'Fano International Film Festival': intervista al regista Andrea Bacci

regista Andrea Bacci 4' di lettura 12/10/2012 - Intervista ad Andrea Bacci, regista e sceneggiatore del cortometraggio "Quel che resta" che si è aggiudicato la menzione speciale della giuria alla XXIV edizione del "Fano International Film Festival", oltre al premio per i migliori attori a Camilla Filippi e Nicolas Vaporidis.

Quando ha iniziato la carriera da regista, cosa l'ha spinta ad intraprendere questo mestiere?

"Credo che la mia carriera da regista sia iniziata senza che nemmeno me ne accorgessi, quando mi sono iscritto al DAMS di Bologna. Il DAMS non è una scuola di cinema, ma imparare a guardare i film è il primo passo per farli. Poi mi sono trasferito a Los Angeles per studiare regia e quando ho proiettato davanti a un pubblico un piccolo progetto realizzato nelle prime settimane della scuola, non ho avuto più dubbi che era quello che dovevo fare nella vita".

Dopo la laurea con lode in Storia del Cinema al DAMS di Bologna, ha continuato gli studi negli Stati Uniti, alla "Los Angeles Film School", dove si è diplomato sempre con lode in regia e montaggio. Che differenze ha notato tra il cinema italiano e quello americano? Le piacerebbe tornare a lavorare in America?

"Negli Stati Uniti il cinema è un'industria, con procedure standard che vengono insegnate sin dalla scuola in modo da assicurare l'ottimizzazione delle risorse già dalla fase di pre-produzione. Ciò senza dubbio porta numerosi benefici, ma ha anche l'inconveniente di ingabbiare la creatività dentro schemi molto rigidi. In Italia viene data più libertà alla creatività e siamo più aperti mentalmente verso tipologie di approcci diversi tra loro e, forse proprio per questo, siamo più disorganizzati. Mi piacerebbe sicuramente tornare a girare negli Stati Uniti. Al momento ho alcuni progetti da realizzare in Italia, ma in futuro ho una storia che vorrei girare negli USA".

Nel corso degli anni, ha vinto diversi premi come il Solinas "Talenti in corto". Ma come si realizza un buon cortometraggio? Come sceglie trama e soggetti?

"Non esistono regole per realizzare un buon corto, ogni progetto fa storia a sé e quello che funziona per un film potrebbe essere disastroso per un altro. Quello che è certo è che bisogna mettere insieme un team affiatato, disposto a ottenere il massimo nonostante le limitazioni di budget. Come regola generale, meglio evitare di lavorare con chi dice “non si può fare”: aggirare i problemi piuttosto che risolverli spesso è la differenza tra un bel corto e uno scarso. Trovo molto difficile scrivere un buon cortometraggio, ritengo più facile scrivere un lungometraggio, che ovviamente richiede più tempo ma dà modo di sviluppare temi e personaggi per via del maggior tempo a disposizione. Come spettatori siamo inconsciamente tarati sulla durata del lungometraggio, ci viene pertanto naturale concepire le storie entro tali parametri. In un certo senso, un corto è più esigente perché ogni scena ha un peso specifico maggiore, pertanto il margine di errore concesso è davvero minimo. I soggetti dei miei corti hanno genesi molto diverse. Per quanto riguarda “Quel che resta”, è tratto dal soggetto dell’omonimo lungometraggio che vorrei girare prossimamente. La storia è stata riscritta appositamente per essere un corto a sé stante e mi sembrava interessante non spiegare molto dei tre protagonisti: ho preferito porre delle domande piuttosto che dare delle risposte".

In "Quel che resta", ci sono attori noti di alto livello, come Camilla Filippi e Nicolas Vaporidis a cui è andato il premio come "Migliori attori" al Fano International Film Festival 2012. Perché ha scelto proprio loro?

"Quel che Resta è stato il mio primo film realizzato senza fare casting. Nicolas e Camilla erano perfetti per la parte: quando li ho contattati, hanno subito letto la sceneggiatura e ne sono stati entusiasti. Con Matteo Urzia invece avevo già lavorato nel mio corto precedente, Halloween Party".

Come è venuto a conoscenza del "Fano International Film Festival"? Dopo questo ulteriore e importante riconoscimento che progetti ha per il futuro lavorativo?

"Il Fano International Film Festival ha una lunga storia e lo conosco da molti anni. Il prossimo progetto sarà il mio primo lungometraggio, una commedia ambientata in un paese di provincia. Poi ho alcuni progetti di documentario e, ovviamente, il lungometraggio da cui è tratto Quel che Resta".








Questo è un articolo pubblicato il 12-10-2012 alle 14:10 sul giornale del 13 ottobre 2012 - 1665 letture

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