarie spiegazioni. Per altro, si ricorda che l’Amministrazione in sede di Conferenza dei Servizi ha espressamente richiesto di ammettere anche il Comitato, facoltà riservata e concessa dal Sindaco di Castelbellino nonostante fosse stato già diffidato dallo stesso Comitato di Tutela Salute.

Nel frattempo l’Amministrazione Comunale ha continuato a spiegare in ogni sede e ad ogni cittadino la trasparenza del proprio operato, soltanto a chiacchiere contestato; il Comitato di Tutela e Salute ha perseverato nella sua opera di discredito. Questo non può che rammaricare chi sa di aver agito con coscienza, rispetto delle regole e senza fare sconti a nessuno. Fin da domani, aspettiamo i cittadini di Castelbellino in comune, anche quelli che si sono affidati al Comitato, per illustrare il ricorso e per fornire le necessarie spiegazioni; un percorso che includa partecipazione democratica ed escluda fanatismi e diffide.

Ora speriamo, che la vertenza possa concludersi rapidamente e in maniera soddisfacente, che il Ricorso al Presidente della Repubblica porti alla decisione di sospendere la costruzione dell’impianto per le motivazioni in seno riportate e che venga ripristinata la giusta valenza che spetta alle decisioni prese dall’istituzione più vicina ai cittadini quale è il Comune.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-10-2012 alle 16:41 sul giornale del 26 ottobre 2012 - 1708 letture

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