Cattolica: al sit-in contro razzismo e xenofobia anche le istituzioni pesaresi

Palazzo Mancini Cattolica 2' di lettura 11/04/2012 - Cattolica, Rimini, Gabicce e Pesaro uniti contro il razzismo e la xenofobia. Dopo l’aggressione ai danni di due ragazzi stranieri, avvenuta a Cattolica la mattina di Pasquetta, il sindaco di Cattolica Piero Cecchini, dove risiede il giovane nigeriano ferito, il sindaco di Gabicce Corrado Curti, dove vive invece l’altra vittima dell’aggressione, insieme al sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli e ai presidenti delle Province di Pesaro Urbino e Rimini, rispettivamente Matteo Ricci e Stefano Vitali, hanno deciso di organizzare un sit-in della pace.

E così giovedì 12 aprile, alle ore 18, davanti a palazzo Mancini, sede del Comune di Cattolica, amministratori e cittadini si ritroveranno per ribadire i valori su cui poggiano le radici di questi territori e di tutto il Paese: integrazione, solidarietà e coesione sociale. "Stop al razzismo - è l’appello che lancia il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Matteo Ricci - Esprimo profonda indignazione per i gravissimi fatti di Cattolica, da stigmatizzare senza mezzi termini. La vicenda che ha portato all’accoltellamento di due ragazzi extracomunitari non va sottovalutata: nessuna tolleranza per gli estremisti violenti. Domani, in occasione dell’incontro organizzato insieme al Comune di Cattolica e al Comune di Gabicce, lo ribadiremo chiaramente. Ogni tentativo di violenza con matrice razzista, estraneo alla nostra cultura e storia, va immediatamente isolato e stroncato dalla reazione della comunità provinciale. Anche dalla nostra Provincia totale solidarietà alle vittime e alle loro famiglie".

"La comunità di Cattolica è ancora scossa per l’accaduto dell’altro giorno: una violenza intollerabile, un fatto che non ha precedenti nella nostra Città e che nulla ha a che fare con i nostri valori e le nostre tradizioni basate sulla cultura dell’accoglienza e dell’integrazione sociale - spiega il sindaco di Cattolica Piero Cecchini - Ecco perché dalle istituzioni deve partire un segnale forte, che esprimeremo nel sit-in di giovedì pomeriggio. Un’iniziativa simbolica che, oltre a ribadire la nostra solidarietà ai due ragazzi vittime dell’aggressione e alle loro famiglie, dovrà servire per gettare le basi per una riflessione seria e approfondita, anche con gli amministratori dei territori confinanti, sul perché giovani italiani circolassero per le strade di Cattolica con in tasca un coltello pronti ad aggredire con ferocia dei loro coetanei? Non è importante se gli aggressori fossero pesaresi o meno o se il fatto sia avvenuto a Cattolica o altrove. Dobbiamo interrogarci sul perché in delle giovani menti messaggi di odio razziale, antisemitismo e violenza riescano ancora a fare breccia? Dobbiamo interrogarci in che cosa hanno sbagliato istituzioni, scuola e famiglie nell'educazione formativa fornita a questi ragazzi. E da lì trovare gli anticorpi giusti per sconfiggere definitivamente il virus del razzismo e della xenofobia".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-04-2012 alle 15:01 sul giornale del 12 aprile 2012 - 1388 letture

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