Incendi boschivi nel pesarese, le associazioni scrivono a Ricci: 'Facciamo prevenzione'

incendi 31/08/2012 - Due incendi hanno distrutto in questi giorni circa 150 ettari di bosco sul monte Tenetra e ventidue ettari di vegetazione a Gabicce alle pendici del San Bartolo. Per domare le fiamme tra i primi due tornanti della Panoramica sono stati impiegati un elicottero e un Canadair, che però è stato negato a Cantiano dove nel frattempo l’incendio aveva ripreso vigore, dopo ben quattro giorni di impegno costante di Vigili del fuoco, Protezione civile, Forestale e volontari.

I mezzi sono limitati e insufficienti quando gli incendi aggrediscono più fronti, per cui questi episodi riaprono il problema della prevenzione incendi nella nostra provincia.

Recentemente l'Assessorato alle opere pubbliche e difesa del suolo aveva approvato un progetto sperimentale per un nuovo e più efficace servizio integrato di prevenzione e scoperta veloce degli incendi boschivi basato sulla ricognizione con un mezzo aereo, un pilota, un osservatore e sulla telefonia mobile evoluta che consente il coordinamento tra squadre a terra e in volo con i centri operativi di Vigili del fuoco, Forestale e Protezione civile.

Il servizio sperimentale, proposto dall'associazione "Il Gabbiano" per un costo di 1800 euro a parziale rimborso spese, prevedeva 20 ore di volo per i mesi estivi più caldi del 2012, con turni di due-tre ore attivati nei giorni maggiormente a rischio per condizioni metereologiche, di vento, ecc. che come è noto scatenano il furore dei piromani. Con questo servizio il 2 agosto scorso si è riusciti ad intervenire sull'incendio del Furlo in soli sette minuti, consentendone il rapido spegnimento con mezzi molto limitati, e ottenendo un notevole risparmio di denaro pubblico.

Purtroppo dopo il secondo volo l'attività è stata sospesa per i tagli al bilancio della Provincia. Se nel caso dell'incendio del Monte Tenetra fosse stato attivato il servizio di ricognizione in volo, molto probabilmente l'incendio sarebbe stato colto sul nascere ed è possibile che un singolo elicottero sarebbe bastato a spegnerlo. Invece sono stati necessari moltissimi voli di elicotteri e Canadair, costati alla collettività cifre vicine ai trecentomila euro a fronte di poche migliaia di euro per un'attività di prevenzione.

Considerato quindi il grave tributo pagato ogni anno dalla Comunità in tema di distruzione dell'ambiente, del notevole impegno di risorse economiche utilizzate e del mancato raggiungimento con l’attuale organizzazione dell'obiettivo di salvaguardia del patrimonio agro-forestale presente nella nostra Provincia, le Associazioni sottoscritte, storicamente sensibili ed impegnate nella difesa del bene comune “territorio”, credono sia giunto il momento di affrontare il problema con misure e decisioni determinanti per la messa al bando degli atti criminali che stanno minando pesantemente l’attuale equilibrio eco-ambientale.

L’esperienza maturata in questi ultimi anni in tema di incendi boschivi e l’incremento doloso degli stessi, rivela la assoluta inadeguatezza delle misure di prevenzione attualmente in atto.

A parere delle Associazioni è necessario ed urgente modificare e rendere più efficace il “sistema” di avvistamento potenziando inoltre l'aspetto preventivo e di dissuasione dei piromani anche quando l'incendio non è stato ancora appiccato.

Proponiamo anche il riordino degli attuali 25 punti di osservazione ritenuti strategici attivati nel territorio provinciale.

Alcune proposte:
• formazione del personale addetto;
• riduzione del numero delle altane;
• integrazione del servizio, in tutte le ore critiche, con voli di ricognizione aerea in funzione non solo di scoperta veloce ma anche di dissuasione verso eventuali piromani;
• collocazione in punti nevralgici di webcam ;
• pattugliamento “random” anche notturno, nelle aree di maggior rischio;
• dotazione di una mappa con i dati statistici di tutti i punti di attivazione dei focolai di incendio; attivazione di un coordinamento permanente fra tutte le figure e corpi istituzionalmente preposte alla vigilanza ed alla difesa del patrimonio agro forestale ed ambientale in genere, coinvolgendo a tal fine e per un concreto contributo, anche personale volontario.
• Dotazione, sia per le pattuglie che per gli aerei, di macchine fotografiche e/o videocamere per riprendere eventuali movimenti sospetti in forma preventiva.

Crediamo che le esperienze vissute anche in quest’ultimo periodo (incendio del Monte S.Bartolo-Gabicce, incendio sul Monte Tenetra) abbiano abbondantemente documentato la necessità e l’urgenza di dotarsi di un “sistema” maggiormente efficace sia per l’opera di prevenzione che di spegnimento.

Facciamo notare anche come l'azione preventiva o di scoperta celere porterebbe importanti risparmi legati al risparmio di molti voli di canadair ed elicotteri.

Restiamo in attesa di una risposta scritta o della disponibilità ad un incontro in cui approfondire questi temi.

Distinti saluti.

Pesaro, 30/08/2012

Le associazioni:
Il Gabbiano, Ermanno Cavallini
Italia Nostra, Federica Tesini
La Lupus in Fabula, Claudio Orazi
Legambiente, Enzo Frulla
WWF, Massimo Pandolfi
ARGO - Protezione Civile
Associazione Ferrovia Valle Metauro


da Associazioni culturali e ambientaliste



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-08-2012 alle 03:26 sul giornale del 01 settembre 2012 - 1909 letture

In questo articolo si parla di politica, incendi, incendi boschivi, Associazioni culturali ed ambientaliste

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Dite che spegnere un incendio costa 300 mila euro, ma proponete di fare un "pattugliamento" con mezzi aerei... Senza che l'incendio sia nemmeno divampato, alla faccia del risparmio!!!