Ancona: call center 'hot' evade il fisco per oltre 20milioni di euro, grazie a sede 'estera'

2' di lettura 01/06/2012 - Truffa call center. Azienda con fittizia sede all'estero evade il fisco per oltre 20milioni di euro. La sede gestionale-amministrativa reale tra Ancona ed Osimo. A fare la scoperta, dopo una lunga indagine, i finanzieri della Guardia di Finanza di Ancona.

Il Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Ancona ha scoperto un rilevante sistema di evasione fiscale, attuato da una società di capitali operante in Provincia di Ancona nel settore delle telecomunicazioni e dei servizi di call center. Un caso, in termini tecnici, di “esterovestizione societaria” ossia la frode a carattere internazionale realizzata attraverso la localizzazioneall'estero della sede dell’impresa.

Una società a gestione familiare costituita al fine di evadere le tasse a livello nazionali, così come accertato all’esito della verifica fiscale. L'azienda, pur avendo la sede legale nella Repubblica di San Marino, si avvaleva di persone, mezzi, apparecchiature, strutture tutte situate nel territorio italiano ove, tra l’altro, aveva luogo effettivamente l’attività d’impresa. Anche l’attività tipica di gestione economica e finanziaria della società avveniva, di fatto, in Italia. Ed é in Italia che ear attivo il centro decisionale: la ricerca dei clienti, la conclusione dei negozi giuridici, la gestione dei conti correnti societari, degli incassi e dei pagamenti, l’amministrazione del personale, ecc..


Una “delocalizzazione” solo formale nella Repubblica di San Marino che consentiva un illecito vantaggio fiscale, giacché in detto Stato l’imposta gravante sulle società è pari al 17% sull’utile di bilancio, mentre in Italia è notevolmente superiore (aliquota IRES del 33% per il 2006 e 2007, del 27,50% per il 2008, 2009 e 2010). Le indagini, svolte dal 2006 al 2010, hanno consentito, oltre che di dimostrare l’effettiva residenza fiscale della società sammarinese in Italia.

Un dettaglio riguarda in particolare il settore dell’IVA, dove é stato constatato che i servizi di “pubblicità, telecomunicazione” e quelli di “call center” resi dalla società “esterovestita” venivano, arbitrariamente, qualificati come operazioni non imponibili. Diversi i risultati conseguiti: ricavi non dichiarati per € 21.493.795,00; imposta sul valore aggiunto evasa per € 3.344.472,00; base imponibile ai fini dell’I.R.A.P. per € 19.978.313,00. E' così che per i due responsabili della società truffaldina scatta la denuncia alla locale Autorità Giudiziaria.








Questo è un articolo pubblicato il 01-06-2012 alle 12:38 sul giornale del 04 giugno 2012 - 2192 letture

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